Immobili e fisco

Affitti brevi, dal centro di Roma al lago di Garda annunci al setaccio per stanare gli illeciti

Case vacanza fantasma e strutture non autorizzate tra le violazioni scoperte

di Marco Mobili e Giovanni Parente

Fontana di Trevi.

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

«C’è tutto un mondo intorno» cantavano i Matia Bazar. Intorno agli annunci sugli affitti brevi c’è un mondo in cui il nero dell’evasione o dell’abusivismo finisce a volte per colorarsi addirittura dei connotati della truffa. Dalle operazioni per il Giubileo a Roma a quelle dei comandi provinciali nelle altre province d’Italia (da Nord a Sud), la Guardia di Finanza tiene sotto controllo il business delle locazioni non superiori a 30 giorni. Business che la spinta turistica sull’Italia nel periodo post Covid sta facendo progressivamente dilatare e in cui, oltre alla stragrande maggioranza di operatori regolari e rispettosi delle regole, si cela anche qualche malintenzionato che punta ad arricchirsi ai danni di viaggiatori ed Erario.

Non solo violazioni fiscali

Il bilancio delle operazioni concluse nell’ultimo anno lo dimostra. A fine febbraio le Fiamme gialle di Brescia hanno reso noto l’esito di un intervento capillare su tutto il territorio provinciale, che ha abbracciato il capoluogo di provincia, il lago di Garda e le località montane. In tutto 32 controlli che hanno fatto emergere oltre 750mila euro sottratti a tassazione, sette evasori totali e 13 violazioni delle norme regionali sulle case vacanza. Le verifiche effettuate hanno riguardato anche l’utilizzo di forza lavoro non regolarizzata, il rispetto delle norme sulla sicurezza delle strutture e degli obblighi di comunicazione degli ospiti.

Loading...

Scenario non molto diverso da quello scoperto dalla tenenza di Tione di Trento. Partendo da annunci pubblicati online e sui social network con prezzi troppo bassi per le località e per il periodo dell’anno, sono scattati approfondimenti anche attraverso sopralluoghi in una serie di località turistiche di Valli Giudicarie, Val Rendena e Valle del Chiese. Risultato? Sono stati individuati 16 contribuenti che in cinque anni avevano totalizzato 470mila euro di redditi non dichiarati da affitti.

Le case vacanze di lusso

Anche le case vacanze di lusso non sfuggono all’evasione. Il comando provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo, nelle indagini dirette dalla Procura di Firenze, hanno eseguito perquisizioni e un decreto di sequestro preventivo di beni finalizzato alla confisca, emesso dal Gip del Tribunale del capoluogo regionale, per oltre 7,4 milioni di euro, nei confronti dell’amministratore di una società esterovestita (formalmente con sede nel Regno Unito ma di fatto operante in Italia) in totale evasione di imposte, nell’intermediazione di locazioni turistiche di lusso.

Gli annunci «trappola»

A volte, poi, le case vacanza sono fantasma non solo per il fisco, ma in assoluto. Lo dimostra l’operazione condotta dalla compagnia di Velletri e coordinata dalla Procura locale che ha fatto emergere una truffa da oltre un milione di euro. Tutto si basava sulla pubblicazione su siti e piattaforme online di annunci relativi ad appartamenti per locazioni brevi e camere in bed e breakfast a Roma. Ma si trattava di immobili che non erano nella disponibilità degli inserzionisti. Una volta effettuati i pagamenti tramite carta di credito, le somme confluivano sui conti correnti di una società creata appositamente per raccogliere i proventi della truffa. Da qui, il denaro veniva rapidamente trasferito, attraverso bonifici, a ulteriori società riconducibili al gruppo, alcune delle quali con sede anche all’estero. Le attività investigative hanno portato anche al sequestro preventivo di oltre 145mila euro, scoperti sui conti della società destinataria dei versamenti.

Le operazioni durante il Giubileo

Ma c’è anche un problema di esercizio abusivo di attività turistico ricettiva. Tra le operazioni messe in atto durante il Giubileo a Roma è stato anche individuato nei pressi della Fontana di Trevi un albergo completamente abusivo, sviluppato su cinque piani di un immobile. Una struttura senza alcuna autorizzazione che poteva contare su 35 stanze e 85 posti letto. In realtà, a ciascuno dei piani dello stabile, che agli occhi dei potenziali avventori aveva tutta l’apparenza di un hotel, corrispondeva una diversa partita Iva di affittacamere. Proprio a seguito degli approfondimenti del Comando provinciale delle Fiamme gialle della Capitale, il titolare della struttura ha avviato l’iter per regolarizzare la propria posizione.

Più in generale, però, i controlli intensificati su strutture ricettive nei giorni caldi dell’extra (oltre a quello del Giubileo) afflusso di fedeli a Roma in occasione del conclave per la scelta del nuovo pontefice hanno fatto emergere irregolarità amministrative nei confronti di oltre 100 soggetti, ai quali sono state comminate sanzioni pecuniarie per oltre 500mila euro.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti