Carburanti

Benzina e diesel, anche Ip fisserà limiti ai prezzi

La compagnia statale azera Socar aderisce all’appello del Governo italiano

DISTRIBUTORE POMPA BENZINA INSEGNA LOGO IP ITALIANA PETROLI IMAGOECONOMICA

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Socar segue l’esempio di Eni ed è pronta a mettere un limite ai prezzi di benzina e gasolio nella rete di distribuzione Ip. È quanto si legge in una nota del gruppo azero che ha acquistato Italiana Petroli da Api Holding a maggio e che ha deciso di “calmierare i prezzi dei carburanti commercializzati sul mercato italiano dalla controllata Italiana Petroli”.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il valore del prezzi “verrà stabilito in base alle diverse esigenze per garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori”: “In questo modo la compagnia statale azera aderisce all’appello del Governo italiano di andare incontro alle necessità di famiglie e imprese, che ormai da oltre sei mesi si confrontano con prezzi dei carburanti straordinariamente alti a causa del contesto di forte instabilità geopolitica che impatta le catene di approvvigionamento globali”.

Loading...

Il limite “verrà applicato progressivamente, a partire dalla rete a marchio IP”.

Meloni ringrazia il presidente dell’Azerbaigian

“Dopo Eni, anche IP ha scelto di limitare il prezzo dei carburanti su tutto il territorio nazionale. È un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti. Desidero ringraziare per questo il Presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf”. Così la premier Giorgia Meloni in una nota.

Il Governo continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d’acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa.

Sindacati dei taxi pronti allo sciopero, governo ci risponda

I sindacati dei taxi sono pronti allo sciopero. Il caro-carburanti si aggiunge ad una serie di altre criticità che riguardano la categoria e ha portato la situazione a diventare “insostenibile”, spiegano Unica Taxi Filt Cgil e Uiltrasporti interpellati dall’ANSA. I sindacati hanno già chiesto al governo un incontro, ma se non riceveranno una risposta sarà inevitabile per loro “un fermo del servizio”.

“Da tempo ormai abbiamo chiesto un incontro al Mit e ancora non abbiamo ricevuta risposta. Sono rimasti in sospeso il Dpcm sull’uso e il ruolo delle piattaforme tecncologiche. Non vogliamo che questo diventi uno strumento per il caporalato tecnologico in questi servizi. E il governo tace”, spiega Nicola Di Giacobbe di Unica Taxi Filt Cgil. “E’ chiaro - aggiunge - che la situazione del servizio pubblico, dei taxi in particolare che sono legati ad una tariffa amministrata, sta diventando insostenibile. E non solo per i costi dei carburanti, ma anche per i costi di gestione della vettura”. “Il carburante è aumentato, ma aumenta un po’ tutto e diventa insostenibile con la tariffa che il Comune ci impone. Deve intervenire il governo - prosegue - con un incentivo come può essere la detrazione fiscale, o sulla possibilità di far fare ai Comuni una tariffa differenziata. Aspettiamo il confronto, ma se non avverrà siamo pronti alla mobilitazione”. “L’idea di uno sciopero c’è, ma non è legata solo al caro-carburanti, che è un problema che porterà probabilmente ad uno sciopero”, c’è anche tutto il problema dei decreti attuativi per mettere a terra la legge che ha riformato la normativa quadro, spiega Massimo Longo, responsabile del settore taxi del dipartimento nazionale viabilità della Uiltrasporti. “Stiamo pensando di mandare una richiesta al ministero competente per affrontare un tema di 7 anni fa: il decreto attuativo sul Rent (Registro elettronico Ncc e Taxi) e quello sul foglio elettronico sono fermi. Il problema è dunque molto più ampio” del solo caro-carburanti. E a questo si aggiunge il problema degli Ncc abusivi che, “senza una regolamentazione chiara operano nella nebbia”. “Questa situazione - aggiunge Longo - va sanata e il caro-carburanti si somma a tutti gli altri problemi. Stiamo pensando di incontrare il governo: se non dà risposte o non ci chiama, pensiamo di mettere in piedi un fermo del servizio”.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti