Accordo Ue su target clima, -90% di emissioni nocive al 2040 con flessibilità
Oggetto del negoziato tra i governi in vista del prossimo confronto col Parlamento era la proposta della Commissione europea
Dal nostro corrispondente Beda Romano
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BRUXELLES – Dopo un accesissimo negoziato diplomatico durato pressoché 24 ore, i ministri dell’ambiente hanno raggiunto mercoledì 5 novembre qui a Bruxelles un compromesso sugli obiettivi climatici del 2040. L’intesa preparata dalla presidenza danese dell’Unione europea introduce vari elementi di flessibilità, pur lasciando inalterato il target principale: una riduzione delle emissioni nocive del 90% rispetto ai dati del 1990.
Oggetto del negoziato tra i governi in vista del prossimo confronto col Parlamento era una proposta della Commissione europea che prevede entro il 2040 una riduzione delle emissioni nocive del 90%, rispetto ai dati del 1990 (si veda Il Sole/24 Ore del 3 luglio). Per venire incontro ai paesi contrari ad obiettivi troppo gravosi, Bruxelles aveva previsto che un 3% del calo potesse essere ottenuto attraverso progetti ambientali in paesi terzi (i cosiddetti crediti internazionali).
Il compromesso prevede che il target del 90% di riduzione delle emissioni nocive sia «legalmente vincolante», come ha spiegato il ministro danese dell’ambiente Lars Aagaard. Come detto, la proposta della Commissione europea prevedeva il 3% di cosiddetti crediti internazionali. Questa percentuale è stata aumentata al 5%, nei fatti riducendo all’85% l’obiettivo a livello domestico.
Secondo le informazioni raccolte qui a Bruxelles a margine della riunione, hanno votato contro il compromesso tra gli altri l’Ungheria, la Polonia e la Slovacchia. Si sono astenuti il Belgio e la Bulgaria. «Sulla legge sul clima abbiamo ottenuto il sostegno dell’81,9% della popolazione e di 21 paesi», ha spiegato un portavoce della presidenza danese. L’accordo prevede una clausola di verifica della legislazione ogni cinque anni. Il ministro italiano dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha definito «buono» l’accordo. Sono state riconosciute «le istanze che portavamo avanti come Italia».
In particolare, secondo esponenti comunitari, il governo italiano ha ottenuto che nel preparare futura legislazione la Commissione europea tenga conto anche del ruolo dei carburanti biologici nella decarbonizzazione del settore automobilistico. A questo riguardo sappiamo che l’esecutivo comunitario dovrebbe pubblicare a breve proposte di aggiustamento del regolamento che impone la messa al bando dei veicoli termici dal 2035 in poi.









