Fisco e motori

Auto aziendali, con la manovra più malus che benefit

L’aumento della tassazione sulla base del costo chilometrico per vetture con motori termici si tradurrà in un incremento delle ritenute in busta paga fino a 100 euro al mese

di Nicoletta Cottone

Auto aziendali, con la manovra più malus che benefit

3' di lettura

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Quanto peserà sulle buste paga dei dipendenti l’auto aziendale nel 2025? In nome della transizione green la legge di bilancio per il 2025 ha modificato la tassazione delle auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti che si tradurrà - dal 2025 in poi - in un incremento della tassazione sulle buste paga dei dipendenti. A farne le spese saranno anche coloro che hanno ordinato le vetture nel 2024 per vedersele consegnare nel 2025. Ne abbiamo parlato in una videointervista sul sito del Sole 24 Ore con Stefano Sirocchi, commercialista ed esperto del quotidiano.

Innanzitutto è possibile quantificare l’aumento per i dipendenti che devono ordinare una macchina? E conviene ancora a imprese e lavoratori questa forma di fringe benefit?

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Coloro che avranno un’auto nel corso del 2025 di nuova immatricolazione concessa in uso promiscuo successivamente all’ 1 gennaio 2025, si vedranno aumentare la tassazione fino al 66% rispetto all’anno precedente. E questo se si tratta di veicoli termici, che sono oggi il 75% circa delle auto immatricolate. A trarne vantaggio dalle nuove regole della legge di bilancio, invece, saranno tutti coloro che hanno scelto un full electric o un ibrido plug in.

Oltre al danno c’è anche la beffa, quella dei dipendenti che hanno ordinato le vetture nel 2024, poco prima che arrivasse questa stretta del governo. Quanto peserà la stangata su auto a benzina, gasolio e ibride e che cosa possono fare i dipendenti per evitarla?

Sì, in effetti questo è un problema molto sentito dalle aziende e dai driver che hanno già fatto queste ordinazioni, perché in realtà quando loro hanno selezionato il proprio veicolo, sostanzialmente non erano a conoscenza che il quadro normativo sarebbe cambiato. Hanno scelto, in base a delle ipotesi anche di trattenuta in busta paga che cambieranno completamente nei casi in cui le consegne dei veicoli avverranno nel corso del 2025. Eventualità purtroppo molto frequente perché conosciamo i tempi di consegna e quindi saranno obbligati, se l,’assegnazione avverrà nel 2025, ad applicare la nuova disciplina nel caso di motori termici, comprese le ibride. L’incremento sulle buste paga è sostanzioso, mediamente 100 euro in più di tassazione per i motori termici.

Ma se le cose stanno così si può disdire la prenotazione senza dover corrispondere penali, visto che la tassazione andrà ad incidere sulle ritenute in busta paga?

Per quanto riguarda le eventuali disdette è chiaro che tutto dipende dalle condizioni contrattuali sottoscritte tra azienda e fornitore, quindi bisognerà vedere che cosa è previsto. Ed eventualmente nel caso di penalità, come di solito accade, sarebbe utile iniziare un colloquio con il fornitore.

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Le forze politiche si stanno muovendo soprattutto sulla spinta delle associazioni di categoria. Al Senato in questo momento c’è il milleproroghe. Ci potrebbe essere una modifica alla legge di bilancio? E se sì, quale potrebbe essere allora?

Le modifiche sarebbero auspicabili e da fare con molta urgenza, in quanto questo cambio di disciplina così rapido in effetti non ha dato tempo alle aziende di potersi attrezzare al meglio. Che cosa si può fare? Ma sostanzialmente due cose: la prima molto semplice: salvare gli ordini 2024 che avranno consegne al 2025. La seconda una generale proroga della disciplina con efficacia magari a partire dal 1° luglio 2025.

Senza un intervento del legislatore quale sarà l’impatto anche su un mercato già in crisi come quello dell’automotive?

É stato stimato che nel corso del 2025, se non ci saranno emendamenti a questa disciplina, gli immatricolati potrebbe addirittura calare di un 30 per cento. E questo ovviamente avrebbe impatto anche a livello di gettito erariale in termini di minori entrate e di imposte indirette, a partire proprio dall’Iva e anche a livello di tributi locali e quindi di Imposta provinciale di trascrizione (Ipt). L’equazione è semplice minori immatricolazioni vuol dire minore gettito.

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