Aim ai raggi X: Tenax la Pmi reggiana che vende spazzatrici elettriche a Westminister
L’azienda di Rio Saliceto è presente in tutto il mondo: nel 2020 l’utile è balzato del 36,3%
di Valeria Novellini
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I punti chiave
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Non è una start-up ma poco ci manca: ha infatti iniziato l’attività nel 2016 prendendo dapprima in usufrutto un ramo d’azienda di Unieco Costruzioni Meccaniche Srl (ora Unieco Holding Ambiente Srl), facente capo all’omonimo gruppo cooperativo reggiano, ed in seguito acquistato a marzo 2019. Si sta parlando della Tenax International di Rio Saliceto in provincia di Reggio Emilia, che ha esordito all’Aim Italia il 18 dicembre 2020 e che ha scommesso tutto su un’idea, quella di trasformare in elettriche le macchine per la pulizia e l’igiene stradale (spazzatrici e lavastrade) fino allora prodotte da Unieco Costruzioni Meccaniche.
Le spazzatrici elettriche
Oggi Tenax dispone di una gamma composta da 2 spazzatrici e 1 lavastrade (un nuovo modello è in corso di lancio), tutte compatte e tutte elettriche e tutte aspiranti, che possono essere equipaggiate, a scelta dei clienti, con batterie al litio, al piombo puro o allacido piombo.
Nel 2020 ne sono state vendute 78 (91 nel 2019), di cui 11 in Italia, 48 nel resto d'Europa, 16 nell'area APAC e 3 in India/Medio Oriente/Africa (nel 2020 è stata acquisita la prima commessa in Medio Oriente, in particolare Emirati Arabi Uniti). La società ha chiuso l'esercizio 2020 con ricavi di vendita in flessione del 5,9% a circa 7,9 milioni, dato però superiore alle stime preliminari contenute nel Documento di Ammissione (7,74 milioni), così come l'ebitda, che è effettivamente ammontato a 1,01 milioni (+9,8% rispetto al 2019) contro una stima di 981.000 euro.
Nel 2020 minori vendite in area APAC ma margini in crescita
Tenax è contraddistinta da un particolare trade-off: le vendite effettuate nel mercato cinese, sviluppato soprattutto a partire dal 2019, incrementano il fatturato a volume ma presentano un prezzo medio e una marginalità inferiori rispetto a quelli delle vendite nell’area UE, ed infatti l’ebitda margin è salito dal 10,3% all'11,4% in presenza di macchine vendute nell'area APAC scese da 31 a 16 unità mentre quelle in Europa (esclusa Italia) sono aumentate da 40 a 48 unità.
Inoltre, come è facilmente intuibile, le vendite dirette (mediante 6 Area Manager che coprono i mercati di Italia, Francia, Nord Europa, USA-Canada, India e Cina) presentano margini maggiori rispetto a quelle conseguite mediante la rete di dealer plurimandatari (con listini di soli prodotti elettrici).








