Ambiente, Cop 27 al via: ai Paesi poveri servono 340 miliardi l’anno
La 27esima conferenza Onu si apre il 6 novembre in Egitto. Gli emergenti, India in testa, chiedono impegni finanziari per attenuare lo shock climatico
di Gianluca Di Donfrancesco
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Gli aiuti sul clima ai Paesi in via di sviluppo saranno uno dei dossier più delicati della Conferenza Onu sul clima, che si apre oggi in Egitto. E non solo per la sede della Cop27, di ritorno in Africa dopo sei anni.
Le economie emergenti denunciano i ritardi e l’inadeguatezza della solidarietà offerta dai Paesi più ricchi, che per troppo tempo non è stata al passo delle promesse. Guidate dall’India, sono pronte a dare battaglia ancora una volta, anche a costo di far saltare il banco.
Secondo Wai-Shin Chan, capo del Climate change centre of excellence di Hsbc, garantire strumenti adeguati alle economie più deboli per far fronte al global warming e per crescere in modo sostenibile dovrebbe essere la priorità della Cop27.
Oltre ai finanziamenti per la transizione energetica, ci sono i costi dell’adattamento ai cambiamenti climatici già provocati. E infine il così detto «loss & damage», lo spinoso tema della compensazione dei danni già provocati dal fenomeno, che diventano di anno in anno più gravi, sia in termini di vite, che di costi economici.
I disastri naturali e le promesse (mancate) dei paesi ricchi
Poco più di un mese fa, le alluvioni che hanno flagellato il Pakistan hanno ucciso oltre 1.700 persone, con 33 milioni di sfollati e circa 40 miliardi di dollari di danni, secondo la Banca mondiale.


