Dal taglio del cuneo all’assegno di inclusione: le novità del decreto lavoro in 10 domande e risposte
Dal taglio del cuneo fino a 7 punti per i redditi più bassi da luglio a dicembre ai bonus aziendali, compresi i rimborsi per le bollette, non tassati fino ai 3 mila per i lavoratori con figli. Sono alcuni dei punti del decreto sul lavoro, approvato dal Consiglio dei ministri il primo maggio. Ma vediamo più nel dettaglio il provvedimento (di cui manca la versione definitiva) in 10 domande e risposte
4' di lettura
I punti chiave
- Fino a quanto ammonterà in busta paga il taglio del cuneo?
- Come cambia il welfare aziendale?
- Cosa succede al reddito di cittadinanza?
- Quando partirà l’assegno di inclusione?
- Quali sono i criteri per accedere all’assegno di inclusione?
- Dove fa fatta la richiesta del’assegno?
- Quando si perde l’assegno in caso di rifiuto di un’offerta di lavoro?
- Quando scatta lo strumento di attivazione?
- Sono previsti incentivi per le nuove assunzioni?
- Cosa cambia per i contratti a termine?
- C'è un’indennità per il contratto a termine non rinnovato?
- Come cambiano le norme sulla sicurezza?
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Il taglio del cuneo fino a 7 punti per i redditi più bassi da luglio a dicembre e bonus aziendali, compresi i rimborsi per le bollette, non tassati fino ai 3 mila per i lavoratori con figli. L’esordio dell’Assegno di inclusione da gennaio 2024 per le famiglie con disabili, minori o ultra-sessantenni e dello Strumento di attivazione al lavoro da settembre prossimo per gli occupabili. Ma anche una maggiore flessibilità per i contratti a termine e un tetto più alto ai voucher per congressi, fiere e parchi divertimento. Ecco i punti principali del decreto sul lavoro, approvato dal Consiglio dei ministri il primo maggio. Ma vediamo più nel dettaglio il provvedimento di cui manca la versione definitiva, in 10 domande e risposte
Fino a quanto ammonterà in busta paga il taglio del cuneo?
L’aumento nella busta paga dei dipendenti si tradurrà fino a 100 euro mensili. Il taglio del cuneo fiscale e contributivo tra luglio e dicembre aumenterà di altri quattro punti, senza incidere sulla tredicesima. Vengono destinati circa 4 miliardi. In particolare, lo sconto sui contributi previdenziali a carico dei lavoratori salirà, rispetto a quanto già previsto nell’ultima manovra, dagli attuali due punti a sei punti per i redditi lordi fino a 35mila euro e dagli attuali tre a sette punti per i redditi fino a 25mila euro.
Come cambia il welfare aziendale?
Solo per il 2023, la soglia dei fringe benefit aziendali che non vengono tassati sale a 3 mila euro per i lavoratori dipendenti con figli a carico. Vengono destinati 142 milioni. Riguardano beni, servizi e anche i rimborsi da parte dei datori di lavoro per il pagamento delle bollette di acqua, luce e gas.
Cosa succede al reddito di cittadinanza?
Prima dell’arrivo dell’Assegno di inclusione, per i beneficiari non occupabili il Reddito di cittadinanza continuerà ad esistere fino alla fine del 2023
Quando partirà l’assegno di inclusione?
Arriverà dal primo gennaio 2024. L'Assegno di inclusione nasce per il sostegno contro la povertà di nuclei con disabili, minori, over60, che riceveranno importi analoghi (500 euro di sussidio moltiplicato per la scala di equivalenza più un contributo all'affitto di 280 euro al mese) per una durata di 18 mesi, rinnovabile per periodi di 12 mesi, dopo uno stop di 1 mese. Se, invece, il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza il sussidio è fino a 630 euro mensili (moltiplicati per la scala di equivalenza) con 150 euro di contributo all'affitto







