Il Bollettino

Bce: instabilità geopolitica e prezzi energetici elevati minacciano la crescita dell’Eurozona

Nonostante il protocollo d’intesa raggiunto a giugno tra Stati Uniti e Iran, la situazione geopolitica resta fragile

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«In seguito all’accordo sul protocollo di intesa tra Stati Uniti e Iran i prezzi del petrolio sono diminuiti, ma i nuovi attacchi rendono la situazione estremamente instabile». È quanto si legge nel bollettino economico Bce in cui si sottolinea come dopo la firma del protocollo di intesa tra Stati Uniti e Iran, in base al quale entrambe le parti si impegnavano a ripristinare il libero transito attraverso lo Stretto di Hormuz, il prezzo del greggio di qualità Brent aveva inizialmente registrato un brusco calo. «Più di recente, tuttavia, a seguito dei nuovi attacchi militari e dopo che il presidente Trump ha dichiarato la fine del cessate il fuoco, è tornato ad aumentare, collocandosi su un livello inferiore dell’1 per cento, nel complesso, rispetto a quello segnato l’11 giugno, inizio del periodo in esame”.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Rischi al ribasso per la crescita e di rialzo per l’inflazione

Le prospettive di crescita dell’area dell’euro sono soggette a rischi al ribasso, mentre quelli per l’inflazione sono orientati al rialzo. Lo indica la Bce nel Bollettino economico in cui si sottolinea come nonostante il protocollo d’intesa raggiunto a giugno tra Stati Uniti e Iran, la situazione geopolitica resta fragile. Nuove interruzioni delle forniture energetiche potrebbero mantenere elevati i prezzi dell’energia, pesando su redditi reali, consumi e investimenti. Un peggioramento della fiducia sui mercati, un irrigidimento del credito e maggiori frizioni commerciali potrebbero inoltre indebolire la domanda, le esportazioni e le catene di approvvigionamento.

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La guerra della Russia contro l’Ucraina resta un’altra importante fonte di incertezza. Sul fronte dei prezzi, un’intensificazione dello shock energetico potrebbe produrre effetti indiretti e di secondo impatto su inflazione e salari più forti del previsto. La frammentazione delle catene globali, le carenze di materie prime critiche e gli eventi meteorologici estremi potrebbero alimentare ulteriori pressioni.

Una soluzione duratura del conflitto in Medio Oriente ridurrebbe invece i rischi sia per la crescita sia per l’inflazione. L’attività potrebbe inoltre beneficiare della spesa per difesa e infrastrutture, delle riforme e dell’adozione di nuove tecnologie.

Prospettive eurozona fortemente incerte per geopolitica e volatilità energia

«Le prospettive per l’area dell’euro restano fortemente incerte a causa delle tensioni geopolitiche in atto e dell’accresciuta volatilità dei corsi petroliferi». Lo si legge nel bollettino economico Bce in cui si sottolinea come «una prolungata interruzione delle forniture energetiche potrebbe mantenere più elevati i corsi petroliferi più a lungo, erodendo ulteriormente i redditi reali e aumentando i costi di produzione, gravando sui consumi e sugli investimenti». L’intensificarsi delle interruzioni commerciali potrebbe ulteriormente indebolire la crescita. «La guerra della Russia contro l’Ucraina resta un’altra importante fonte di incertezza. Per contro, la crescita potrebbe rivelarsi superiore rispetto alle attese se i mercati dell’energia si adeguassero più rapidamente di quanto attualmente atteso. Gli aumenti pianificati della spesa per difesa e infrastrutture, le riforme volte a migliorare la produttività e a completare il mercato unico, nonché l’adozione da parte delle imprese dell’area dell’euro di nuove tecnologie, potrebbero altresì fornire un ulteriore sostegno all’attività economica».

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