A Tripoli

Almasri arrestato in Libia, è accusato di tortura sui detenuti

Il generale era stato rimpatriato in Libia dopo un arresto italiano non eseguito lo scorso gennaio

di Lorenzo Pace

Il video che mostrerebbe Almasri picchiare (uccidere?) nelle strade di Tripoli

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La Procura generale libica ha ordinato l’arresto di Osama Njeem Almasri. Secondo quanto riportato dai media locali, è stata disposta nei suoi confronti la detenzione preventiva e il rinvio a giudizio con l’accusa di tortura sui detenuti e della morte di uno di loro durante gli interrogatori.

Le indagini delle autorità libiche si concentrano su presunti abusi commessi nel periodo in cui ricopriva incarichi di comando nelle carceri militari di Tripoli.

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Il caso italiano

Lo scorso gennaio, Almasri è stato arrestato a Torino in seguito ad un mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale dell’Aia per crimini di guerra e contro l’umanità.

Da lì, il caso ha coinvolto il governo italiano. Nonostante la richiesta della Corte penale internazionale, il ministero della Giustizia non ha dato corso alla procedura di estradizione.

Almasri è stato così rimpatriato in Libia a bordo di un volo organizzato dai servizi di intelligence italiani, ufficialmente per motivi di sicurezza e nell’ambito di accordi di cooperazione con le autorità di Tripoli.

A fine mese, la premier Giorgia Meloni ha comunicato di essere stata iscritta nel registro degli indagati e di aver ricevuto un avviso di garanzia dal procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi «per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino Almasri».

Lo stesso avviso ricevuto dai ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e dal sottosegretario Alfredo Mantovano. Inoltre, sul Guardasigilli pendeva anche l’accusa di omissione di atti di ufficio, mentre agli altri due veniva contestato il reato di concorso in peculato.

Gli ultimi aggiornamenti

Ad agosto è stata archiviata la posizione di Meloni dal Tribunale dei ministri, mentre a ottobre la maggioranza della Camera ha votato in Aula contro l’autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e del sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano.

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