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Accordo sul prezzo del pomodoro da industria per il Nord Italia

Prezzo di riferimento a 137 euro a tonnellata. Anicav: accordo difficile ma è prevalso il senso di responsabilità. Auspichiamo di recuperare il dialogo di filiera anche al Centro Sud. Confagricoltura Piacenza: molte le criticità rimaste aperte

di Redazione Food24

Aggiornato alle 16.30 del 30 marzo 2026

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Chiuso l’Accordo quadro per la campagna di trasformazione del pomodoro nel Bacino Nord Italia che prevede un prezzo medio di riferimento di 137 euro a tonnellata comprensivo di servizi e di premialità legate ai tempi di raccolta.

Secondo quanto riportato dall’Anicav, rappresenta un importante risultato a tutela e salvaguardia dell’equilibrio e della centralità della filiera del pomodoro da industria. :«È stata una trattativa molto complessa, ma nonostante le tensioni e le difficoltà che hanno caratterizzato la discussione, è prevalso il senso di responsabilità delle parti – dichiara Bruna Saviotti Coordinatrice del Comitato territoriale del Bacino Nord di Anicav –. L’Accordo mette al centro la qualità che da sempre caratterizza le nostre produzioni».

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«In un momento difficile come quello che stiamo vivendo e che vede il nostro comparto estremamente vulnerabile nello scenario competitivo internazionale, la coesione è l’unica risposta che può dare una filiera importante come quella del pomodoro da industria. - afferma Marco Serafini, presidente di Anicav –. Auspichiamo di recuperare il dialogo di filiera anche al Centro Sud al fine di giungere, anche in questo bacino, alla definizione di un Accordo. Il pomodoro da industria italiano è una realtà unitaria, che va letta e governata nella sua complessità, pur nel rispetto delle specificità che caratterizzano i due bacini di trasformazione».

«le valutazioni da fare sono di stretta convenienza economica: occorre decidere se conviene davvero realizzare il programmato o ridurre, nonostante le intenzioni di trapianto - precisa Confagricoltura Piacenza -. La chiusura dell’accordo si è resa necessaria per garantire una mappatura chiara delle superfici e consentire la programmazione delle attività di trapianto e raccolta». Ma il risultato «riflette un equilibrio contrattuale non favorevole alla parte agricola, anche alla luce della pressione produttiva che si è determinata nelle fasi precedenti alla trattativa». econdo Confagri, infatti, le difficoltà registrate in altri comparti hanno alimentato una previsione di incremento delle superfici investite a pomodoro da industria, elemento che ha inciso sul confronto negoziale, rafforzando la posizione della parte industriale.

«L’accordo raggiunto non soddisfa le imprese agricole né sul piano del prezzo né su quello delle condizioni qualitative - commenta il presidente di Confagricoltura Piacenza, Umberto Gorra - Ci troviamo di fronte a un risultato che risente di una pressione produttiva costruita anche sulle difficoltà di altri comparti e frutto di una fase iniziale in cui è mancato un adeguato coordinamento della parte agricola. In queste condizioni, questo era verosimilmente il punto di caduta possibile, ma resta un esito che evidenzia una debolezza della nostra capacità di incidere nella trattativa».

La sottoscrizione dell’accordo era comunque necessaria per garantire l’avvio della campagna, ma “ora è indispensabile che nella fase operativa si recuperi un coordinamento effettivo tra tutti i soggetti della filiera, a partire dalle Organizzazioni di Produttori”. Per Giovanni Lambertini, presidente della sezione di prodotto pomodoro da industria di Confagricoltura Piacenza e della federazione regionale, il prezzo di riferimento fissato a 13,40 euro al quintale “non è coerente neppure con l’andamento dei costi di produzione, che a causa delle incertezze geopolitiche restano su livelli elevati, il gasolio agricolo ha già subito rincari che vanno dal 40% al 50% e anche i fertilizzanti sono aumentati della stessa misura”.

Inoltre, le modifiche introdotte nelle tabelle qualitative risultano ulteriormente “penalizzanti per i produttori che potrebbero vedersi il prezzo al quintale immediatamente decurtato di altri 50 centesimi rispetto al prezzo di riferimento, oltre alle penalizzazioni applicabili in corso di campagna”.

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