Dati Ismea

Agroalimentare, nuovo record per l’export: 73 miliardi nel 2025

Stima Ismea sui dati dei primi 11 mesi che anno registrato un +5% su base annua, Nel terzo trimestre valore aggiunto agricolo a +0,6% e produzione dell’industria a +4,5%. Tra i prodotti trainanti si confermano caffè, panetteria e pasticceria, formaggi, prosciutti e frutta fresca

di Emiliano Sgambato

 

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Dazi e turbolenze internazionali non frenano l’export alimentare italiano, o magari lo rallentano (ovviamente manca la controprova) ma senza impedirgli di arrivare a un nuovo record. E anche la crisi interna sembra impensierire di meno con consumi che tutto sommato danno segnali positivi (anche se il fronte inflazione non sembra essere proprio sereno).

È il quadro tracciato da Ismea Agrimercati, che nell’ultimo report appena pubblicato segnala come «nei primi undici mesi del 2025 le esportazioni italiane agroalimentari aumentano del 5% su base tendenziale, sfiorando i 67 miliardi di euro. Nello stesso periodo l’export nazionale complessivo cresce del 3,1%. Tra i prodotti trainanti si confermano caffè, prodotti della panetteria e pasticceria, formaggi, prosciutti e frutta fresca». L’andamento dei flussi lascia così prevedere «una chiusura d’anno che possa assestarsi intorno ai 73 miliardi di euro, segnando un nuovo record», contro gli oltre 70 del 2024.

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Questo, sottolineano dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo, grazie «alla capacità delle imprese e alla varietà produttiva» e dal sostegno di «interventi pubblici mai visti prima» con l’attuale governo che «ha reso disponibili oltre 15 miliardi di euro di investimenti per il settore primario, mobilitando risorse nazionali ed europee».

Nel terzo trimestre, a fronte di un Pil generale in crescita dello 0,1% sul trimestre precedente e dello 0,6% su base annua, il valore aggiunto agricolo è in aumento dello 0,8%, sul trimestre precedente e dello 0,6% sullo stesso trimestre del 2024. Gli occupati agricoli sono in crescita del +1% sul secondo trimestre 2025 e +1,5% sul terzo trimestre 2024.

«Un contributo a questa dinamica è arrivato dal vino - scrive Ismea - la cui produzione nella campagna 2025/2026 è stimata intorno ai 47 milioni di ettolitri (+8%) conferendo all’Italia il primato mondiale in volume; positivi anche i risultati del raccolto del pomodoro da industria (+11% rispetto al 2024) e della frutta estiva (ad esempio, +0,5% la produzione di pesche e nettarine rispetto al 2024)».

L’indice della produzione industriale ha invece guadagnato il 3% rispetto al secondo trimestre 2025 e il 4,5% rispetto allo stesso trimestre del 2024. Anche sul fonte dei consumi alimentari c’è un «recupero dei volumi per molti prodotti del carrello». Ismea riporta alcuni esempi: uova (+6,7%), pane (+3,1%), ortaggi freschi (+2,9%), passate di pomodoro (+2%), formaggi freschi (+3,9%), yogurt (+4,9%), carni avicole (+2%) e vini spumanti (+5,8%).

Ismea poi passa in rassegna i risultati alcuni comparti nei primi 9 mesi dell’anno.
La produzione di grano duro è aumentata del 3,4%, per un totale di 3,6 milioni di tonnellate, «grazie alla crescita delle rese e a un clima più favorevole, che ha assicurato un profilo qualitativo buono, con prezzi a 274,90 euro/ton a dicembre». Cala, invece, il grano tenero a 2,5 milioni di tonnellate, con listini che hanno chiuso l’anno a 246,79 euro/ton. Bene il mais Italia con 541mila ettari (+9,2%) con +2,5%, produzione 5,5 milioni di tonnellate (+11,9%) e prezzo 238,56 euro/ton a settembre, +6,1% rispetto a settembre 2024.

La campagna 2025/2026 del vino ha chiuso con 232 milioni di ettolitri (+3%), confermando l’Italia leader mondiale con 47 milioni di ettolitri (+8%); in crescita i consumi interni di bollicine del 5,8% in volume e del 5% in valore nei primi nove mesi.
Annata di media carica per l’olio, con produzione in crescita rispetto alla campagna precedente soprattutto al Sud, e listini scesi poco sotto gli 8 euro/kg.
Bene l’ortofrutta che nei primi otto mesi aumenta l’export del 3,9% in quantità e del 6,3% in valore.
Sul fronte delle carni, la bovina nei primi nove mesi segna un aumento della produzione dell’1,2%, in controtendenza rispetto all’Ue (-4%), come anche quella avicola con +4,3% e un export +2,3%, vantando un saldo commerciale positivo per oltre 70 mila tonnellate.

Sempre da gennaio ad agosto, l’export di salumi aumenta del 5,7% sia in volume che in valore. Per il lattiero caseario, la produzione di latte vaccino cresce +0,3% e a ottobre. Tra gennaio e agosto sale l’export dei formaggi del 14,9% in valore e +5,6% in volume.

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