Europa

Bce: peggiore stretta del credito dal 2023, previsto calo anche nel II trimestre

Irrigiditi sia i prestiti alle imprese, sia quelli alle famiglie, sia i mutui

di Isabella Bufacchi

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Forte stretta del credito per imprese e famiglie: le banche nell’area dell’euro hanno continuato a inasprire le condizioni di tutti i tipi di prestito nel primo trimestre dell’anno. Si tratta della stretta più forte dal terzo trimestre del 2023 ed è peggiore di quanto previsto. È quanto emerge dalla consueta indagine della Bce sui finanziamenti erogati dal sistema bancario nell’area dell’euro.

Per il secondo trimestre gli istituti si attendono un ulteriore e più diffuso irrigidimento degli standard, sia per le imprese sia per i mutui, oltre a una nuova stretta sul credito al consumo, anche a causa dei maggiori costi di finanziamento.

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L’inasprimento è dovuto al peggioramento e all’incertezza del quadro economico della tensioni geopolitiche, l’aumento dei rischi percepiti e di una minore propensione al rischio delle banche. Aumenta la prudenza nella concessione del credito bancario. Le banche interpellate nell’indagine hanno indicato tra i principali fattori anche l’andamento dell’energia, con pressioni legate anche all’esposizione verso imprese energivore e alla regione del Medio Oriente. Un altro fattore che ha contribuito alla stretta delle condizioni del credito è il peggioramento delle condizioni di finanziamento per le banche stesse che si finanziano sui mercati.

Per i prestiti alle imprese si registra un irrigidimento netto del 10%, superiore alle attese (6%) e ai livelli storici medi, il più marcato dal terzo trimestre del 2023 e parte di una tendenza restrittiva in atto dalla metà del 2025. Anche i prestiti alle famiglie hanno registrato l’inasprimento delle condizioni: lieve stretta per i mutui casa (2%) e più significativa per il credito al consumo (15%).

Parallelamente, è aumentata la quota di domande di prestito respinte, in particolare nel credito al consumo. La domanda di prestiti è attesa in calo, sia da parte delle imprese – per minori investimenti – sia delle famiglie, penalizzate da fiducia più debole e minori acquisti di beni durevoli.

Nei Paesi principali, le banche in Spagna, Francia e Germania hanno registrato condizioni più aspre per le imprese, mentre le banche italiane hanno indicato una situazione stabile.

La stretta netta del primo trimestre per le imprese nell’area dell’euro è risultata superiore alla media storica dal 2003 e anche alla media più recente dal 2014: è stata più forte nei prestiti per le Piccole e medie imprese rispetto alle grandi imprese, con un inasprimento più pronunciato sulle scadenze più lunghe rispetto al breve termine.

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Dalla survey emerge inoltre che quasi la metà delle banche dell’area euro utilizza la cartolarizzazione per erogare nuovi prestiti, gestire il rischio di credito e migliorare liquidità e funding, facendo leva anche su investitori non bancari per l’acquisto dei crediti cartolarizzati.

Riproduzione riservata ©
  • Isabella Bufacchi

    Isabella Bufacchivicecaporedattore corrispondente dalla Germania

    Luogo: Francoforte, Germania

    Lingue parlate: inglese, francese, tedesco, spagnolo

    Argomenti: mercato dei capitali, ECB watcher, fixed income e debito, strumenti derivati, Germania

    Premi: Premio Ischia Internazionale di Giornalismo per l’analisi economica, Premio Q8 per giovani giornalisti economici

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