Alfa Romeo, i servizi digitale in abbonamento
STLA Brain si integra, in simbiosi digitale, con la piattaforma STLA SmartCockpit per l’interfaccia utente, la strumentazione e l’infotainment, il cui hardware è sviluppato insieme a Foxconn. E anche questo è un debutto da prima per Alfa Romeo e il made in Italy di Stellantis, anzi il developed in Italy.Il software, sistema operativo compreso, dicono i vertici di Alfa Romeo, è sviluppato internamente, grazie anche all’apporto del centro R&D di Modena (in Maserati) e si avvale di applicazioni basate sull’intelligenza artificiale per offrire funzionalità e servizi come la navigazione (niente mappe di Google dunque), l’assistenza vocale, ’e-commerce e i sopra citati servizi di pagamento.
Inoltre, grazie a STLA SmartCockpit, sarà possibile reinterpretare in chiave digitale l’iconico quadro strumenti a cannocchiale e l’infotainment connesso e con display curvo. L’interazione uomo macchina sarà ridefinita anche tramite tecnologie per la sicurezza, come il pacchetto extended visibility (head up display, night vision, digital mirror) e sistemi Adas di guida assistita.Ma torniamo alle macchine, al ferro: le prossime Alfa Romeo Giulia e Stelvio, come accennato si baseranno su una variante ad hoc per Alfa Romeo di STLA Large (in particolare, spiegano in Alfa Romeo si è lavorato su sospensioni e sterzo).
Alfa Romeo, le elettriche a 800 volt
Infine, la nuova piattaforma sfrutta la tecnologia degli 800 Volt e pertanto Stelvio 2 sarà, secondo quanto afferma Alfa Romeo, la prima elettrica del gruppo con architettura elettrica a 800 Volt. In partica, sfida tecnologicamente Porsche Macan elettrica e le migliori proposte bev, come la Lotus Eletre che però appartiene a un segmento ben più alto (sul quale, tra l’altro Alfa ci sta facendo un pensiero). Le medesime soluzioni saranno, ovviamente, implementatate anche su Giulia.Tra i dati tecnici spicca la possibilità di montare batterie fino 118 kWh con ricarica di 4,5 kWh al minuto, mentre l’accelerazione da 0-100 km/h dovrebbe essere di circa 3 secondi. Giulia e Stelvio di prossima generazione, saranno, anche termiche elettrificate, ma ancora non ci sono indicazioni.
La linea, spiega Imparato è stata definita e congelata. È ovviamente segreta, ma il ceo si sbilancia, si entusiasma e diche: “Vi assicuro che sono che sono bellissime”. I modelli prosegue il numero uno del brand, hanno l’obiettivo di tener alto il valore residuo (fattore chiave anche sul mercato delle flotte, importante per il marchio) e di generare utili. E su questa capacità si gioca il futuro di Alfa Romeo dal 2027 in avanti, dove spiega Imparato, sono aperte una serie di possibilità e in particolare la strategia è quella di puntare in alto, sul segmento E (magari con una tre volumi di alta gamma) ma anche più su, magari con un super suv elettrico al altissime prestazioni. Del resto la piattaforma STLA Large è predisposta, essendo modulare, per creare vetture di grandi dimensioni.
Alfa Romeo, i progetti e i modelli premium futuri
E tra i sogni del numero uno di Alfa Romeo c’è anche una sportiva, ideale erede, della Duetto, ma per farla occorre, dice il manager: “Fare soldi, avere successo con Milano e i due modelli pianificati e posizionare il marchio in modo solido”.L’altro scenario illustrato da Imparato riguarda, invece, il segmento c, con l’adozione della piattaforma STLA Medium, quella che ha debuttato da poco su Peugeot 3008. Ma dalle parole del ceo, si palesa una chiara intensione di tornare sull’alto di gamma dove ci sono più possibilità di fare margini e sostenere l’immagine della marca senza entrare in battaglie competitive e in quella guerra dei prezzi che sta affliggendo il mondo dell’automotive.