Immobili

Affitti brevi nel 2025: un locatore su quattro userà la casa per sé

Secondo Italianway, oltre 600mila notti su 2,1 milioni sono state opzionate dal proprietario. Pesa l’incertezza sull’economia

di Cristiano Dell'Oste

3' di lettura

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Sarà per l’esigenza di ridurre le spese, sarà per le nubi che si addensano sull’economia nella guerra dei dazi. Fatto sta che quest’anno è in crescita il numero dei proprietari che hanno case destinate all’affitto breve e hanno opzionato per sé periodi più o meno lunghi in alta stagione. Il trend è fotografato da un’analisi per Il Sole 24 Ore del centro studi di Italianway. Su 2,1 milioni di notti disponibili nelle 7mila case gestite dal network, ce ne sono quasi 600mila che – ad oggi – sono state bloccate dagli stessi locatori (per sé o per familiari e amici).

In un mercato fortemente caratterizzato dalla proprietà diffusa, Italianway calcola che nel 2025 un quarto degli host – cioè i proprietari di alloggi destinati all’affitto breve – sceglierà una vacanza nella seconda casa di famiglia. A maggior ragione se posizionata fuori dalle zone turistiche più battute. È un elemento interessante, che offre uno spaccato inedito su un fenomeno spesso difficile da inquadrare correttamente.

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«Le unità in affitto breve spesso vengono considerate come case tolte dal mercato della locazione lungo termine, come se le due soluzioni si potessero equiparare, ma non è così», spiega Marco Celani, amministratore delegato di Italianway. «Quello che stiamo notando – prosegue – è che sta aumentando moltissimo l’utilizzo diretto da parte dei proprietari, anche in questi ponti di primavera, che è un periodo in cui di solito la messa a reddito è molto alta, penso alla Toscana o alla Liguria e alle grandi città. In alcuni casi può essere dipeso anche dal maltempo, però c’è una motivazione più generalizzata e profonda».

FORMULE A CONFRONTO

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Il 2025 difficile

Le spiegazioni probabilmente sono due. Da un lato, c’è la situazione delle famiglie italiane che, per una difficoltà economica reale o per semplice prudenza di fronte all’incertezza, scelgono di ridurre il budget destinato ai viaggi e puntano sulle vacanze “domestiche”. Dall’altro lato, c’è qualche rallentamento che arriva dalle prenotazioni e potrebbe aver indotto alcuni locatori ad adattarsi in vista di una stagione turistica che non si preannuncia esaltante. Commenta ancora Celani: «Probabilmente quest’anno ci sarà più turbolenza, dopo un 2024 che già era stato meno brillante del 2023».

Il fenomeno più evidente secondo i dati di Italianway è la crisi della Germania. «I tedeschi non stanno prenotando vacanze a lungo raggio e stanno aspettando l’ultimo momento per il tradizionale viaggio in auto», osserva ancora Celani. Il dollaro debole rende invece più care le prenotazioni non solo dagli Stati Uniti – il cui saldo a marzo e aprile segna -1% su base annua – ma anche dall’Asia e dal Sud America, aree in cui il dollaro è usato come valuta internazionale. Ci sono anche fenomeni curiosi: alcuni viaggiatori americani chiedono di pagare adesso, con largo anticipo, per evitare ulteriori svalutazioni del biglietto verde rispetto all’euro, e c’è un piccolo boom di canadesi in fuga dagli States (+23% di notti prenotate in queste settimane su base annua).

Le scelte dei proprietari

In uno scenario così complicato, non è difficile capire perché sia in aumento l’utilizzo diretto da parte dei locatori. Questa tendenza, però, racconta anche qualcosa in più di un mercato in cui le abitazioni destinate esclusivamente alla locazione breve sono meno numerose di quanto si creda.

«Le abitazioni del nostro network rientrano in due grandi categorie – osserva ancora Celani –. Ci sono le seconde case che nascono come tali e sono sempre state usate in parte dal proprietario. E poi ci sono le case di città, spesso ereditate o usate da una famiglia che poi si è trasferita in un’altra dimora: metà di questi alloggi sono messi a reddito con la formula short term, mentre l’altra metà è comunque usata per periodi più o meno lunghi dal locatore o magari dai suoi figli che vivono o lavorano lontano». Insomma, sarebbero solo gli alloggi dedicati interamente alla locazione breve quelli per i quali si pone davvero l’alternativa con l’affitto lungo, con i consueti pro e contro. Negli altri casi, gli annunci online – gestiti tramite un operatore o con il fai-da-te – servono a garantire un utilizzo flessibile, a integrare il reddito familiare e a coprire le imposte e le spese, in un contesto in cui un numero crescente di famiglie si trova con immobili ereditati che non avrebbe avuto la forza economica di acquistare e che ora non vuole o non può vendere.


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