Sgomberato il Centro Sociale Leoncavallo: esulta la Destra. Il 6 settembre manifestazione nazionale
Polizia e carabinieri eseguono lo sfratto: nella struttura non c’era nessuno. Meloni: «Non esistono zone franche». Sala: «Comune non avvertito»
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Le forze dell’ordine hanno eseguito, con l’ufficiale giudiziario, l’ordine di sfratto emesso nei confronti dello storico centro sociale Leoncavallo a Milano.
All’interno dei locali, a quanto si apprende, non era presente nessuno. Sono stati presidiati da una folta schiera di agenti della polizia e almeno 130 carabinieri gli accessi a via Watteau dove aveva sede il centro sociale fondato a Milano nel 1975 in via Leoncavallo. Da lì venne sgomberato nel 1994, anche il quel caso ad agosto, esattamente il 15. Poco dopo il centro si trasferì nell’attuale sede di via Watteau.
Lo sfratto era stato nuovamente notificato per il 9 settembre. Si è però deciso negli ultimi giorni di anticipare a giovedì 21 agosto, quando le operazioni sono iniziate intorno alle 7.30. Attivisti e simpatizzanti, riunitisi nei pressi della struttura sin dalle prime ore di giovedì, alle 18 hanno tenuto un’assemblea che ha confermato la manifestazione nazionale in programma per il 6 settembre a Milano. La prossima assemblea si terrà l’1 o il 2 settembre, in una sede dell’Arci ancora da definire.
Sala: «Comune di Milano non avvisato del blitz»
Il Comune di Milano non era stato avvisato del blitz, come spiega il sindaco Giuseppe Sala. «Ieri ero a Palazzo Marino, impegnato in incontri di lavoro. Ho delegato il vicecomandante della Polizia locale in mia rappresentanza a partecipare al Comitato per l’Ordine e la Sicurezza che, come consuetudine, si tiene ogni mercoledì. In quella sede non è stato fatto cenno ad alcuno sfratto esecutivo del centro sociale Leoncavallo. Per un’operazione di tale delicatezza, al di là del Comitato, c’erano molte modalità per avvertire l’Amministrazione milanese. Tali modalità non sono state perseguite», aggiunge il primo cittadino che definisce il centro sociale «un valore storico e sociale nella nostra città» che dovrà continuare a fare cultura «in un contesto di legalità».
Meloni, in Stato diritto non possono esistere zone franche
«In uno Stato di diritto non possono esistere zone franche o aree sottratte alla legalità», afferma sui social la premier Giorgia Meloni dopo lo sgombero del Leoncavallo a Milano. «Le occupazioni abusive», aggiunge, «sono un danno per la sicurezza, per i cittadini e per le comunità che rispettano le regole. Il Governo continuerà a far sì che la legge venga rispettata, sempre e ovunque: è la condizione essenziale per difendere i diritti di tutti».







