Decreto correttivo, auto aziendali: aumento del 50% sulle tasse per vecchi diesel e benzina
Gli optional aggiuntivi entrano in un forfait del 5 per cento. Imposta su successioni e donazioni: pagamento anticipato su trust e vincoli
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Cambio in corsa per la tassazione delle auto aziendali. Con una doppia marcia inserita nel decreto correttivo della delega fiscale, atteso inizialmente in Consiglio dei ministri per mercoledì 4 giugno ma per cui occorrerà qualche giorno in più per la messa a punto di tutto l’articolato:
1) una punta a risolvere una serie di nodi rimasti aperti dopo la manovra 2025 con cui il Governo era intervenuto su questa tipologia di fringe benefit per ridurre i sussidi ambientalmente dannosi (Sad);
2) l’altra aumenta del 50% il prelievo fiscale sui vecchi modelli diesel e benzina detenuti nei parchi auto delle aziende da più di cinque anni.
Una misura che punta a disincentivare l’uso aziendale di vetture vecchie e potenzialmente più inquinanti, spingendo le imprese a effettuare un turnover delle flotte ogni quattro anni.
Tra i ritocchi più importanti spicca anche quello che rivede le regole di tassazione per gli optional non inclusi nella tariffa standard delle tabelle Aci: secondo l’interpretazione delle Entrate l’optional aggiuntivo avrebbe aumentato il carico fiscale sul veicolo concesso in uso promiscuo al dipendente.
Mentre con la modifica in arrivo il valore del fringe benefit viene aumentato forfettariamente del 5 per cento.
Come ripetutamente chiesto dalle imprese, viene poi rivisto il regime fiscale transitorio per le auto prenotate nel 2024 e assegnate in tutto il 2025.








