Spazio

Artemis II, raggiunto record di massima distanza dalla Terra

L’ammaraggio dell’equipaggio di Artemis II è previsto al largo della costa di San Diego per le 20:07 circa (ora locale) di venerdì 10 aprile.

Una vista della Luna mentre la navicella Orion della missione Artemis II si avvicina per raggiungere il punto più lontano dalla Terra, in questa immagine tratta da un video in diretta trasmesso il 6 aprile 2026. NASA/Foto fornita tramite REUTERS    QUESTA IMMAGINE È STATA FORNITA DA UNA TERZA PARTE. via REUTERS

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

I quattro astronauti a bordo della missione spaziale Artemis II dell’Agenzia Spaziale statunitense hanno fatto la storia. Lunedì 6 aprile, alle 7:02 p.m. (EDT) i quattro astronauti a bordo della missione Artemis II, secondo quanto riportato dalla Nasa, hanno raggiunto la distanza di 252.756 miglia ovvero circa 406.000 chilometri, dalla Terra.

Hanno superato il record di distanza mai percorsa dall’uomo, stabilito in precedenza dall’Apollo 13 nel 1970.

Loading...

Il nuovo record è stato raggiunto all’1.56 di lunedì 6 aprile (EDT)*.

Questo traguardo significa che l’equipaggio di Artemis II è stato ad una distanza dalla Terra di 4.111 miglia superiore rispetto a quella raggiunta dalla missione Apollo 13 nel 1970.

Alle 3.20 italiane le osservazioni del suolo lunare sono completate e alle 8.25 (ora italiana) Orion uscirà dalla sfera di influenza della gravità lunare: sarà l’inizio del viaggio di ritorno verso la Terra.

L’ammaraggio dell’equipaggio di Artemis II è previsto al largo della costa di San Diego per le 20:07 circa (ora locale) di venerdì 10 aprile.

* (Eastern Daylight Time) indica l’ora legale della costa est del Nord America (UTC-4).
Adottato tra marzo e novembre, è 4 ore indietro rispetto al tempo coordinato universale (UTC-4) e 6 ore indietro rispetto all’Italia (CET/CEST).

Artemis II, l’equipaggio e i test

Sulla navetta Orion, gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen hanno conquistato il record grazie a una distanza di 4.111 miglia superiore rispetto a quella raggiunta dalla missione Apollo 13 nel 1970.

Gli astronauti hanno chiesto il permesso di dare un nome a due crateri lunari.
Hanno proposto Integrity, il nome della loro capsula, e Carroll, in onore della moglie del comandante Reid Wiseman, scomparsa nel 2020.

 
“Ciao, Artemis II, sono l’astronauta dell’Apollo Jim Lovell. Benvenuti in quella che un tempo era la mia zona”: è stato il messaggio che ha svegliato di astronauti, registrato dal pilota dell’Apollo 8 nel 2025, poco prima di morire. “È un giorno storico e so quanto sarete impegnati, ma non dimenticate di godervi il panorama”.

Gli astronauti hanno anche eseguito un nuovo test delle tute pressurizzate, realizzate su misura e chiamate Ocss (Orion Crew Survival System), in grado di garantire la sopravvivenza fino a sei giorni. Sono fondamentali sia durante le fasi dinamiche del volo, per esempio durante il lancio e il rientro, sia in caso di depressurizzazione della cabina e dopo l’ammaraggio. Gli astronauti le hanno indossate per verificarne sia la tenuta sia la libertà dei movimenti, per esempio sedendosi sul sedile della navetta e per mangiare e bere.

La giornata è proseguita con i preparativi per l’osservazione della superficie lunare, che li ha impegnati per circa sette ore. Sono 35 i punti da studiare e fotografare, compresi i siti nei quali si sono posate al suolo le missioni Apollo 12 e Apollo 14.

Ci sono anche il mare Orientale, un cratere dal diametro di oltre 900 chilometri che si trova al confine tra il lato visibile e quello nascosto della Luna e che al momento del passaggio di Orion sarà completamente illuminato.

Sul lato nascosto della Luna si è verificato l’atteso blackout delle comunicazioni con il centro di controllo della Nasa in Texas, riprese circa 40 minuti dopo. “Mentre accendevamo i motori diretti verso la Luna, ho detto che non stavamo lasciando la Terra, ed è vero”, ha affermato l’astronauta Christina Koch quando il contatto con la Terra è stato ristabilito. “Esploreremo, costruiremo veicoli spaziali. Torneremo. Costruiremo basi scientifiche... Saremo fonte di ispirazione, ma sceglieremo sempre la Terra.”

Gli astronauti hanno osservato, in particolare, il cratere Hertzsprung, dal diametro di circa 600 chilometri. E’ in questo periodo, che è previsto l’avvicinamento massimo di Orion al suolo lunare, a 6.550 chilometri.

Poco più tardi hanno assistito a un’eclissi perché la Luna ha oscurato il Sole.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti