Trump: esercito pronto ad andare ovunque per combattere il crimine
Prosegue l’approccio securitario del presidente Usa. Anche se oggi alla Casa Bianca Donald Trump ha detto che l’esercito può andare ovunque negli Usa per combattere il crimine ma è stato vago sui soldati a Chicago. Il governatore Wes Moore risponde con i dati sulla criminalità in calo, mentre Gavin Newsom emerge come leader dell’opposizione democratica
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La stessa divisa, lo stesso passo d’acciaio. Nel 1957, a Little Rock, Arkansas, i paracadutisti della 101ª divisione scortavano nove studenti afroamericani dentro una scuola segregata, in un’America che ancora faticava a far rispettare i diritti civili. Sessantotto anni dopo, quell’uniforme non è più promessa di libertà. E oggi non è più il repubblicano Dwight D. Eisenhower a evocarla, ma il “MAGA” Donald Trump, annunciando che l’esercito è pronto ad andare ovunque sul territorio americano per combattere il crimine, pur rimanendo ambiguo sulla possibilità di schierare le truppe federali a Chicago. Parlando nello studio Ovale, il presidente ha detto che per ora non farà nulla in Illinois senza una richiesta del governatore ma che le truppe sono pronte a essere dispiegate ovunque in caso di necessità, anche senza richiesta del governatore statale.
Baltimora, tra ieri e oggi
«Se Moore non è capace, penserò io a mandare i soldati», ha detto il presidente Usa attaccando il governatore del Maryland. Per il tycoon Baltimora è “fuori controllo”, nonostante i dati raccontino altro. Per esempio, che nel 2024 gli omicidi sono scesi del 24% rispetto all’anno precedente e del 42% rispetto al 2021. E i reati violenti sono calati dell’8% mentre i crimini contro la proprietà del 20. Moore lo ha ricordato pubblicamente, invitando Trump a camminare con lui per le strade. Ma il Potus ha preferito rispondergli dallo Studio Ovale su Truth: «Proprio come quando Newscum non sapeva gestire Los Angeles, penserò io a ripulire la città». “Newscum”, cioè Gavin “Newsom”, il governatore della California che per Trump è “feccia” (scum) da quando a giugno impose la Guardia nazionale a Los Angeles.
Baltimora fu già teatro di dispiegamenti militari nel 1968, dopo l’assassinio di Martin Luther King. Allora la Guardia nazionale entrò per contenere rivolte urbane che lasciarono 6 morti e centinaia di feriti. Oggi non ci sono tumulti né emergenze di ordine pubblico, ma un presidente che vuole replicare nella città il “modello Washington”.
Washington, capitale sotto assedio
Nella capitale, Trump è già arrivato. Oltre 2200 militari della Guardia nazionale pattugliano le strade, sotto il comando di una joint task force che ha preso di fatto il controllo delle funzioni di polizia. All’inizio le pattuglie erano disarmate, ma dalla scorsa settimana alcune unità portano pistole M17 e fucili M4. Il portavoce militare ha precisato che le armi saranno usate solo come ultima risorsa, ma l’effetto psicologico è stato potente. Un fotografo ha immortalato membri della Guardia della South Carolina con le pistole al fianco davanti a Union Station, mentre passanti e turisti li osservavano con diffidenza. Molti residenti ne sono convinti: la città è sotto assedio.
I tribunali travolti
Nei tribunali federali arrivano casi che in circostanze normali sarebbero rimasti a livello municipale, sottolinea molta stampa americana. Jeanine Pirro, scelta da Trump come procuratrice federale per il Distretto di Columbia, ha dato ordine di contestare i capi d’accusa più gravi possibili. Il risultato è un’ondata di processi sproporzionati.



