Strategie e modelli

Alfa Romeo, parla il ceo Imparato: «Ecco come saranno le future Stelvio e Giulia costruite a Cassino»

Il numero uno del Biscione anticipa le prossime mosse del brand che il 10 aprile svelerà Milano, il suv compatto. I futuri modelli, tutti made in Italy con software sviluppato internamente, sfrutteranno una variante «alfizzata» della piattaforma STLA Large nata per le auto elettriche. Nel cassetto anche top car di segmento E, la duetto elettrica e un super suv .

di Mario Cianflone

Simbolo. Una Alfa Romeo 158, auto da corsa prodotta dall’Alfa Romeo dal 1938 al 1950, esposta al Museo Alfa Romeo di Arese

5' di lettura

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Appuntamento al 10 aprile per la svolta di Alfa Romeo, quando il brand del biscione presenterà al pubblico la super attesa Milano, una B-Suv, basata sulla piattaforma CMP multi-energia e prodotta in Polonia, a Tychy, insieme a Fiat 600 e Jeep Avenger. Milano avvierà il nuovo corso del brand di Stellantis: sarà la prima elettrica del leggendario Brand. Ma nel futuro di Alfa Romeo si annuncia denso di novità e di sfide, punta in alto nei segmenti più premium con nuovi modelli, tutti made in Italy, come le eredi di Stelvio e Giulia, che saranno costruite a Cassino, sulla piattaforma STLA Large. Lo ha spiegato il ceo, Jean-Philippe Imparato, che ha illustrato il piano prodotto per i prossimi anni. Un programma che, spiega l’amministratore delegato di Alfa Romeo vedrà nel 2025 il debutto di nuova Stelvio e nel 2026 quello di nuova Giulia (qualche incertezza sui nomi c’è ancora, tuttavia la casa ha deciso di partire con il suv, ed è una buona strategia visto che i veicoli a ruote alte sono sempre in crescita anche se “attenzionati” per questioni di peso e sostenibilità da parte delle lobby green europee).

Jean-Philippe Imparato (Imagoeconomica)

Alfa Romeo Giulia e Stelvio, la futura generazione

Le nuove Alfa – dice Imparato – sono realizzate sulla nuova piattaforma modulare STLA large, saranno elettriche ed elettrificate, e soprattutto porteranno a Cassino il primato di essere il primo stabilimento europeo ad utilizzare la nuova architettura che ha debuttato su Dodge Charger, negli Usa. I vertici di Alfa Romeo precisano però che la STLA Large sulla quale si basano le future Stelvio e Giulia è una variante sviluppata ad hoc per le esigenze di Alfa Romeo e degli alfisti in fatto di handling e piacere di guida. Ma non solo: Alfa Romeo Giulia e Stelvio di nuova generazione si avvalgono di altre due piattaforme, questa volta digitali, che rappresentano il futuro tecnologico del gruppo Stellantis: STLA Brain e STLA SmartCockpit STLA BrainLe due architetture di software e silicio operano in sinergia e governano le funzioni della vettura e generano l’interfaccia utente.

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Alfa Romeo Giulia e Stelvio, l’architettura digitale

STLA Brain è, come la denominazione lascia intendere, il cervello delle future auto, che saranno principalmente elettriche. Brain offre la possibilità di aggiornamenti over the air, OTA, come quelli degli smartphone (e delle Tesla) per fare rapidi upgrade delle funzionalità e di offrire servizi basati sulle mutevoli esigenze degli utenti. E questo è un punto chiave perché Alfa Romeo, spiega Imparato, scommette anche sui “servizi in abbonamento come fonti di fatturato e di utili”. Il futuro di Alfa Romeo, con una storia fatta di motori eccezionali e di passione per la meccanica d’eccellenza, fa leva ora sullo sviluppo del software. E qui si apre un capitolo molto interessante perché dice Jean-Philippe Imparato: “Sviluppiamo tutto in casa”.

Questo vuole dire, ma i dettagli dice il Ceo imparato saranno comunicati all’Investor day di Stellantis che si terrà a giugno a Detroit, che il gruppo conferma la via di creare software internamente. Una scelta che a Volkswagen con Cariad è costata cara. Del resto, sviluppare in software in casa è una strategia, indubbiamente dispendiosa e tecnologicamente sfidante, in netta controtendenza rispetto ad altri gruppi che hanno deciso di affidarsi a soluzioni open source basate, per esempio, su Android/Linux oppure su Android Automotive completo dei servizi di Google, mappe e store per app e servizi compresi.

Software, interfacce grafiche e servizi, continua a spiegare Imparato, sono “personalizzati sempre in house perché le Alfa Romeo si devono distinguere e avere specificità in linea con il DNA del marchio”. Alfa Romeo punta sulla semplicità d’uso e sull’essenzialità: “Non vogliamo introdurre e sviluppare – dice Imparato – funzioni che nessuno usa e che nel 90% dei casi non vengono utilizzate”. Dunque, per il biscione “less is more” anche nel software e nei subscription services. Su questo punto va ricordato che STLA Brain è integrata con soluzioni cloud frutto di una partnership, stabilità nel 2022 con Amazon che mette a disposizione architetture di cloud computing (oltre che di assistenza vocale).

Alfa Romeo, i servizi digitale in abbonamento

STLA Brain si integra, in simbiosi digitale, con la piattaforma STLA SmartCockpit per l’interfaccia utente, la strumentazione e l’infotainment, il cui hardware è sviluppato insieme a Foxconn. E anche questo è un debutto da prima per Alfa Romeo e il made in Italy di Stellantis, anzi il developed in Italy.Il software, sistema operativo compreso, dicono i vertici di Alfa Romeo, è sviluppato internamente, grazie anche all’apporto del centro R&D di Modena (in Maserati) e si avvale di applicazioni basate sull’intelligenza artificiale per offrire funzionalità e servizi come la navigazione (niente mappe di Google dunque), l’assistenza vocale, ’e-commerce e i sopra citati servizi di pagamento.

Inoltre, grazie a STLA SmartCockpit, sarà possibile reinterpretare in chiave digitale l’iconico quadro strumenti a cannocchiale e l’infotainment connesso e con display curvo. L’interazione uomo macchina sarà ridefinita anche tramite tecnologie per la sicurezza, come il pacchetto extended visibility (head up display, night vision, digital mirror) e sistemi Adas di guida assistita.Ma torniamo alle macchine, al ferro: le prossime Alfa Romeo Giulia e Stelvio, come accennato si baseranno su una variante ad hoc per Alfa Romeo di STLA Large (in particolare, spiegano in Alfa Romeo si è lavorato su sospensioni e sterzo).

Alfa Romeo, le elettriche a 800 volt

Infine, la nuova piattaforma sfrutta la tecnologia degli 800 Volt e pertanto Stelvio 2 sarà, secondo quanto afferma Alfa Romeo, la prima elettrica del gruppo con architettura elettrica a 800 Volt. In partica, sfida tecnologicamente Porsche Macan elettrica e le migliori proposte bev, come la Lotus Eletre che però appartiene a un segmento ben più alto (sul quale, tra l’altro Alfa ci sta facendo un pensiero). Le medesime soluzioni saranno, ovviamente, implementatate anche su Giulia.Tra i dati tecnici spicca la possibilità di montare batterie fino 118 kWh con ricarica di 4,5 kWh al minuto, mentre l’accelerazione da 0-100 km/h dovrebbe essere di circa 3 secondi. Giulia e Stelvio di prossima generazione, saranno, anche termiche elettrificate, ma ancora non ci sono indicazioni.

La linea, spiega Imparato è stata definita e congelata. È ovviamente segreta, ma il ceo si sbilancia, si entusiasma e diche: “Vi assicuro che sono che sono bellissime”. I modelli prosegue il numero uno del brand, hanno l’obiettivo di tener alto il valore residuo (fattore chiave anche sul mercato delle flotte, importante per il marchio) e di generare utili. E su questa capacità si gioca il futuro di Alfa Romeo dal 2027 in avanti, dove spiega Imparato, sono aperte una serie di possibilità e in particolare la strategia è quella di puntare in alto, sul segmento E (magari con una tre volumi di alta gamma) ma anche più su, magari con un super suv elettrico al altissime prestazioni. Del resto la piattaforma STLA Large è predisposta, essendo modulare, per creare vetture di grandi dimensioni.

Alfa Romeo, i progetti e i modelli premium futuri

E tra i sogni del numero uno di Alfa Romeo c’è anche una sportiva, ideale erede, della Duetto, ma per farla occorre, dice il manager: “Fare soldi, avere successo con Milano e i due modelli pianificati e posizionare il marchio in modo solido”.L’altro scenario illustrato da Imparato riguarda, invece, il segmento c, con l’adozione della piattaforma STLA Medium, quella che ha debuttato da poco su Peugeot 3008. Ma dalle parole del ceo, si palesa una chiara intensione di tornare sull’alto di gamma dove ci sono più possibilità di fare margini e sostenere l’immagine della marca senza entrare in battaglie competitive e in quella guerra dei prezzi che sta affliggendo il mondo dell’automotive.

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