Come la filosofia di Aristotele illumina il ruolo del manager moderno
Il pensiero del grande filosofo greco offre chiavi di lettura per guidare aziende e team con saggezza, visione e responsabilità, in un contesto lavorativo contemporaneo
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Certi autori non solo non tramontano mai, ma, con il tempo, continuano ad essere utili in modi e significati nuovi, in contesti magari differenti da quelli che hanno dato origine al loro impegno intellettuale, tanto la loro riflessione ed elaborazione è stata capitale per la storia della nostra cultura e civiltà. Non serve conoscere alla perfezione vita e opere di Aristotele per sapere che il grande filosofo greco è stato una delle colonne del pensiero antico, la cui luce è arrivata lontanissimo, attraversando i secoli e i diversi contesti della storia occidentale. Il bel libretto di Arianna Fermani, Aristotele manager (edizioni Scholé), proietta il pensiero dello Stagirita (così veniva chiamato il filosofo sui libri di scuola) addirittura in azienda, alle prese con gli uffici Hr e i dipendenti da motivare al meglio.
Ovviamente Aristotele nulla poteva sapere di come è concepita un’azienda moderna, ma, essendo un pensatore che ha osservato e riflettuto a fondo su tutto lo scibile umano, non gli erano assolutamente estranei i concetti chiave della politica e dell’economia, oltre che quelli dell’etica, a cui ha dedicato ben tre grandi libri.
L’autrice del testo, docente di storia della filosofia antica all’università di Macerata, ci fa compiere un viaggio attraverso la ricchissima lingua greca - la lingua, appunto, di Aristotele - alla ricerca del senso profondo delle parole che, se da una parte sorreggono le argomentazioni del filosofo ellenico, dall’altra fanno emergere significati validi anche per noi oggi.
È un filone che si sta dimostrando efficace e produttivo, quello di convocare la sapienza (o meglio, la saggezza) dei filosofi antichi e farla confrontare (indirettamente) con i problemi dell’uomo di oggi, in particolare con le sollecitazioni che provengono dal mondo lavorativo e aziendale. Le riflessioni “senza tempo” dei grandi del pensiero hanno effettivamente qualcosa da dire anche nell’epoca della post-modernità.
Scendendo nel concreto e utilizzando le argomentazioni aristoteliche, il manager, allora, è colui che è capace di “guidare tenendo per mano”, di governare, disciplinare, ma anche “prendersi carico”, dare ordine all’intero (aziendale).









