Sostegno al patrimonio

Art Bonus, società mai così presenti. La spinta delle Regioni

In dieci anni lo strumento ha raccolto 1,19 miliardi. In crescita l’erogazione delle aziende arrivata in media a 70 milioni all’anno

di Nicola Barone

(Adobe Stock)

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Un’opera d’arte in malora che torna a vivere grazie al nuovo mecenatismo diffuso rafforza il senso di appartenenza al territorio. È una delle motivazioni dietro il successo delle erogazioni annuali alla cultura che, attraverso l’Art bonus, fanno ormai numeri rotondi. Nell’insieme, in poco più di dieci anni, lo strumento ha raccolto oltre 1 miliardo e 190 milioni di euro e in decisa crescita è l’andamento delle erogazioni da parte delle sole imprese, passate nell’ultimo triennio da 50,5 milioni annui a oltre 70 in media. Senza contare che, alla normativa nazionale, in diverse tra Regioni e Province autonome si sono aggiunte con “sconti” sulle imposte locali in grado di incrementare notevolmente i benefici fiscali, se cumulati con la parte nazionale.

Gli Art bonus regionali

I cosiddetti Art bonus regionali «rappresentano un’interessante sperimentazione per incentivare nei territori le donazioni a favore di progetti proposti da beneficiari locali», spiega Carolina Botti, direttore di Ales e referente Art bonus per il ministero della Cultura. Così Regioni e Province autonome diventano protagoniste, con investimenti anche contenuti, nell’attuazione della norma dimostratasi essere, per le aziende, una leva strategica di benessere aziendale e aderenza agli standard di sostenibilità. L’agevolazione nella Provincia autonoma di Trento, introdotta nel 2015 e ritoccata nel novembre 2022, punta sui soggetti passivi dell’Irap. Consiste in un contributo in compensazione ed è pari al 35% dell’importo donato se il progetto gode già dell’Art bonus nazionale (diversamente l’aliquota sale al 40%). I destinatari sono soggetti passivi Irap, tuttavia la norma esclude esplicitamente le imprese in difficoltà economica, le banche, le fondazioni bancarie e le compagnie assicurative.

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Sebbene l’obiettivo comune sia supportare i beni e le istituzioni culturali, le modalità di applicazione e l’entità dei benefici variano, e significativamente, tra i diversi territori italiani. La Toscana gode di una storia consolidata di valorizzazione della cultura (legge del 2017), e non da molto sono intervenute novità sostanziali a rendere il tutto ancor più attrattivo. Pur rimanendo al 20% dell’importo donato il beneficio sull’Irap per i progetti in Art bonus nazionale, nel 2024 il beneficio Irap per i progetti non eleggibili all’Art bonus nazionale è stato elevato al 60 per cento. Ampia è la platea comprendente imprese, liberi professionisti e fondazioni (incluse le fondazioni bancarie). Si distingue, invece, per la flessibilità dell’imposta su cui applicare lo sgravio e per l’apertura ai singoli cittadini la normativa del Friuli Venezia Giulia (2019). Qui il credito d’imposta può essere applicato sia sull’Irap sia sull’Irpef ed è una differenza fondamentale, poiché permette l’accesso al beneficio anche a chi non ha una partita Iva legata a un’attività d’impresa. La misura è pari al 20% dell’importo donato per i progetti già coperti dall’Art bonus nazionale, con l’aliquota che sale al 40% negli altri casi. Risultando più inclusiva, essendo rivolta a persone fisiche, imprese e fondazioni (comprese quelle bancarie).

L’ANDAMENTO

Suddivisione per Regione delle erogazioni liberali per la cultura attraverso l’Art Bonus. Dati in euro

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Divulgazione nei Comuni

Fino a qui la fotografia di un quadro in evoluzione, giacché in più casi altre Regioni hanno discusso interventi simili. Per promuovere una conoscenza capillare anche nei Comuni delle opportunità offerte dall’Art bonus, dando rilievo alle buone pratiche, è stata concordata una linea di azione dal presidente dell’Anci e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il presidente e ad di Ales, Fabio Tagliaferri. Servirà soprattutto a quelle aree del Paese (i dati descrivono chiaramente un divario Nord-Sud) dove l’Art bonus finora viene poco utilizzato a dispetto della quantità di bellezza esistente ma, non di rado, trascurata.

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