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Affitti brevi, Firenze triplica la stretta: stop ai permessi in 100mila immobili

Il Consiglio comunale approva una delibera senza precedenti in Italia: bloccate le nuove autorizzazioni anche fuori dal centro storico

di Giuseppe Latour

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Altri 70mila alloggi collocati su una superficie di oltre 11 chilometri quadrati. Il Consiglio comunale di Firenze ha appena approvato l’estensione dei limiti per le locazioni turistiche brevi, già presenti in area Unesco, a un lungo elenco di quartieri dislocati fuori dal centro. È la prima volta che un’amministrazione locale introduce una stretta così estesa.

Stop a nuove autorizzazioni

Le nuove limitazioni comprendono soprattutto il blocco a nuove autorizzazioni per gli affitti turistici brevi e sono contenute nella delibera già approvata dalla giunta guidata dalla sindaca Sara Funaro. Un segnale politico chiaro dopo che, nei giorni scorsi, il Tar aveva respinto una serie di ricorsi contro il regolamento che aveva introdotto originariamente le limitazioni nel Comune.

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Oltre 100mila abitazioni

Lo stop riguarderà, nello specifico, le zone di Campo di Marte, San Jacopino, Gavinana, Pignoncino e Paolo Uccello, Statuto e Rifredi, Libertà, Oberdan e Savonarola, Bronzino e Pier Vettori, Fonderia e Petrarca, cioè le sottozone A3 e A4 del Piano operativo comunale. Le abitazioni presenti in quest’area sono complessivamente 67.780, mentre nella sottozona A1, dove il blocco all’apertura di nuovi affitti turistici brevi è già in vigore dal 31 maggio 2025, le abitazioni sono 35.593. Guardando alle superfici interessate, le sottozone A3 e A4 corrispondono complessivamente a 11,21 chilometri quadrati, mentre la sottozona A1 corrisponde a circa 5,05 chilometri quadrati. Di fatto, l’estensione del blocco è stata triplicata, arrivando a poco più di 100mila abitazioni su oltre 16 chilometri quadrati.

I numeri della Sapienza

La decisione è stata presa sulla base dei risultati scientifici della ricerca del Memotef, il dipartimento della Sapienza che si occupa di Economia e territorio. Per il Nucleo storico (già interessato dal blocco) si parla di «pressione elevatissima, rischio moderato, vulnerabilità medio-bassa» (restrizioni più che giustificate); per la prima cintura (interessata dalle nuove norme) si parla di «pressione alta (20–44%), rischio elevato (fino a +97%) e rischio spillover se le restrizioni restano limitate alla sottozona A1». In sostanza, i problemi rischiano, dopo il centro di travolgere altri quartieri.

Funaro: «L’interessa generale giustifica la stretta»

«Una misura a tutela della città, non una battaglia contro qualcuno – spiega la sindaca Sara Funaro -. Lo hanno affermato le sentenze del Tar, l’interesse generale può giustificare limitazioni alle locazioni turistiche brevi per tutelare ambiente urbano, tessuto sociale e diritto all’abitare. Sono i principi che ispirano questo regolamento e le ulteriori azioni che stiamo portando avanti per tutelare la città e la residenzialità. Siamo consapevoli che questo regolamento non basta e sull’abitare stiamo lavorando con una serie di azioni, dagli investimenti sull’edilizia residenziale pubblica, per assegnare sempre più alloggi, allo studio della Bei per l’edilizia residenziale sociale».

Rischio espansione

«Abbiamo scelto di difendere il diritto di abitare Firenze, senza rinunciare al turismo ma senza vivere passivamente le sue dinamiche – spiega l’assessore allo Sviluppo economico e al Turismo, Jacopo Vicini –. Lo scorso anno con la sindaca Funaro e tutta la maggioranza siamo stati la prima città in Italia a portare un regolamento dedicato agli affitti brevi, abbiamo dato il via ad un lungo percorso e ad un confronto che ha coinvolto tutte le parti di questa città, le associazioni di categoria, i quartieri, le commissioni, abbiamo avviato un monitoraggio affidato al professor Filippo Celata all’Università della Sapienza con la collaborazione del nostro ufficio statistica del del Comune di Firenze: questo studio ci ha detto che i limiti che abbiamo messo lo scorso anno in area Unesco erano necessari e urgenti, e anche che esiste un rischio di espansione non controllata del fenomeno fuori dal centro».

Le reazioni

Contro lo stop alle nuovi autorizzazioni ed in difesa della proprietà privata e del diritto d’impresa, Aigab, Associazione italiana gestori affitti brevi, è scesa in piazza insieme a tanti proprietari della città con il vicepresidente nazionale Michele Ridolfo. «La verità - fa sapere Ridolfo - è che l’ultimo report del Centro studi Aigab evidenzia che solo il 4,5% del totale degli immobili di Firenze è promosso online con finalità di affitti brevi, che hanno portato negli ultimi 12 mesi un contributo di circa 439milioni Gbv (valore delle prenotazioni) sul territorio. L’indotto dei soli viaggiatori che dormono nelle case online è stimato in circa 1,7 miliardi di euro e circa il 75% del Pil prodotto, pari a circa 1,6 miliardi, è consumato sul suolo cittadino. A Firenze restano anche circa 260 milioni di Iva e quasi 50 milioni di cedolare secca, oltre all’imposta di soggiorno versata al Comune».

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