Alfa Romeo, parla il ceo Imparato: «Ecco come saranno le future Stelvio e Giulia costruite a Cassino»
Il numero uno del Biscione anticipa le prossime mosse del brand che il 10 aprile svelerà Milano, il suv compatto. I futuri modelli, tutti made in Italy con software sviluppato internamente, sfrutteranno una variante «alfizzata» della piattaforma STLA Large nata per le auto elettriche. Nel cassetto anche top car di segmento E, la duetto elettrica e un super suv .
di Mario Cianflone
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Appuntamento al 10 aprile per la svolta di Alfa Romeo, quando il brand del biscione presenterà al pubblico la super attesa Milano, una B-Suv, basata sulla piattaforma CMP multi-energia e prodotta in Polonia, a Tychy, insieme a Fiat 600 e Jeep Avenger. Milano avvierà il nuovo corso del brand di Stellantis: sarà la prima elettrica del leggendario Brand. Ma nel futuro di Alfa Romeo si annuncia denso di novità e di sfide, punta in alto nei segmenti più premium con nuovi modelli, tutti made in Italy, come le eredi di Stelvio e Giulia, che saranno costruite a Cassino, sulla piattaforma STLA Large. Lo ha spiegato il ceo, Jean-Philippe Imparato, che ha illustrato il piano prodotto per i prossimi anni. Un programma che, spiega l’amministratore delegato di Alfa Romeo vedrà nel 2025 il debutto di nuova Stelvio e nel 2026 quello di nuova Giulia (qualche incertezza sui nomi c’è ancora, tuttavia la casa ha deciso di partire con il suv, ed è una buona strategia visto che i veicoli a ruote alte sono sempre in crescita anche se “attenzionati” per questioni di peso e sostenibilità da parte delle lobby green europee).
Alfa Romeo Giulia e Stelvio, la futura generazione
Le nuove Alfa – dice Imparato – sono realizzate sulla nuova piattaforma modulare STLA large, saranno elettriche ed elettrificate, e soprattutto porteranno a Cassino il primato di essere il primo stabilimento europeo ad utilizzare la nuova architettura che ha debuttato su Dodge Charger, negli Usa. I vertici di Alfa Romeo precisano però che la STLA Large sulla quale si basano le future Stelvio e Giulia è una variante sviluppata ad hoc per le esigenze di Alfa Romeo e degli alfisti in fatto di handling e piacere di guida. Ma non solo: Alfa Romeo Giulia e Stelvio di nuova generazione si avvalgono di altre due piattaforme, questa volta digitali, che rappresentano il futuro tecnologico del gruppo Stellantis: STLA Brain e STLA SmartCockpit STLA BrainLe due architetture di software e silicio operano in sinergia e governano le funzioni della vettura e generano l’interfaccia utente.
Alfa Romeo Giulia e Stelvio, l’architettura digitale
STLA Brain è, come la denominazione lascia intendere, il cervello delle future auto, che saranno principalmente elettriche. Brain offre la possibilità di aggiornamenti over the air, OTA, come quelli degli smartphone (e delle Tesla) per fare rapidi upgrade delle funzionalità e di offrire servizi basati sulle mutevoli esigenze degli utenti. E questo è un punto chiave perché Alfa Romeo, spiega Imparato, scommette anche sui “servizi in abbonamento come fonti di fatturato e di utili”. Il futuro di Alfa Romeo, con una storia fatta di motori eccezionali e di passione per la meccanica d’eccellenza, fa leva ora sullo sviluppo del software. E qui si apre un capitolo molto interessante perché dice Jean-Philippe Imparato: “Sviluppiamo tutto in casa”.
Questo vuole dire, ma i dettagli dice il Ceo imparato saranno comunicati all’Investor day di Stellantis che si terrà a giugno a Detroit, che il gruppo conferma la via di creare software internamente. Una scelta che a Volkswagen con Cariad è costata cara. Del resto, sviluppare in software in casa è una strategia, indubbiamente dispendiosa e tecnologicamente sfidante, in netta controtendenza rispetto ad altri gruppi che hanno deciso di affidarsi a soluzioni open source basate, per esempio, su Android/Linux oppure su Android Automotive completo dei servizi di Google, mappe e store per app e servizi compresi.
Software, interfacce grafiche e servizi, continua a spiegare Imparato, sono “personalizzati sempre in house perché le Alfa Romeo si devono distinguere e avere specificità in linea con il DNA del marchio”. Alfa Romeo punta sulla semplicità d’uso e sull’essenzialità: “Non vogliamo introdurre e sviluppare – dice Imparato – funzioni che nessuno usa e che nel 90% dei casi non vengono utilizzate”. Dunque, per il biscione “less is more” anche nel software e nei subscription services. Su questo punto va ricordato che STLA Brain è integrata con soluzioni cloud frutto di una partnership, stabilità nel 2022 con Amazon che mette a disposizione architetture di cloud computing (oltre che di assistenza vocale).




