Il libro

Come la filosofia di Aristotele illumina il ruolo del manager moderno

Il pensiero del grande filosofo greco offre chiavi di lettura per guidare aziende e team con saggezza, visione e responsabilità, in un contesto lavorativo contemporaneo

di Massimo Donaddio

4' di lettura

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Certi autori non solo non tramontano mai, ma, con il tempo, continuano ad essere utili in modi e significati nuovi, in contesti magari differenti da quelli che hanno dato origine al loro impegno intellettuale, tanto la loro riflessione ed elaborazione è stata capitale per la storia della nostra cultura e civiltà. Non serve conoscere alla perfezione vita e opere di Aristotele per sapere che il grande filosofo greco è stato una delle colonne del pensiero antico, la cui luce è arrivata lontanissimo, attraversando i secoli e i diversi contesti della storia occidentale. Il bel libretto di Arianna Fermani, Aristotele manager (edizioni Scholé), proietta il pensiero dello Stagirita (così veniva chiamato il filosofo sui libri di scuola) addirittura in azienda, alle prese con gli uffici Hr e i dipendenti da motivare al meglio.

Ovviamente Aristotele nulla poteva sapere di come è concepita un’azienda moderna, ma, essendo un pensatore che ha osservato e riflettuto a fondo su tutto lo scibile umano, non gli erano assolutamente estranei i concetti chiave della politica e dell’economia, oltre che quelli dell’etica, a cui ha dedicato ben tre grandi libri.

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L’autrice del testo, docente di storia della filosofia antica all’università di Macerata, ci fa compiere un viaggio attraverso la ricchissima lingua greca - la lingua, appunto, di Aristotele - alla ricerca del senso profondo delle parole che, se da una parte sorreggono le argomentazioni del filosofo ellenico, dall’altra fanno emergere significati validi anche per noi oggi.

È un filone che si sta dimostrando efficace e produttivo, quello di convocare la sapienza (o meglio, la saggezza) dei filosofi antichi e farla confrontare (indirettamente) con i problemi dell’uomo di oggi, in particolare con le sollecitazioni che provengono dal mondo lavorativo e aziendale. Le riflessioni “senza tempo” dei grandi del pensiero hanno effettivamente qualcosa da dire anche nell’epoca della post-modernità.

Scendendo nel concreto e utilizzando le argomentazioni aristoteliche, il manager, allora, è colui che è capace di “guidare tenendo per mano”, di governare, disciplinare, ma anche “prendersi carico”, dare ordine all’intero (aziendale).

È chiamato ad avere visione, a guardare l’insieme (come un architetto) ma anche a guardare lontano, stabilire il fine, individuare il senso del lavoro e dare la direzione al suo team. Compito non troppo diverso da quello di un filosofo, chi l’avrebbe mai detto…

Il ruolo di “ordinatore”, che l’autrice assegna al manager, è una caratteristica tipica che deriva dal modo di ragionare greco, e aristotelico in particolare: dare ordine all’intero (nel nostro caso, all’azienda), perché questo possa funzionare al meglio, possa essere bello e buono (nel senso di “sano”).

Da Aristotele, inoltre, proviene una indicazione sul successo, a cui tutti i manager in qualche modo devono tendere: questo non si dà mai “gratis”, ma implica impegno, applicazione costante, assiduità e disciplina. Un successo basato sull’impegno, però, darà senso di realizzazione a sé e alla comunità (l’impresa) di cui si fa parte e per cui si lavora. Saranno necessarie la giusta tecnica, la virtù e la saggezza (termine centrale e molto significativo nella cultura filosofica greca): il manager è come un abile direttore d’orchestra che dirige un preciso spartito, è in grado di distribuire e assegnare correttamente i ruoli e i compiti, traendo un’unità sinfonica da tutti i vari elementi. La sua “saggezza” gli consentirà di prendere le decisioni corrette e di compiere le scelte che avranno un esito conforme all’obiettivo che si era prefisso; la sua esperienza riuscirà a mettere insieme la visione con la strategia, pur sapendo che anche la “sorte” può intralciare in un qualche modo i propri obiettivi e che, quindi, bisognerà calcolare bene tutti i rischi.

L’autrice giustamente, precisa che non è così semplice ridurre all’uno alla maniera greca il molteplice delle situazioni – a volte anche contraddittorie – che sono implicate nella vita e nelle attività di una azienda. Anche qui, però, il manager è colui che sa discernere, distinguere, separare i vari aspetti per giungere alla conclusione migliore: usa la saggezza per centrare i bersagli giusti e prendere la decisione più adeguata, sempre, però, tenendo presente il contesto e il bene della comunità (l’azienda), rappresentata anche dai soggetti che ne fanno parte (colleghi, dipendenti e collaboratori, diremmo noi oggi).

Un manager sarà fortunato, quindi, nella misura in cui ha successo, non il contrario: per Aristotele, infatti, fortunato «è chi ha raggiunto l’obiettivo ultimo del proprio esistere, chi, agendo rettamente e sapientemente, ha costruito il fondamento della propria felicità e del proprio successo», scrive l’autrice. Ma, ancora di più, il manager dovrà “dare senso” al lavoro del proprio team, perché non è tanto la fatica che rende infelici, quanto la mancanza di significato di quello che si fa, la mancanza di una direzione e di un obiettivo, una visione annebbiata e oscurata sul futuro.

Riassumendo, quindi: il manager-filosofo è colui che è capace di guardare l’insieme (di un problema, dell’azienda) ma non dimentica le parti di cui essa si compone, è capace di dirigerle facendosene carico, verso uno scopo. Ispira fiducia, è affidabile e credibile e spinge i suoi collaboratori a credere in se stessi. Ama il suo lavoro, lo considera una fonte di liberazione e di pienezza ma non si fa trascinare dalla sete di ricchezza, perché sa che la ricchezza non è il fine ultimo della vita, se questa vuole essere buona. Sa che le cose belle e buone della vita non si comprano e attribuisce all’economia il valore – alto – che le compete, pur sapendo che è solo una parte (importante) della vita, ma non la vita tutta intera.

Arianna Fermani

Aristotele manager

Morcelliana Scholé, 144 pagine, 15 euro

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