Il Guardasigilli alla Camera

Nordio: a sinistra molti “no” alla riforma della giustizia per motivi politici

Sette le risoluzioni sulla giustizia presentate nell’Aula della Camera in occasione delle comunicazioni del Guardasigilli Carlo Nordio

Nordio: Molti all'opposizione sono pro riforma Giustizia, ma votano "no" per appartenenza politica

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«Deve essere chiaro che la riforma della Giustizia, che mira ad attuare una rivoluzione processuale di 40 anni fa, non è né contro la magistratura, né contro l’opposizione, né contro nessuno. Ma vi sono stati moltissimi esponenti lontani dalla nostra posizione politica che si sono schierati a favore. Un membro dell’opposizione, l’onorevole Bettini, ha detto che sarebbe stato favorevole ma poiché questo è un voto politico che sarà pro o contro Meloni, lui voterà contro». Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nella sua relazione sulla Giustizia alla Camera.

Ci sono state proteste in aula da parte delle opposizioni quando il ministro, a proposito della riforma della giustizia, ha parlato di «una petulante litania (ovvero che si vorrebbe «mettere il pm sotto l’esecutivo») di fronte alla quale non c’è possibilità di replica». A questo punto diversi deputati delle opposizioni, a partire dal deputato dem Federico Fornaro, hanno protestato rumorosamente, ripresi dal presidente di turno Fabio Rampelli che ha detto loro: «Quando sarà il vostro turno parlerete». «Non trovo quale altro aggettivo possa essere usato», ha ribadito poi Nordio riprendendo la parola.

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«Il primo obiettivo – ha aggiunto - è quello di adeguarci alla volontà del popolo sovrano, che sarà espressa nel referendum confermativo della riforma costituzionale». Il Guardasigilli ha poi affermato che la riforma si snoda su tre pilastri fondamentali: introduce la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente; istituisce due distinti Consigli superiori eletti mediante sorteggio; crea una Corte disciplinare autonoma e indipendente. «Nessuna disposizione della riforma – ha aggiunto - prevede, né nella lettera né nello spirito, l’assoggettamento del pubblico ministero all’Esecutivo. Al contrario, nella nuova formulazione dell’art. 104 Cost. si esplicita a chiare lettere che “la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente”».

«Per i minori punteremo alla certezza della pena»

Parlando, invece, delle norme contro la violenza minorile annunciate dal governo, Nordio ha ricordato «la rappresentazione della giustizia, che tiene con una mano la bilancia, che significa equilibrio, e dall’altra la spada, che rappresenta la forza e l’efficacia della sanzione. La pena deve essere equilibrata e proporzionata ma deve essere applicata. Non c’è di peggio che minacciare una pena e poi dire abbiamo scherzato. Il nostro orientamento su questi provvedimenti sarà ispirato a questi principi: non ci dovranno essere reazioni eccessive o tiranniche ma bisogna tener presente che l’esecuzione e la certezza della pena è essenziale, anche per i minori».

«Detenzione minorile in crescita, ma comunque residuale»

«La detenzione minorile, pur in crescita, ha mantenuto un carattere di residualità rispetto alle misure alternative e di comunità», ha dettagliato il ministro. «Su quasi 600 presenze giornaliere negli Ipm, oltre 140.000 minori e giovani adulti sono stati presi in carico dai servizi minorili e di comunità per misure e sanzioni alternative, con un incremento complessivo dell’1,42% rispetto all’anno precedente. Quest’ultimo dato merita una particolare attenzione: al 31 dicembre 2025, erano in carico agli uffici di esecuzione penale esterna 141.458 persone - 125.997 maschi e 15.461 femmine - . Di queste, 100.666 erano soggette a misure e sanzioni di comunità e 40.792 a indagini e consulenze. Dunque, il numero delle persone sottoposte a misure di comunità ha ampiamente superato quello dei detenuti negli istituti penitenziari - 63.499 nello stesso periodo - confermando la bontà del modello italiano di giustizia di comunità». «Il tasso di revoca delle misure alternative si è mantenuto estremamente basso, l’1,6%, nonostante la costante crescita di misure concesse, a conferma della qualità dei programmi trattamentali e della sinergia tra magistratura, servizi sociali e territorio», ha sottolineato Nordio.

«In carcere suicidi in calo del 10%»

«Nel 2025 il fenomeno dei suicidi in carcere ha continuato a manifestarsi con numeri che, pur in calo del 10%, hanno imposto riflessione e determinata azione con uno specifico Piano di prevenzione e contrasto», ha proseguito il ministro. «Riguardo al reinserimento sociale, il lavoro all’esterno è complessivamente cresciuto del 15%, passando da 1.860 a 2.135 unità».

«Raggiunti tutti i target del Pnrr»

«L’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha rappresentato il motore principale delle riforme e degli investimenti, segnando una svolta epocale nella modernizzazione del sistema giudiziario italiano», ha poi aggiunto il ministro. «Tutte le milestone e i target di competenza del ministero giunti a scadenza – ha proseguito - sono stati pienamente raggiunti al 31 dicembre 2025». Su un totale di 2,7 miliardi di euro assegnati al ministero, risultano pagamenti per un totale di 1.98 miliardi di euro, pari al 72,91%.

Il ministro ha poi riepilogato i principali risultati. La riduzione dell’arretrato civile 2019, presso i tribunali, ha raggiunto il -95,8%; presso le Corti d’Appello, il -99,4%. Inoltre, la riduzione dell’arretrato civile 2022 – obiettivo in scadenza a giugno 2026 – ha raggiunto l’85,2% presso i Tribunali ordinari e l’85,4% presso le Corti d’Appello, dato già prossimo al target prestabilito. Questi i dati, certificati al novembre 2025 e monitorati costantemente. Per quanto riguarda invece la riduzione dei tempi di trattazione, nel settore civile, il disposition time – calcolato al primo semestre 2025, si è ridotto del -27,8% rispetto al 2019; nel settore penale, la riduzione è stata del -37,8%. Questi risultati superano in alcuni casi i target fissati dal Piano, confermando l’efficacia delle riforme processuali e degli investimenti in capitale umano.

Risultati oltre target per quanto riguarda la digitalizzazione. «Rispetto all’ambizioso obiettivo di digitalizzare 7.750.000 fascicoli giudiziari – ha detto Nordio -, al 31 dicembre 2025 il Ministero ha completato la digitalizzazione di 7.801.142 fascicoli giudiziari, così addirittura superando il target previsto». Sul fronte degli investimenti in edilizia giudiziaria, il Ministro ha poi affermato che sono in corso di riqualificazione «ben 289.000 mq di edifici giudiziari entro il primo trimestre del 2026: in tal senso, tutti i 60 interventi previsti risultano in corso di esecuzione lavori, con una parte già collaudata e operativa». Infine, anche sul «capitale umano», il ministero ha «raggiunto e superato» il target di assunzione e mantenimento in servizio di 10.000 unità di personale Pnrr. Al 31 ottobre 2025 risultano in servizio 11.650 unità di personale, al netto di 6.518 dimissioni con una spesa certificata pari a 1.586.607.662 euro, circa il 70% del finanziamento Pnrr complessivo di 2,2 miliardi di euro.

Maggioranza: Governo attui riforma con due Csm e separazione carriere

Il Governo è chiamato «ad adottare i necessari atti legislativi per dare effettiva e concreta esecuzione alla riforma costituzionale nei tempi previsti dalla stessa. In particolare, ad adottare le norme relative all’istituzione, alla composizione mediante sorteggio dei rispettivi membri e al funzionamento dei due Consigli Superiori previsti; a disciplinare l’istituzione, la costituzione, le competenze e il funzionamento dell’Alta Corte disciplinare». E’ il primo degli 11 impegni indicati dalla maggioranza nella risoluzione depositata alla Camera a seguito delle comunicazioni del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sull’amministrazione della giustizia.

Nel documento si sollecita, tra l’altro, l’Esecutivo a «proseguire nell’adattamento del contesto normativo alle esigenze della società, attraverso l’osservazione consapevole dei fenomeni criminali che evolvono e mutano velocemente all’evolvere e mutare dei mezzi a disposizione, anche attraverso il costante ascolto delle associazioni di categoria». E a «continuare la proficua attività di impiego dei fondi in investimenti strutturali volti a rendere sempre maggiormente efficiente e rapida la giustizia italiana e le sue infrastrutture e a implementare gli strumenti digitali in uso agli operatori e ai professionisti della giustizia, onde superare le iniziali criticità verificatesi».

L’Assemblea di Montecitorio si esprimerà, oltre che sulla risoluzione della maggioranza, su altri sei testi, depositati dalle opposizioni (Pd, M5S, Avs, Az, Iv, +Eu).

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