Anora è il trionfo del cinema indipendente
Cinque statuette al lungometraggio di Sean Baker, tra cui quella più importante di tutte
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È stata un’edizione degli Oscar decisamente anomala, soprattutto in relazione alla statuetta più ambita: quella per il miglior film.
Di solito, dopo le nomination, le indicazioni per questo premio sono già abbastanza chiare, ma quest’anno abbiamo assistito a qualcosa di unico… o quasi.
Il titolo con il maggior numero di candidature era Emilia Pérez, inserito in 13 categorie, e a seguire The Brutalist e Wicked con 10 nomination.
Il film di Jacques Audiard, visto anche il successo ai Golden Globe come miglior lungometraggio nella categoria musical e commedia, era nettamente favorito per la vittoria finale, ma nel frattempo è accaduto davvero di tutto. La scoperta di alcuni vecchi tweet a sfondo razzista della protagonista Karla Sofía Gascón ha dato vita a un vero e proprio scandalo mediatico che, circa un mese fa, ha praticamente fatto perdere a “Emilia Pérez” ogni speranza di ottenere il premio principale. Nel polverone sono intervenuti inoltre il regista Jacques Audiard, che ha avuto parole molto dure nei confronti dell’attrice del suo film, e Netflix che ha preso del tutto le distanze dall’interprete spagnola.

