Cripto-attività, arriva la stretta: sanzioni da 30.000 a 5 milioni di euro
Pronto il testo del decreto che recepisce il regolamento Ue in materia di cripto-attività. Previste anche sanzioni penali: reclusione da sei mesi a quattro anni e una multa da 2.066 a 10.329 euro per chi agisce in violazione di quanto stabilito dalle norme comunitarie
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Arriva la stretta sulle criptovalute. È all’esame del Governo il Decreto sulle monete virtuali per l’adeguamento del quadro normativo nazionale al regolamento UE n. 2023/1114 del 31 maggio 2023, relativo ai mercati delle cripto-attività.
Oltre a fissare le regole per l’emissione di criptovalute e le autorizzazioni necessarie per operare in questo mercato, il decreto introduce importanti sanzioni penali e amministrative.
Le sanzioni penali
L’articolo 30 del titolo IV introduce la reclusione da sei mesi a quattro anni e una multa da 2.066 a 10.329 euro per chi «offre al pubblico token collegati ad attività ovvero ne chiede e ottiene l’ammissione alla negoziazione» in violazione di quanto stabilito dalle norme comunitarie (articolo 16 del regolamento UE 2023/1114).
Le sanzioni penali scattano anche per chi «presta servizi per le cripto-attività in violazione dell’articolo 59» del medesimo regolamento, ovvero «emette token di moneta elettronica in violazione della riserva di cui all’articolo 48» e «offre al pubblico token di moneta elettronica o ne chiede e ottiene l’ammissione alla negoziazione in assenza del previo consenso scritto dell’emittente».
Le sanzioni amministrative
Gli articoli 31 e 32 del decreto introducono «sanzioni amministrative relative alle violazioni delle disposizioni richiamate dall’articolo 111 regolamento (UE) 2023/1114».







