Riparte il dialogo strategico

Auto, Ue pronta ad anticipare il riesame sulle emissioni

La Commissione europea ha promesso ai rappresentanti delle case automobilistiche di anticipare «al prima possibile» (si parla di fine 2025) l’esame della legislazione comunitaria, attualmente previsto nel 2026. Bruxelles intende puntare sulla neutralità tecnologica per ampliare lo spettro di automobili che potranno essere messe sul mercato dopo il 2035

dal nostro corrispondente Beda Romano

 Un'immagine scattata da un drone mostra nuove auto parcheggiate al Tilbury Docks di Tilbury, in Gran Bretagna, il 27 marzo 2025 (

3' di lettura

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BRUXELLES – Su pressione del mondo imprenditoriale, la Commissione europea ha annunciato ieri che intende anticipare il previsto esame del controverso regolamento dedicato alle emissioni nocive delle automobili, attualmente previsto nel 2026. L’annuncio è giunto durante una conferenza che ha riunito qui a Bruxelles le autorità comunitarie e le principali case automobilistiche europee. Il settore è in grave difficoltà, stretto fra la agguerrita concorrenza cinese ed ambiziosi obiettivi ambientali.

La tavola-rotonda, la terza dedicata alla situazione del settore, si è tenuta a porte chiuse. Secondo l’entourage del commissario al mercato unico Stéphane Séjourné, la Commissione europea ha promesso ai rappresentanti delle case automobilistiche di anticipare «al prima possibile» l’esame della legislazione comunitaria sul fronte delle emissioni degli autoveicoli. Si parla di fine 2025. L’annuncio era nell’aria e risponde alle preoccupazioni del mondo produttivo.

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Il salone dell’auto che si è tenuto a Monaco nei giorni scorsi ha messo in luce i crescenti timori delle aziende del settore. Sensibile alle richieste delle case tedesche, il cancelliere Friedrich Merz ha affermato: «Non vogliamo limitarci a un’unica soluzione, vogliamo che ci sia concorrenza tra le idee migliori e le tecnologie migliori». Nel contempo, 150 aziende del settore dei veicoli elettrici scendevano in campo lunedì scorso per difendere la scadenza del 2035.

Ieri in un tweet su X, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha aggiunto: «Vogliamo che (…) le automobili del futuro siano realizzate in Europa». Ricordando le iniziative prese finora, l’ex ministra tedesca ha aggiunto: «Assoceremo alla decarbonizzazione la neutralità tecnologica. In un momento in cui la tecnologia sta trasformando la mobilità e la geopolitica sta ridefinendo la concorrenza globale, non si può lavorare come se fosse business as usual».

Nell’esaminare e poi eventualmente rivedere il regolamento sulle emissioni nocive delle auto, approvato nel 2023, la Commissione europea vuole puntare sulla neutralità tecnologica, pur di ampliare lo spettro di automobili che potranno essere messe sul mercato dopo il 2035. Quindi non solo quelle elettriche, a emissioni zero, ma anche possibilmente quelle che funzionano con carburanti sintetici e biologici o che sono dotate di motori ibridi.

Precisava ieri un esponente comunitario: la data del 2035 «resta il pilastro, ma occorre adottare un approccio pragmatico in funzione delle condizioni del pilastro». Ieri sera l’associazione dei costruttori europei ACEA guardava al bicchiere mezzo pieno: «Forse non abbiamo ancora appianato tutte le divergenze» con la Commissione europea, ma «siamo ottimisti nel vedere che lo spazio per le soluzioni si sta ampliando e fiduciosi che il lavoro dei prossimi mesi darà i suoi frutti».

Intanto, in un recente rapporto l’ONG Transport & Environment ha stimato che «tutte le case europee sono sulla buona strada per rispettare i tetti alle emissioni previsti nel 2025-2027 grazie alla crescita delle vendite di veicoli elettrici». Secondo la stessa ONG, è in corso una evidente transizione all’elettrico: «Nel primo semestre la quota di vendite di auto elettriche è stata del 5% in Messico, del 13% in Indonesia, del 24% in Tailandia, del 30% in Cina e del 42% in Vietnam».

In questo contesto, l’entourage del commissario Séjourné ha confermato che la Commissione vuole promuovere la produzione pienamente europea di piccole auto elettriche. Con l’occasione, Bruxelles potrebbe presentare una proposta volta a istituire una nuova categoria normativa per permettere a questi veicoli di godere di un trattamento fiscale agevolato e di ottenere crediti supplementari per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2.

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