Le misure

Ok Cdm a decreti Infrastrutture e Campi Flegrei. Musumeci: «Gravissime responsabilità Regione e Comuni. Da 400 a 900 euro al mese a chi lascia la casa»

Nel provvedimento sulle infrastrutture, misure su concessioni autostradali, commissari straordinari e alcune norme sulla società per lo stretto di Messina. Il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare dell’Italia: «Da Governo nessun quattrino per le case abusive». Pnrr, Italia farà domanda per 8,5 miliardi della sesta rata

di Fabio Carducci e Andrea Carli

Campi Flegrei, Curcio: "Non dobbiamo attendere emergenza per adeguare infrastrutture"

7' di lettura

7' di lettura

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge per la prevenzione del rischio sismico connesso al fenomeno bradisismico nell’area dei Campi Flegrei e per interventi di protezione civile. Via libera anche al decreto Infrastrutture ( “Disposizioni urgenti per le infrastrutture e gli investimenti di interesse strategico, per il processo penale e in materia di sport”). Quest’ultimo provvedimento, a quanto si è appreso, riguarda anche concessioni autostradali, commissari straordinari e alcune norme sulla società per lo stretto di Messina.

Nel ricco menu delle soluzioni che sono giunte sul tavolo della riunione dell’esecutivo di lunedì 24 giugno, un disegno di legge con misure relative ai lavoratori frontalieri. Infine, in attuazione della stretta sulle criptoattività decisa dalla Ue, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera, in esame preliminare, a un decreto legislativo che, spiega una nota pubblicata da Palazzo Chigi, «individua la Banca d’Italia e la Commissione nazionale per le società e la borsa (Comsob) quali autorità competenti a esercitare i poteri autorizzatori (ai fini dell’emissione, dell’offerta al pubblico e della richiesta di ammissione alla negoziazione dei token, nonché ai prestatori di servizi per le cripto-attività), di vigilanza, di indagine e sanzionatori, previsti dal regolamento. Inoltre, con questo provvedimento l’esecutivo provvede a dettare la disciplina di armonizzazione minima applicabile a tutti gli operatori in cripto-attività, le discipline speciali applicabili a singole categorie di operatori; il regime sanzionatorio e le disposizioni di coordinamento».

Loading...
Il Governo decide su autostrade, criptovalute e Campi Flegre: la conferenza stampa

Italia farà domanda per 8,5 miliardi della sesta rata Pnrr

Al termine della riunione dell’esecutivo, si è svolta una conferenza stampa. Hanno partecipato il ministro per gli Affari europei, per le politiche di coesione, il Sud e il Pnrr, Raffaele Fitto e quello per la protezione civile e le politiche del mare dell’Italia, Nello Musumeci. È stata anche l’occasione per fare il punto sulla riunione della Cabina di Regia sul Pnrr, che si è svolta prima del Consiglio dei ministri.

In seguito alle verifiche effettuate durante l’incontro, l’Italia presenterà «formalmente alla Commissione europea la richiesta di pagamento della sesta rata, pari a 8,5 miliardi di euro, che si aggiungeranno alle risorse della quinta rata, attualmente in fase di verifica e rendicontazione finale». È quanto si legge nel comunicato diffuso dopo la cabina di regia durante la quale è stato verificato il conseguimento dei 37 obiettivi connessi alla sesta rata del nuovo Piano di Ripresa e Resilienza. «La cabina di regia di oggi - ha sottolineato la premier Giorgia Meloni durante l’incontro - è chiamata ad avviare la procedura per richiedere alla Commissione europea il pagamento della sesta rata del Pnrr da 8,5 miliardi di euro. È un momento molto importante, perché questo ci consente di centrare un doppio primato e di essere la prima nazione in Europa a richiedere il pagamento della sesta rata, dopo essere stati anche i primi a richiedere la quinta. Arriviamo a questo appuntamento dopo un lavoro complesso e molto impegnativo, soprattutto negli ultimi giorni».

Campi Flegrei, Musumeci: gravissime responsabilità Regione e Comuni

Per quanto riguarda il provvedimento sui Campi Flegrei, in conferenza stampa Musumeci ha ricordato che «il governo sta dando più di quanto non abbia il dovere di dare», in quanto si tratta di «uno dei vulcani più pericolosi e complessi al mondo. Emergono gravissime responsabilità, remote e meno remote, omissive e commissive, che coinvolgono tutti gli enti, a cominciare dalla Regione e dai Comuni interessati, Napoli, Pozzuoli e Bacoli - ha aggiunto -. È stato autorizzato uno sviluppo urbanistico irragionevole, caotico e disordinato, non si è mai tenuto conto degli incombenti pericoli in quell’area. Chi doveva vigilare non lo ha fatto». La gestione degli interventi per i Campi Flegrei, ha continuato, «non può essere essere affidata alla Regione, ai Comuni o al Dipartimento, ma sarà affidata ad un commissario straordinario che sarà nominato con decreto, su mia proposta, entro 15 giorni».

Musumeci ha chiarito che «le persone costrette a lasciare la casa nell’area dei Campi Flegrei usufruiscono di un contributo da 400 a 900 euro a persona al mese, suscettibili di integrazione. Il governo - ha sottolineato - non intende tirare fuori un solo quattrino per le case abusive o le seconde case. Lo ribadisco per evitare di alimentare facili attese». Col decreto, ha aggiunto poi, «scatta il divieto di realizzare nuove abitazioni per civili, esclusi stabilimenti, opifici e luoghi di lavoro».

La nota di Palazzo Chigi in particolare parla del riconoscimento di «un contributo di autonoma sistemazione in favore dei nuclei familiari la cui abitazione principale sia stata sgomberata per inagibilità in esecuzione di provvedimenti adottati, entro la data di entrata in vigore del decreto-legge, delle competenti autorità in conseguenza dell’evento sismico del 20 maggio 2024. Il contributo - si legge ancora nel documento - è erogato a decorrere dalla data indicata nel provvedimento di sgombero dell’immobile e sino a che si siano realizzate le condizioni per il rientro nell’abitazione, o le esigenze abitative siano state soddisfatte in modo stabile. In ogni caso i contributi non possono essere erogati oltre il 31 dicembre 2025 e, comunque, non spettano qualora l’esigenza abitativa sia stata temporaneamente soddisfatta a titolo gratuito da una pubblica amministrazione».

Ancora: «Per la riqualificazione sismica e il ripristino degli edifici residenziali inagibili, si riconosce un contributo per interventi di ripristino in favore dei nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa, sia stata danneggiata e sgomberata per inagibilità in esecuzione di provvedimenti adottati dopo il sisma del 20 maggio 2024. Il contributo spetta anche ai nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata danneggiata e sgomberata per inagibilità».

Piani aggiornati per le concessioni autostradali in scadenza

Quanto invece al decreto Infrastrutture, la bozza giunta all’esame dell’esecutivo prevede che entro il 31 luglio 2024 le società concessionarie per le quali quest’anno interviene la scadenza del periodo regolatorio quinquennale debbano presentare «le proposte di aggiornamento dei piani economico-finanziari», aggiornamento che va «perfezionato» entro la fine dell’anno. Secondo alcune interpretazioni questo sarebbe un ulteriore passo propedeutico al disegno di ripubblicizzazione delle concessioni autostradali allo studio del governo.

La potatura dei commissari straordinari

Il decreto Infrastrutture prevede anche la riduzione dei commissari straordinari e l’istituzione di un osservatorio che li monitori. Rinviando a un Dpcm da adottare entro 90 giorni il «piano di razionalizzazione dei compiti e delle funzioni attribuite ai commissari straordinari nominati per la realizzazione degli interventi infrastrutturali prioritari» (ai sensi del Dl 32 del 2019 “Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici”. Che prevede commissari per «interventi infrastrutturali caratterizzati da un elevato grado di complessità’ progettuale»). La razionalizzazione riguarda anche i 12 commissari straordinari specificamente elencati nel decreto, tra i quali: quello per gli interventi di sicurezza antisismica delle autostrade A24 (Roma-Teramo) e A25 (Torano-Pescara); per il Porto di Piombino; le dighe del Mose a Venezia; il rischio idrogeologico del Gran Sasso; la riqualificazione dell’autostrada A19 Palermo-Catania; la linea 2 della metropolitana di Torino; le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026; il Terzo Valico dei Giovi e Nodo ferroviario di Genova; la ricostruzione del Ponte Morandi a Genova; l’area di crisi industriale complessa di Trieste-Ferriera di Servola.

Processo penale

Nel decreto Infrastrutture dovrebbe venire inserita anche una norma per stabilizzare le regole del processo penale cartolare in Cassazione, il rito che avviene cioè senza la presenza delle parti ma con trattazione tramite atti scritti.

Criptovalute, sanzioni penali e multe fino a 5 milioni di euro

Novità anche in materia di cripto-attività. In un decreto legislativo ad hoc, il governo adotta le regole Ue (regolamento Ue 1114 del 2023 sui mercati delle cripto-attività) su emissione, vigilanza e sanzioni relative ai token di moneta elettronica. Nei confronti delle società vengono introdotte sanzioni amministrative pecuniarie che partono da 30.000 euro e possono arrivare fino a 5 milioni di euro, ovvero, se l’importo risultasse superiore, a una somma che varia dal 3 al 12,5% del fatturato totale annuo, a seconda della norma violata. Introdotte anche sanzioni amministrative nei confronti delle persone fisiche, inclusi i rappresentanti legali e il personale aziendale: in questo caso la sanzione pecuniaria prevista dall’attuale formulazione del decreto può variare da 5.000 a 75.000 euro. Per quanto riguarda le sanzioni penali lo schema di decreto introduce la reclusione da sei mesi a quattro anni e una multa da 2.066 a 10.329 euro per chi «offre al pubblico token collegati ad attività ovvero ne chiede e ottiene l’ammissione alla negoziazione» in violazione di quanto stabilito dalle norme comunitarie. Tali sanzioni scattano anche per chi «presta servizi per le cripto-attività in violazione dell’articolo 59» del regolamento europeo che stabilisce i requisiti patrimoniali e di interoperabilità per gli emittenti di token definiti «significativi»: in questa categoria rientrano tutte le valute virtuali con caratteristiche tecniche tali da poter raggiungere «una clientela ampia, un livello elevato di capitalizzazione di mercato o un numero elevato di operazioni». Nel mirino delle nuove regole anche coloro che emettono «token di moneta elettronica in violazione della riserva di cui all’articolo 48» (offerta al pubblico o richiesta di ammissione alla negoziazione di un token di moneta elettronica avanzata da parte di una persona diversa dall’emittente, ndr), oppure «offrono al pubblico token di moneta elettronica o ne chiedono e ottengono l’ammissione alla negoziazione in assenza del previo consenso scritto dell’emittente».

Insider trading e manipolazione del mercato

Sotto i riflettori anche i reati basati sull’abuso e sulla comunicazione illecita di informazioni privilegiate e a quelli finalizzati alla manipolazione del mercato. Si punisce (sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 euro a 5 milioni di euro) chiunque violi il divieto di abuso di informazioni privilegiate o i divieti di comunicazione illecita di informazioni privilegiate o di manipolazione del mercato sanciti dal regolamento Ue 2023/1114. Sanzionate anche l’omessa collaborazione o mancato seguito dato nell’ambito di indagini giudiziarie.

Chi vigila sulle criptovalute

Le sanzioni amministrative possono essere applicate dalla Banca d’Italia e dalla Consob, fatta eccezione per quelle in materia di «emissione, offerta al pubblico e richiesta di ammissione alla negoziazione di token di moneta elettronica», su cui vigila e interviene unicamente la Banca d’Italia. Il decreto attuativo arriva alla vigilia del 30 giugno 2024, data di applicazione delle disposizioni europee in tema di asset referenced tokens e di e-money tokens.

Lavoratori frontalieri

Infine, il disegno di legge che introduce misure relative ai lavoratori frontalieri. Con riferimento all’accordo internazionale Italia-Svizzera del 23 dicembre 2020 sull’imposizione sul reddito da lavoro dipendente dei lavoratori frontalieri, il testo, spiega ancora Palazzo Chigi, «riconosce la qualifica di lavoratore frontaliero anche a colui che effettua, nella misura massima del 25 per cento, la prestazione lavorativa in modalità di telelavoro nello Stato di residenza; riconosce ai Comuni frontalieri elencati nell’allegato al provvedimento il contributo statale a titolo di compensazione finanziaria (ristoro) per il minor gettito fiscale Irpef non esigibile dai lavoratori frontalieri; introduce un regime fiscale opzionale per i cosiddetti “vecchi frontalieri” residenti in una specifica lista di comuni».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti