Il ministro dell’Economia

Giorgetti: «All’Ue chiederemo il massimo per l’energia». Sì al testo di maggioranza

Il ministro dell’Economia: lo scostamento sarà definito a ottobre, prima esito della procedura sul deficit

Giorgetti: Più spesa per difesa senza tagli grazie alla flessibilità europea

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti sulla richiesta di attivazione delle clausole di salvaguardia per richiedere all’Unione la possibilità di spendere la flessibilità concessa in difesa ed energia. Il testo è stato riformulato dopo un confronto tra maggioranza e governo. I sì sono stati 181, 126 i contrari, 12 gli astenuti.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«Noi sicuramente chiederemo tutto il massimo della sicurezza energetica, cioè lo 0,3% più 0,3% uguale 0,6%. Sulla parte difesa invece non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%» aveva detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti arrivando alla Camera per le comunicazioni sulla clausola di salvaguardia nazionale . «La clausola originaria era sulla difesa ed era l’1,5% all’anno. Quello che c’è di nuovo è che nell’ambito di questo 1,5%, uno 0,3% l’anno per un massimo di 0,6% può essere dedicato alla sicurezza energetica», ha spiegato il ministro.

Loading...

Parlando alla Camera Giorgetti ha chiarito che sono escluse dalla clausola di salvaguardia per le spese energetiche «misure che tendono ad attenuare provvisoriamente la crisi in atto come quelle sulle accise o sussidi diretti e indiretti e al settore privato che non portano ad un miglioramento strutturale».

Il Safe agita la maggioranza

La discussione in Aula è stata poi sospesa, su richiesta della maggioranza e tra le proteste delle opposizioni, prima della replica di Giorgetti. Governo e capigruppo hanno lavorato a una riformulazione della risoluzione del centrodestra che smussi il passaggio sul sostanziale via libera al Safe per placare i malumori nella Lega che reclama un riferimento al fatto che le spese siano destinate anche alla sicurezza interna.

Identiche fibrillazioni nel centrosinistra, dove i riformisti dem rifiutano il testo Pd, M5S e Avs e confidano che alla fine le risoluzioni vengano assorbite in modo da evitare il voto in Aula. Se la formulazione restasse quella concordata, sono pronti a non votarla. I lavori sono poi ripresi con la replica del ministro dell’Economia.

Cambia risoluzione unitaria di maggioranza

Il settimo capoverso della risoluzione presentata dalla maggioranza è stato quindi modificato nella parte in cui si fa riferimento al Safe aggiungendo: «Per il finanziamento delle misure relative alla difesa a valutare il ricorso a diverse condizioni ivi incluse ove ritenute vantaggiose quelle incluse al programma Safe preordinando in ogni caso in via prevalente l’utilizzo dei fondi a sistemi tecnologici difensivi e di sicurezza nazionale». Lo ha affermato il sottosegretario all’Economia Federico Freni esprimendo il parere sulle risoluzioni presentate alla Camera. Il sottosegretario ha espresso parere contrario sul resto delle risoluzioni presentate dai partiti di opposizione.

Giorgetti: scostamento sarà definito a ottobre, prima esito procedura deficit

«Lo scostamento che andremo a proporre al Parlamento a settembre-ottobre sarà lì definito in termini puntuali, sia quantitativi sia di temporalizzazione. Perché molto si interseca rispetto all’uscita dalla procedura per deficit eccessivo che sarà in qualche modo definita o formalizzata in un senso o nell’altro soltanto a fine settembre». Lo ha spiegato il ministro dell’Economia Giorgetti, rispondendo in replica. «E siccome questo scostamento verrà autorizzato dal Consiglio dell’Ue solo se garantirà nel lungo periodo della sostenibilità della finanza pubblica, noi dobbiamo sapere in funzione degli esiti di questa procedura se la sostenibilità può essere garantita e come rispetto al diverso dispiegamento delle possibilità di scostamento».

Ok dell’Ue alla clausola a ottobre, poi lo scostamento

Quanto ai tempi, il ministro dell’Economia aveva spiegato poco prima che la Commissione europea valuterà le richieste sulla richiesta della clausola di salvaguardia nazionale «nel mese di settembre, eventualmente raccomandandone l’approvazione al Consiglio, che dovrebbe formalizzare la raccomandazione nella riunione Ecofin di ottobre. A seguito di tale raccomandazione si procederà, anche nelle more dell’aggiornamento della disciplina contabile nazionale alla nuova governance economica europea, in via analoga, al ricorso alla procedura prevista dall’articolo 6 della legge n.243 del 2012, al fine di poter dare conto del quantum delle clausole utilizzate e degli interventi ai quali le relative risorse saranno destinate, cioè il cosiddetto scostamento di bilancio».

Senza uscita anticipata potremmo restare in procedura deficit

 

Nel suo intervento Giorgetti ha speigato che «l’articolata nuova procedura prevista dalle clausole di salvaguardia mostrano come ogni definitiva articolazione del piano non potrà che essere predisposta guardando alla compatibilità degli effetti delle misure in esso incluse con tutti i vincoli di finanza pubblica e all’evoluzione della procedura per il deficit eccessivo». Infatti, ha aggiunto, «nel caso in cui la procedura di deficit eccessiva non venga chiusa anticipatamente alla luce di una revisione a settembre del dato relativo al 2025 o sulla base del valore di consuntivo del deficit 2026, un peggioramento dei conti pubblici negli anni successivi tali da determinare un deficit superiore al 3% implicherebbe la permanenza nella procedura fino al rientro al di sotto della soglia prevista dei trattati anche qualora il deficit in eccesso sia interamente riconducibile a spese in linea con i parametri di ammissibilità alla Nec (National escape clause, clausola di salvaguardia nazionale, ndr).

Loading...

«Per chi attiva la clausola doppio monitoraggio della spesa»

 

«La richiesta di attivazione della clausola potrà essere oggetto di aggiornamenti e integrazioni e lo stato membro si impegnerà all’atto della richiesta a fornire - due volte l’anno (entro il 15 aprile ed entro il 15 ottobre, ossia in corrispondenza, rispettivamente, degli strumenti di aggiornamento dei documenti di bilancio) - informazioni utili al monitoraggio dell’attuazione degli interventi, affinché la Commissione europea possa tenerne conto nelle proprie previsioni e nelle valutazioni di sorveglianza» ha speigato Giorgetti. «Pertanto, per gli stati membri che attivino la clausola, il monitoraggio della traiettoria di spesa verrà effettuato in due passaggi: un primo passaggio verificherà se un eventuale debito del conto di controllo possa essere ricondotto all’incremento delle spese per la difesa; nel caso in cui l’incremento delle spese per difesa non giustifichi pienamente gli scostamenti registrati dal conto di controllo rispetto al tasso di crescita dalla spesa netta fissato nel Piano strutturale e raccomandato dal Consiglio, un secondo passaggio verificherà se detti scostamenti derivino dall’utilizzo dei margini concessi per l’estensione della Nec alle spese per sicurezza energetica».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti