Green economy

Batterie, start up milanese pronta per la produzione di grafite sintetica

E’ l’elemento strategico per le batterie a ioni di litio. La start up è X-nano nata dall’Istituto italiano di tecnologia (Iit) e finanziata da Mito Tech Ventures

di Niccolò Gramigni

Il team di X-nano

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Un impianto pilota per la produzione sostenibile di grafite sintetica – unico caso in Italia, tra i pochi in Europa – nascerà tra Lombardia, Abruzzo e Puglia con l’obiettivo di entrare in attività tra fine 2027 e il primo semestre del 2028. La grafite è un materiale molto prezioso perché strategico per le batterie agli ioni di litio impiegate nei veicoli elettrici e nei sistemi di accumulo energetico: ad ora è prodotto in Cina ma né Stati Uniti né Europa (eccetto qualche stabilimento in Francia e Germania) sono attrezzati in tal senso. Ecco dunque che l’idea di X-nano, startup nata dalla Istituto italiano di tecnologia (IIT), può fare da apripista a livello italiano: la startup fondata da Fabio Di Fonzo ha chiuso un round seed da 3,7 milioni di euro. L’operazione è guidata da Mito Tech Ventures, fondo di venture capital gestito da Mito Technology, insieme a Pietro Fiorentini e a un gruppo di investitori privati: le risorse raccolte consentiranno proprio la realizzazione dell’impianto pilota.

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Nel dettaglio la società ha sviluppato un processo industriale proprietario e brevettato basato su un reattore di pirolisi non-catalitico in grado di convertire idrocarburi gassosi di qualsiasi origine – sia fossile, sia bioderivati – in grafite ad alta purezza per batterie al litio e carbonio turbostratico (hard carbon) per batterie al sodio.

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L’area geografica dell’impianto

«Oltre il 90% della produzione mondiale di grafite è in mano alla Cina – spiega Di Fonzo -. Oggi la grafite è uno dei materiali critici di cui il governo cinese controlla l’export. Ad oggi l’impianto principale è a Casarile, in provincia di Milano. Per l’impianto pilota stiamo lavorando tra Lombardia, Abruzzo e Puglia. Il motivo di queste regioni? È legato alla disponibilità di siti adeguati alla particolarità di questo impianto».

Di Fonzo illustra anche i tempi: «Contiamo di realizzarlo entro la fine del 2027 per essere in piena attività tra fine 2027 e primo semestre 2028».

La startup al momento ha 17 dipendenti e 4 dirigenti: ha tre sedi, due a Milano e una appunto a Casarile. «La grafite – sottolinea – è usata per le batterie, come elettrodi per le acciaierie, come lubrificanti. A livello di produzione di grafite tout court c’è qualcosa in Francia e Germania, ma come produzione di materiali per batterie che è l’estremo livello di purezza, direi che oggi non c’è niente. Ci sono altre startup che stanno cercando di risolvere questo problema attraverso altre metodologie, ma come impianti di produzione non c’è niente».

Ma per aprire un impianto del genere è complesso avere le autorizzazioni? «Per ora – risponde Di Fonzo – siamo considerati un impianto di ricerca, non ci sono aggravi burocratici. Per gli impianti ci sono temi di sicurezza, anti-incendio, ma ci tengo a sottolineare che non ci sono emissioni inquinanti. Quindi pensiamo che non ci saranno grandi problemi. In generale il nostro obiettivo è non avere emissioni e non avere consumo di acqua perché il nostro materiale è già puro in partenza».

«Con X-nano siamo convinti di poter contribuire a risolvere uno dei principali colli di bottiglia della transizione energetica: la scarsità di grafite sintetica di alta qualità”, afferma Massimiliano Granieri, Presidente di Mito Technology.

Il business? In Europa ma ancor di più negli Stati Uniti

Il business è in Europa ma può essere anche negli Stati Uniti, visti i rapporti burrascosi con la Cina: «Noi vediamo grandi possibilità negli Stati Uniti – afferma Di Fonzo -. D’altronde ricordo che l’Europa mantiene buoni rapporti commerciali con la Cina, a differenza degli Stati Uniti. Il nostro obiettivo è diventare il produttore di riferimento per tutto il mondo occidentale, in Europa e negli Stati Uniti».

Crescita significa anche una possibilità di aumento del fatturato: «Ci sarà probabilmente dal 2029 in poi – conclude il fondatore di X-nano -. Un impianto tipico europeo di batterie di piccole dimensioni è da 10 gigawatt/ora annui e richiede 10.000 tonnellate all’anno di grafite: ogni tonnellata di grafite vale tra i 7 e i 10.000 euro. È facile fare la moltiplicazione». E considerando che l’aumento stimato della domanda di grafite (fonde Iea) è di oltre il 300% entro il 2036 è altrettanto facile capire il perché tutti vogliono entrare in questo business.

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