Tra emancipazione digitale e difesa dei diritti
di Paolo Benanti
di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore) e Ana Somavilla (El Confidencial, Spagna)
5' di lettura
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In tutta l’Unione europea si sta diffondendo un fenomeno che vede le comunità rurali al centro di un processo di rigenerazione ambientale e culturale. Sempre più iniziative locali stanno puntando a valorizzare la biodiversità, partendo dalle campagne e recuperando saperi e tradizioni. È in questo contesto che l’agroecologia – l’insieme di pratiche agricole sostenibili che integrano l’ecosistema, la cultura e l’economia locale – è diventata un pilastro delle politiche promosse dalla Commissione europea. E in questo percorso che dall’Italia arriva alla Francia, alla Spagna e ad altri Paesi membri, le comunità rurali stanno assumendo un ruolo da protagoniste.
«Le comunità hanno dimostrato che il ripristino della biodiversità nell’Europa rurale non è solo possibile, ma sta già accadendo - si legge in un documento della Commissione europea in cui raccontano i casi di recupero della biodiversità dei centri rurali -. Stanno curando paesaggi, facendo rivivere la conoscenza e creando futuri che sono sia radicati che resilienti»
Gli esempi che riguardano l’Italia sono differenti e spaziano a seconda delle regioni dove anche le istituzioni giocano un ruolo da protagoniste con politiche di sostegno ai giovani che voglio salvaguardare sia le aree rurali sia le produzioni e tradizioni.
In questo panorama di iniziative c’è il caso della Puglia con il progetto Casalina che ha trasformato una fattoria abbandonata in un’oasi verde. In questo scenario, attraverso un’azione di rimboschimento e permacultura, la terra secca e incrinata ha iniziato a prendere vita. Il progetto ha ripristinato la terra degradata, e costruito una comunità di scopo condiviso, coinvolgendo lavoratori migranti, ospitando eventi e pianificando futuri sistemi agroforestali ispirati all’agricoltura sintropica.
In Sardegna uno scenario ancora più vasto. Per incentivare il ritorno alle campagne la Regione ha avviato, sopratutto gli anni scorsi, i progetto “Terra ai giovani”, con cui ha sostenuto iniziative imprenditoriali portate avanti da under trentenni ma, sopratutto, i progetti di coloro che hanno deciso di tornare in campagna. Non è comunque tutto, perché in quest’ottica sono partiti anche gli altri programmi che vedono le comunità rurali inserite in ambiti internazionali.