Cop27 inserisce in agenda finanziamenti dei danni climatici. Allarme Oms, agire ora o +250mila morti l’anno dal 2030
«La crisi climatica sta già incidendo sulla salute delle persone e continuerà a farlo a un ritmo accelerato, a meno che non vengano presi provvedimenti urgenti», avverte l’Oms
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I punti chiave
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Il tema del finanziamento dei danni già causati dai cambiamenti climatici sarà affrontato alla Cop27, secondo l’agenda approvata all’apertura della conferenza mondiale sul clima a Sharm el-Sheikh, in Egitto. I paesi poveri e vulnerabili, poco responsabili del riscaldamento globale ma molto esposti alle sue conseguenze, insistono da mesi affinché la questione dei danni sia ufficialmente inserita nell’agenda della Cop mentre i Paesi ricchi sono stati molto riluttanti sulla questione.
Berlino critica Egitto sui diritti umani
«Assumere una responsabilità globale significa soprattutto anche assumersi la responsabilità della tutela dei diritti umani. Tuttavia, la situazione dei diritti umani in Egitto non rende giustizia a tutto questo». Lo dichiara in una nota Luise Amtsberg, Commissaria per i diritti umani del governo tedesco, commentando l’apertura in Egitto della conferenza sul Clima Cop27. «Il fatto che le persone che vogliono esprimere liberamente le proprie opinioni e difendere questo diritto siano punite con lunghe pene detentive - a volte in circostanze disumane - è inaccettabile», ha aggiunto la Commissaria. Come riporta Spiegel, come esempio Amtsberg ha citato l’attivista per la democrazia Alaa Abd el-Fattah e il suo avvocato Mohammed al-Baker, entrambi «imprigionati in condizioni talvolta molto difficili». «La liberazione di Fattah, che è in grave pericolo a causa del suo sciopero della fame, così come di altri prigionieri politici, sarebbe un importante segnale che l’Egitto prende sul serio questa responsabilità», ha sottolineato Amtsberg.
L’allarme Oms
Intanto arriva l’allarme dell’Oms sui danni causati dalla crisi climatica «Si prevede che tra il 2030 e il 2050 il cambiamento climatico provocherà circa 250mila morti in più all’anno per malnutrizione», malattie come «malaria e diarrea» e «stress da caldo». E «si stima che entro il 2030 i costi dei soli danni diretti» del climate change «alla salute siano compresi tra 2 e 4 miliardi di dollari l’anno».
Nel giorno di debutto della Conferenza 2022 delle Nazioni Unite, in un “cupo promemoria” l’Organizzazione mondiale della sanità lancia un severo monito sulla necessità di agire subito, cogliendo l’occazione del summit come «un’opportunità cruciale per il mondo di riunirsi e impegnarsi nuovamente a mantenere vivo l’obiettivo dell’accordo di Parigi»: contenere il più possibile il riscaldamento globale entro 1,5°C.
Crisi climatica
«La crisi climatica sta già incidendo sulla salute delle persone e continuerà a farlo a un ritmo accelerato, a meno che non vengano presi provvedimenti urgenti», avverte l’Oms. Il direttore dell’agenzia ginevrina, Tedros Adhanom Ghebreyesus, spiega che «il cambiamento climatico sta facendo ammalare, o rendendo più vulnerabili ad ammalarsi, milioni di persone in tutto il mondo. Ed eventi meteorologici sempre più distruttivi colpiscono in modo sproporzionato le comunità povere ed emarginate. È fondamentale che i leader e i decisori politici si riuniscano per mettere la salute al centro dei loro negoziati».

