Per il noleggio a lungo termine si teme un calo delle immatricolazioni
Il nuovo regime fiscale previsto dalla legge di bilancio potrebbe spingere le aziende verso una proroga generalizzata dei contratti già in essere
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Il noleggio chiude il 2024 con flotta e fatturato in crescita, ma anche con un evidente calo delle immatricolazioni (soprattutto per le passenger car). Adesso però, con la nuova tassazione dei fringe benefit dell’auto aziendale prevista dalla Legge di Bilancio che potrebbe spingere alla proroga generalizzata dei contratti già in essere, si rischia una nuova flessione delle immatricolazioni anche per il prossimo anno, stimata del 30% per il noleggio a lungo termine. Ecco perché gli operatori del settore prevedono per il 2025 un’annata simile a quella appena trascorsa, o su livelli perfino inferiori, se le novità fiscali in discussione dovessero essere confermate.
Il 2024 ha segnato la ripresa del noleggio a breve termine, tornato a crescere per la prima volta dalla pandemia, anche se con una spinta concentrata soprattutto nei primi mesi dell’anno. Secondo i dati Unrae, da gennaio a novembre il breve termine ha fatto registrare immatricolazioni in crescita di oltre il 25% su base annua, mentre per il noleggio a lungo termine sono diminuite del 19% rispetto agli stessi undici mesi del 2023 (passando da 361 mila a 292 mila).
La speranza ora è che il mercato possa almeno mantenersi su questi livelli, anche perché risulta irrealistico pensare di ripetere i numeri del 2023, passato alla storia come un’annata record, in particolare per il noleggio a lungo termine. Lo scorso anno si erano create condizioni oggettivamente eccezionali, complice una forte concentrazione di un portafoglio ordini legato anche alle ritardate consegne tra 2021 e 2022, a causa della crisi dei semiconduttori. Per fare confronti tra quest’anno e il precedente bisogna quindi ricordare queste dinamiche. Nonostante la flessione delle immatricolazioni, la flotta del noleggio è comunque in espansione e sta raggiungendo quota 1,3 milioni di unità. «La flotta è in crescita e se aumenta la flotta aumenta anche il fatturato delle nostre associate. Il settore in sé non è in contrazione – spiega Alberto Viano, presidente di Aniasa, l’associazione che rappresenta il settore dei servizi di mobilità in Confindustria –. Osserviamo anche un aumento della durata dei contratti, che dai classici 36 mesi e 90mila chilometri si stanno riposizionando sempre più su 48 mesi e 120mila chilometri».
L’incognita sulle immatricolazioni, in ogni caso, rimane. «È chiaro che avere 500mila immatricolazioni ci farebbe piacere, ma non si tratta dell’unico indicatore da valutare», dice Viano. Così come resta qualche inquietudine sul recente taglio al Fondo Automotive. «È arrivato in maniera molto inattesa. Noi noleggiatori non siamo tra i soggetti più impattati, però sicuramente preoccupa perché esprime un segnale di scarsa attenzione al settore automotive. Così come ci ha colti di sorpresa anche la proposta di rivedere la tassazione in capo ai dipendenti, perché rischia di produrre un effetto fiscale regressivo, aggredendo il middle management».
Nel 2024 si è assistito a una graduale crescita del livello di gradimento delle aziende per i servizi di noleggio a lungo termine, come emerso dalla survey “Noleggio e Qualità” dell’Osservatorio Top Thousand. Tra i servizi che quest’anno hanno confermato un elevato livello di gradimento, anche al confronto con il pre-pandemia, ci sono la relazione commerciale, l’amministrazione, l’area informatica e il servizio clienti. Da migliorare, invece, consulenza e capacità di coinvolgere nel lancio dei nuovi modelli auto, convegni e workshop.


