Procura di Roma

Caso Almasri, Bartolozzi indagata. Informati Ministero, Cassazione e Csm

Il Tribunale dei ministri, lo scorso mese, ha inviato per la stessa vicenda alla Camera la richiesta di autorizzazione a procedere per il sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro Matteo Piantedosi e il guardasigilli Carlo Nordio

di Redazione Roma

Articolo aggiornato il 10 settembre 2025, ore 14:00

Il video che mostrerebbe Almasri picchiare (uccidere?) nelle strade di Tripoli

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Il capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi è stata iscritta nel registro degli indagati dalla procura di Roma, nell’ambito del procedimento per il caso di Osama Njeem Almasri, il comandante libico arrestato e poi rimpatriato dall’Italia nel gennaio scorso. Il Tribunale dei ministri, lo scorso mese, ha inviato per la stessa vicenda alla Camera la richiesta di autorizzazione a procedere per il sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro Matteo Piantedosi e il guardasigilli Carlo Nordio.

Maggioranza chiede approfondimento Giunta

Avviare un approfondimento tecnico sul caso del capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, ieri iscritta nel registro degli indagati per il caso Almasri, dalla Procura di Roma per false informazioni al pubblico ministero. Lo hanno chiesto i componenti della maggioranza di centrodestra della Giunta per le autorizzazioni della Camera, attraverso il capogruggo FdI, Dario Iaia, per verificare la possibilità che anche nei confronti di Bartolozzi possa arrivare una richiesta di autorizzazione come «imputata laica». Il discrimine è rappresentato dal reato contestato: se fosse “in concorso” e non solo “connesso” con quelli relativi ai ministri e al sottosegretario anche il capo di gabinetto di Nordio potrebbe essere giudicato dal Tribunale dei Ministri. Secondo quanto si apprende non è escluso che il centrodestra possa sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale.

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Il reato ipotizzato dalla procura

I pm di Roma contestano alla Bartolozz false informazioni al pm, per le dichiarazioni rese davanti ai giudici. Il reato ipotizzato dalla procura è il 371 bis del Codice penale, che punisce “chiunque, nel corso di un procedimento penale, richiesto dal pubblico ministero o dal procuratore della Corte penale internazionale di fornire informazioni ai fini delle indagini, rende dichiarazioni false ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito”.

L’accusa

Prevista una pena fino a quattro anni di reclusione. Secondo testimonianze e atti del procedimento Bartolozzi avrebbe svolto un ruolo importante nella gestione del dossier aperto con l’invio da parte dell’Aja del mandato d’arresto per Almasri e del successivo scambio di comunicazioni all’interno del ministero tra il 19 gennaio, giorno dell’arresto del generale libico ed il 21, data del suo rimpatrio.

Ministero, Cassazione e Csm informati iscrizione Bartolozzi

Il ministero della Giustizia, il Csm e la Procura Generale presso la Corte di Cassazione sono stati informati dalla Procura di Roma dell’iscrizione nel registro degli indagati nel procedimento Almasri della capa di Gabinetto del dicastero di via Arenula, Giusi Bartolozzi. La comunicazione è avvenuta nelle scorse settimane, nei giorni successivi all’invio degli atti da parte del tribunale dei Ministri con cui chiede l’autorizzazione a procedere nei confronti di Nordio, Piantedosi e del sottosegretario Mantovano.

Nordio: «Sempre informato da Bartolozzi su Almasri»

«Esprimo la mia piena e incondizionata solidarietà al mio Capo di Gabinetto. La dottoressa Giusi Bartolozzi, infatti, ha sempre agito nella massima correttezza e lealtà, informandomi tempestivamente ed esaurientemente delle varie fasi della vicenda Almasri e di tutti gli aspetti ad essa relativi. Sulla base di questi ho fondato le mie valutazioni». Così Nordio.

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