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Euro digitale, a che punto stiamo?
Dopo il via libera della commissione per gli affari economici e monetari ecco la tabella di marcia per una prima sperimentazione nel 2027
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Un impianto pilota per la produzione sostenibile di grafite sintetica – unico caso in Italia, tra i pochi in Europa – nascerà tra Lombardia, Abruzzo e Puglia con l’obiettivo di entrare in attività tra fine 2027 e il primo semestre del 2028. La grafite è un materiale molto prezioso perché strategico per le batterie agli ioni di litio impiegate nei veicoli elettrici e nei sistemi di accumulo energetico: ad ora è prodotto in Cina ma né Stati Uniti né Europa (eccetto qualche stabilimento in Francia e Germania) sono attrezzati in tal senso. Ecco dunque che l’idea di X-nano, startup nata dalla Istituto italiano di tecnologia (IIT), può fare da apripista a livello italiano: la startup fondata da Fabio Di Fonzo ha chiuso un round seed da 3,7 milioni di euro. L’operazione è guidata da Mito Tech Ventures, fondo di venture capital gestito da Mito Technology, insieme a Pietro Fiorentini e a un gruppo di investitori privati: le risorse raccolte consentiranno proprio la realizzazione dell’impianto pilota.
Nel dettaglio la società ha sviluppato un processo industriale proprietario e brevettato basato su un reattore di pirolisi non-catalitico in grado di convertire idrocarburi gassosi di qualsiasi origine – sia fossile, sia bioderivati – in grafite ad alta purezza per batterie al litio e carbonio turbostratico (hard carbon) per batterie al sodio.
«Oltre il 90% della produzione mondiale di grafite è in mano alla Cina – spiega Di Fonzo -. Oggi la grafite è uno dei materiali critici di cui il governo cinese controlla l’export. Ad oggi l’impianto principale è a Casarile, in provincia di Milano. Per l’impianto pilota stiamo lavorando tra Lombardia, Abruzzo e Puglia. Il motivo di queste regioni? È legato alla disponibilità di siti adeguati alla particolarità di questo impianto».
Di Fonzo illustra anche i tempi: «Contiamo di realizzarlo entro la fine del 2027 per essere in piena attività tra fine 2027 e primo semestre 2028».
La startup al momento ha 17 dipendenti e 4 dirigenti: ha tre sedi, due a Milano e una appunto a Casarile. «La grafite – sottolinea – è usata per le batterie, come elettrodi per le acciaierie, come lubrificanti. A livello di produzione di grafite tout court c’è qualcosa in Francia e Germania, ma come produzione di materiali per batterie che è l’estremo livello di purezza, direi che oggi non c’è niente. Ci sono altre startup che stanno cercando di risolvere questo problema attraverso altre metodologie, ma come impianti di produzione non c’è niente».