Interpello del Csm

Al via l’ingaggio di magistrati in pensione per tagliare la durata delle cause

Saranno pagati 200 euro per ogni procedimento definito

di Giovanni Negri

justice consultant working in courtroom / law firm.

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Parte con l’interpello del Csm aperto da sabato e per un mese anche una delle ultimissime misure messe in campo dal ministero della Giustizia per centrare, o almeno avvicinare, l’obiettivo del taglio della durata del 40% della durata dei processi civili in ogni grado di giudizio. Con il decreto Pnrr, infatti, adesso in discussione in Parlamento, è stata data la possibilità per i magistrati ordinari in pensione, che, al momento della domanda, non hanno compiuto i settantacinque anni di età, di partecipare, su domanda, al programma di smaltimento dei procedimenti civili arretrati.

La situazione

Secondo l’ultimo monitoraggio del ministero, aggiornato al primo semestre 2025, è stato raggiunto un calo del 27,8%, tuttavia ancora distante dall’obiettivo, tanto che ormai è considerata assai più probabile, se non certa, una percentuale di poco superiore al 30 per cento.

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48 uffici interessati

In ogni caso, dando seguito, ma con mesi di ritardo a una delle soluzioni concrete prospettate dal Csm, nel decreto legge si prevede la possibilità di nomina di 200 magistrati ausiliari, in via straordinaria, con decreto del ministro della Giustizia adottato a valle di delibera approvata dal Csm. I magistrati sono assegnati agli uffici con maggiori difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi Pnrr e hanno un incarico con durata sino al 31 dicembre 2026, oltrepassando quindi la scadenza di giugno concordata con l’Europa. Gli uffici cui destinare i 200 magistrati sono in tutto 48 e vanno da Agrigento a Venezia, il più grande dei quali è senza dubbio quello di Napoli.

200 euro a pronuncia

La remunerazione è fissata nella misura di 200 euro per procedimento definito, con un limite massimo di 100 definizioni nel periodo di incarico. Quanto alle modalità di liquidazione, toccherà al capo dell’ufficio giudiziario attestare i procedimenti definiti dal magistrato in pensione.

Le esclusioni

Tra le cause di esclusione trova posto l’avere riportato condanne per delitti non colposi oppure a pena detentiva per contravvenzioni, fatti salvi gli effetti della riabilitazione; l’essere stati sottoposti a misure di prevenzione o di sicurezza personali; avere subito sanzioni disciplinari superiori alla misura della censura.

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