Fondazioni liriche

Arena di Verona, in cinque anni oltre 9 milioni di euro dall’Art Bonus

La fondazione festeggia il nuovo traguardo del progetto «67 colonne per l’Arena di Verona». Nuova stagione al via il 13 giugno: +12% di incassi

di Giovanna Mancini

Uno spettacolo della scorsa stagione lirica all’Arena di Verona

3' di lettura

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Un luogo simbolo della cultura italiana - e di quel canto lirico divenuto patrimonio dell’Unesco - ma anche un modello di sinergia tra pubblico e privato, che dimostra nei fatti la possibilità di valorizzare rendere sostenibili le istituzioni artistiche del nostro Paese, facendo leva anche sul forte legame con il territorio.

La Fondazione Arena di Verona - alla vigilia della nuova stagione dell’Opera Festival che si aprirà il prossimo 13 giugno con una nuova produzione del «Nabucco» di Giuseppe Verdi - ha festeggiato ieri sera i 5 anni dall’avvio del progetto di fundraising «67 Colonne», nato nel 2021 con l’obiettivo di rafforzare il legame tra il mondo culturale e il tessuto economico del territorio e che, da allora, ha raccolto oltre 9 milioni di euro, di cui oltre 2 milioni nei primi cinque mesi del 2025.

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«Siamo arrivati al traguardo dei 5 anni e questo è già un motivo di festa - racconta la sovrintendente della fondazione veronese, Cecilia Gasdia -. Ma l’aspetto più bello di questa esperienza è la grande adesione che abbiamo avuto in questi anni e che continuiamo ad avere, da parte delle imprese, dagli studi professionali e dai sostenitori privati del territorio». Il progetto non ha perso appeal, anzi, è andato crescendo e, ogni anno, c’è la lista d’attesa per poter partecipare e contribuire alla valorizzazione e alla eccellenza dell’Arena da parte dei privati, attraverso lo strumento dell’Art Bonus.

Tanto che i vertici del Teatro stanno pensando alla possibilità di ampliare e far crescere questo progetto. Il primo anno sono stati raccolti 1,5 milioni, saliti a 1,6 milioni nel 2022, a 2 milioni nel 2023 e a 2,1 milioni nel 2024.

Tra i primi ad aderire all’iniziativa, Gianluca Rana, ceo di Pastificio Rana, e Sandro Veronesi, fondatore e presidente Oniverse, assieme alla media partnership del gruppo editoriale Athesis, a cui si sono aggiunte istituzioni come Camera di Commercio, e tante realtà imprenditoriali, tra cui il main partner UniCredit, oltre a ordini professionali e associazioni di categoria, come Confindustria Verona. Tra i numerosi sponsor e sostenitori citaimo Agsm Aim, che sostiene Arena Young, il progetto formativo dedicato a studenti, bambini e giovani. E Generali Italia, family partner del Festival. Oltre al sostegno di BBC Veneta per il Teatro Filarmonico.

Tra le nuove realtà che sostengono l’Arena di Verona per la prima volta: Numia, Acqua San Ber-nardo, Caviar Service per Calvisius e Caldaie Ferroli. Alla raccolta sponsor e alla gestione eventi si affianca per il primo anno Infront come advisor ufficiale della Fondazione

«Si è ormai creata una famiglia di persone e aziende orgogliose di sostenere la nostra Arena, ma più in generale la musica e l’opera italiana - osserva Gasdia -. E questo restituisce una bella immagine della città abbraccia il suo teatro e questa era proprio l’idea originaria del nostro progetto, far tornare l’Arena al centro dell’interesse dei veronesi: perché l’Arena è Verona e Verona è l’Arena.

A conferma dell’importanza di questa istituzione sul territorio, la Fondazione ha affidato a Nomisma un’analisi per misurare l’impatto culturale, economico e sociale di Arena Opera Festival. Il progetto di ricerca – attivo tra giugno e ottobre 2025 – prevede il coinvolgimento dei principali stakeholder del territorio per la valutazione degli effetti diretti, indiretti e indotti in termini di valore aggiunto, occupazione e gettito fiscale e le ricadute positive generate dall’attività artistica e produttiva dell’Arena. I risultati saranno resi noti a novembre.

Nel frattempo l’Arena si prepara alla nuova stagione (che vedrà 51 serate dal 13 giugno al 6 settembre, con cinque opere e otto appuntamenti spciali tra gala, concerti e balletti) con il vento in poppa: a fine maggio la biglietteria ha registrato un aumento del 12% di incassi rispetto allo stesso periodo del 2024, anno record nella storia della fondazione. E anche le sponsorizzazioni commerciali hanno registrato un forte aumento, del 25%. «Assieme alla Scala, siamo l’unico teatro lirico italiano il cui bilancio è composto prevalentemente da risorse non pubbliche, attraverso ricavi da biglietteria, partnership ed erogazioni liberali», aggiunge Gasdia, precisando che questi pesano per quasi il 70% sul budget annuale della fondazione.

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