Coltivazioni green

Agricoltura rigenerativa, progetto innovativo dei giovani di Confagri e xFarm

Trentadue aziende selezionate saranno dotate della piattaforma Hubfarm sviluppata per raccogliere, gestire e condividere informazioni agronomiche, in modo da testare linee guida per ogni ambito produttivo

di Emiliano Sgambato

Semina su sodo (su terreni non lavorati occupati in superficie dai residui della coltura precedente): una tecnica di agricoltura rigenerativa

3' di lettura

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Un progetto triennale di agricoltura rigenerativa con l’obiettivo di creare linee guida e protocolli condivisi a livello nazionale e territoriale nei settori seminativo, risicolo e frutticolo (olivicoltura e viticoltura). È un’iniziativa dei giovani di Confagricoltura - Anga e xFarm Technologies, con il supporto di dss+, società di consulenza esperta nel settore.

L’obiettivo è testare e valutare l’efficacia delle pratiche proprie di questo sistema di gestione dei terreni agricoli - un approccio di riabilitazione e conservazione delle funzioni vitali del suolo e in particolare della sostanza organica del suo strato superficiale limitando l’uso di sostanze chimiche - e quindi definire delle linee guida rispetto alla loro implementazione nei vari ambiti produttivi.

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Alla base della selezione delle 32 aziende che prenderanno parte alla sperimentazione, l’invio, ad inizio 2024, di un questionario agli oltre 900 consociati di Anga, creato insieme a dss+ e volto a inquadrare le aziende associate sia dal punto di vista strutturale e organizzativo che agronomico. Le realtà aziendali selezionate verranno dotate della piattaforma Hubfarm, sviluppata da Confagricoltura proprio in collaborazione con xFarm Technologies e nata per raccogliere, gestire e condividere informazioni agronomiche e dati utili alle imprese agricole.

«Un progetto, quello di Hubfarm - commentano i promotori - che si inserisce in un ampio piano di supporto alla transizione digitale nel settore agricolo, volta anche ad un’incrementata sostenibilità, in linea con i piani di sviluppo nazionali ed europei».

I risultati emersi dal sondaggio per quanto concerne le pratiche agronomiche dicono che «il 50% dei risponditori applichi una rotazione minore di due anni (25% mono-successione) e il 28% utilizzi in maniera sistemica le colture di copertura (cover-crops), mentre il 65% dichiara di utilizzare ammendanti organici. Il 95% ritiene necessario intraprendere un cambiamento verso pratiche più sostenibili e il 67% afferma di aver già avviato un percorso in questo senso».

Le aziende selezionate (11 nel Nord-Est, 8 nel Nord-Ovest, 7 nel Centro, 6 nel Sud e nelle Isole) inizieranno quindi un percorso di agricoltura rigenerativa dall’inverno 2024/2025.
Nella prima fase intanto si stanno portando avanti le attività di campionamento e analisi del suolo «atte a rilevare le condizioni dei terreni prima di implementare le nuove pratiche di agricoltura rigenerativa (il cosiddetto “tempo zero”), in modo da verificarne l’efficacia nel migliorare la salute del terreno, in particolare per quanto concerne il contenuto di carbonio organico (Soc, Soil Organic Carbon)».

Successivamente, nel corso di attività di workshop di co-design, gli agricoltori verranno coinvolti nell’identificazione di un set di pratiche agricole rigenerative da adottare nei loro contesti aziendali. Alla fine del percorso, che avrà una durata minima di tre anni, sulla base delle osservazioni raccolte e delle nuove analisi del suolo, verranno definiti dei protocolli di agricoltura rigenerativa adatti ai diversi focus produttivi analizzati durante il progetto.

«Grazie alla piattaforma Hubfarm, strumento innovativo sviluppato da Confagricoltura con xFarm Technologies (che oggi supporta il lavoro di 420mila aziende agricole, appartenenti a più di 50 filiere e presenti su 4 milioni di ettari in oltre 100 Paesi del mondo, ndr) per la pianificazione il monitoraggio e l’analisi di tutte le attività agricole in modo integrato, direttamente su smartphone o tablet - continuano i promotori - sarà possibile tenere traccia dello storico delle lavorazioni, delle concimazioni e degli interventi di difesa e irrigazione all’interno delle aziende, elementi fondamentali per costruire un solido database aziendale».

Attraverso un modello previsionale che simula le dinamiche del carbonio nel terreno, inoltre, «sarà possibile visualizzare l’andamento della sostanza organica nel suolo in base alle pratiche agricole adottate in campo. In questo modo si potranno poi simulare diversi scenari di variazioni di emissioni e sequestro, auspicabilmente stimolando così gli agricoltori nell’implementare in via definitiva le nuove pratiche apprese, in un’ottica di maggiore sostenibilità ambientale ed economica».

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