Spazio

Artemis II è a metà strada verso la Luna

di Leopoldo Benacchio

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“Le cose stanno andando davvero bene”, ha dichiarato Lori Glaze, amministratrice associata ad interim della Nasa per l’esplorazione spaziale. “Non potremmo essere più soddisfatti di come stanno procedendo le cose in questo momento. Artemis II è a metà strada verso la Luna».

Una sintesi perfetta dei primi tre giorni di missione di Artemis II, con molta azione e qualche piccolo incidente, si dice quasi inevitabile in missioni di questa complessità.

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La Terra dall’oblo

È normale che faccia più impressione il guasto alla toilette di bordo, confessiamocelo che ci ha fatto anche un po’ sorridere, che il perfetto lancio del gigantesco SLS, il razzo più potente mai costruito. Eppure, i quattro eroi lunari, tre americani e un canadese, son stati per quei primi 8 minuti di ascesa al cielo sopra a un serbatoio alto 60 metri di carburante altamente esplosivo. Vengono spesso passati come puri particolari tecnici degli aspetti di incredibile complessità e importanza.

Comunque, come si diceva poco sopra, ora tutto bene e per la prima volta, dopo quasi 60 anni, l’umanità punta diritta alla Luna.

Orion verso la luna, illustrazione

Ora gli astronauti sono più tranquilli, dopo due giorni molto impegnativi, e dopo che hanno eseguito con successo una manovra cruciale il 3 di aprile, accendendo i motori per la manovra fondamentale di immissione nella rotta lunare. L’accensione dei motori per 5 minuti e 55 secondi, un po’più del previsto sulla carta per la verità, ma la realtà è adattiva nello spazio e non prescrittiva, ha permesso di correggere la rotta definitiva e marciare fuori dall’attrazione terrestre, verso la Luna.

In effetti in questo modo ci si è anche assicurati anche il ritorno a casa: l’orbita in cui si è messa la navicella permetterà anche il ritorno: Orion, infatti, girerà attorno alla Luna, da essa riceverà una sorta di frustata a causa della gravitazione della Luna stessa e si immetterà verso la traiettoria di ritorno, senza bisogno di altro.

In questa terza giornata, visto che tutto è stato controllato e regolato, finalmente gli astronauti possono rilassarsi, che non vuol dire lavorare meno, anzi, vuol dire però dedicarsi ad attività rivolte alla salute, come la prova di rianimazione cardiopolmonare, e il montaggio di un curioso meccanismo, una sorta vogatore molto compatto, importante per tenere il tono muscolare, messo a dura prova dalla mancanza di gravità, che per il corpo umano è un sottile ma insidioso veleno.

Il volano per fare ginnastica, praticamente un vogatore

Il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e gli specialisti di missione Christina Koch della Nasa e Jeremy Hansen del Canada hanno quindi trascorso la giornata esercitandosi nelle tecniche di sopravvivenza nello spazio profondo.

Un bel regalo ce lo hanno già fatto, spedendo due emozionanti foto della nostra Terra, una con il pianeta intero, in cui si intravedono addirittura due aurore ai Polì, e una molto suggestiva della Terra vista da un oblò della navicella. Il 6 aprile ci manderanno quelle della Luna.

Gli astronauti hanno trascorso del tempo a immagazzinare almeno 7 litri d’acqua dai loro serbatoi di bordo in sacchetti di plastica, per precauzione, dopo che una valvola si era bloccata durante il decollo, volevano assicurarsi che ci fosse una scorta d’acqua disponibile nel caso in cui un’altra valvola avesse avuto problemi. Tutto risolto.

Fra poco da Orion si farà uso del Deep Space Network per le comunicazioni, e ricordiamo che anche l’italiana Telespazio mette a disposizioni le sue grandi antenne per l’inseguimento della missione, mentre, sempre a proposito di quel che fa il nostro Paese, l’elettricità di bordo è garantita dai pannelli solari forniti da Leonardo, mentre Thales Alenia Space, altra controllata di Leonardo, partecipa alla missione entro il sofisticato Service Module Europeo, che segue la capsula Orion e fornisce tutti i servizi vitali per gli umani, ossigeno compreso.

C’è stata una conferenza stampa, pare la prima di una serie, e ci si prepara per il pranzo di Pasqua, anche lassù la tradizione va rispettata.

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