L’anniversario

Saluti romani ad Acca Larentia, polemiche in politica. La Digos indaga

La Digos invierà una informativa ai magistrati di Roma in merito alla commemorazione davanti alla ex sede dell’Msi

di Nicola Barone

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I saluti romani in piazza, al grido «presente», per commemorare l’anniversario della strage di Acca Larentia, una delle pagine più tragiche degli anni di piombo a Roma, diventano un caso politico. «Roma, 7 gennaio 2024. E sembra il 1924. Presenteremo un’interrogazione al ministro Piantedosi, quel che è accaduto non è accettabile. Le organizzazioni neofasciste vanno sciolte, come dice la Costituzione». Così sui social la segretaria del Pd, Elly Schlein , postando le immagini dei saluti romani durante la commemorazione dei morti di Acca Larentia ieri a Roma. Di « una vergogna inaccettabile in una democrazia europea» parla il leader di Azione Carlo Calenda commentando le immagini dei saluti romani durante la commemorazione di Acca Larentia.

Saluti romani ad Acca Larentia, polemiche politiche e indagini della Digos

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La Digos invierà ai pm un’informativa

In merito alla commemorazione per i fatti di via Acca Larentia, davanti alla ex sede dell’Msi, la Digos invierà una informativa in Procura a Roma. Nell’incartamento verrà ricostruita la manifestazione dove sono stati fatti anche saluti romani tra centinaia di persone. L’informativa sarà messa a disposizione dei magistrati che dovranno valutare la formale apertura di un fascicolo di indagine.

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Tajani: la legge vieta l’apologia di fascismo

Dal governo il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani non manca di segnalare il suo disappunto. «Siamo una forza che certamente non è fascista, siamo antifascisti. Chi ha avuto un comportamento del genere certamente deve essere condannato da parte di tutti, come devono essere condannate tutte le manifestazioni di sostegno a dittature. C’è una legge che prevede che non si possa fare apologia di fascismo nel nostro Paese, è vietato dalla legge».

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Renzi: Meloni riuscirà a dire mezza parola?

«Sono scene inaccettabili e il fatto che queste scene siano ripetute nel corso degli anni non giustifica che nessuno faccia niente. Un mese fa il loggionista della Scala è stato identificato dalla Digos di Milano... Decidiamo a che gioco si gioca. Tolleranti verso chi fa apologia del fascismo e intolleranti con chi dice “Viva l’Italia antifascista”?». Per l’ex premier e leader di Italia viva Matteo Renzi «servirebbe molto che la presidente del Consiglio così sensibile sulle vicende di Ferragni, dicesse che si tratta di immagini sbagliate. Tra un post su Ferragni e una fondamentale discussione su Delmastro o i treni di Lollobrigida, riuscirà a dire mezza parole su questa scena? L’aspettiamo».

Costa (M5S): ci sia risposta politica e giudiziaria

Su tutta vicenda il vicepresidente della Camera, Sergio Costa, presenterà un esposto alla Procura di Roma. «Vedere la foto di quanto accaduto è sconvolgente. Occorre immediatamente che il governo prenda posizione e risponda in maniera forte e decisa. Accanto alla necessaria risposta politica ci sia quella giudiziaria: la Digos ha identificato chi alla Scala ha gridato “Viva l’Italia antifascista”. Dov’è ora? Ha identificato chi ha salutato in stile littorio? Immagino non sia difficile farlo anche partendo dalle immagini. Mi aspetto che chiunque abbia ruoli apicali faccia sentire forte la propria voce il prima possibile».

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Rampelli: sono cani sciolti, FdI non c’entra

«Sono persone di varia provenienza, cani sciolti, organizzazioni extraparlamentari. Non hanno niente a che vedere con FdI» dice il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli , di Fratelli d’Italia. «Noi facciamo la nostra celebrazione ufficiale e poi andiamo via», e anche quest’anno «Fratelli d’Italia si è presentata la mattina, ha deposto tre cuscini sui luoghi dove sono caduti i tre ragazzi. I giovani di FdI, il pomeriggio, organizzano invece una celebrazione al Parco della Rimembranza», spiega Rampelli. Quest’ultima manifestazione viene organizzata in un altro luogo proprio per evitare di andare ad Acca Larentia, «dove ogni anno succede la stessa cosa, anche se l’anno scorso non ci sono stati interrogazioni parlamentari».

Le due diverse manifestazioni

Partita con le più buone intenzioni di una commemorazione bipartisan la giornata dell’anniversario della strage di Acca Larentia è finita tra le polemiche. Tutto per l’iniziativa di alcuni militanti di destra che, come da tradizione, hanno commemorato con saluti fascisti e «presente» i tre militanti del Fronte della Gioventù Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni, uccisi a Roma il 7 gennaio 1978 davanti alla sede del Msi. Una cerimonia, quella con i saluti romani, avvenuta dopo e in un altro luogo rispetto a quella istituzionale a cui hanno partecipato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e l’assessore alla Cultura Miguel Gotor per il Campidoglio che hanno deposto due corone di alloro, alla presenza tra gli altri del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli. La vicinanza spazio-temporale dei due eventi, la prima, quella istituzionale, nel piazzale dove c’è la targa delle tre vittime e la seconda davanti alla ex sede del Msi, ha però innescato la polemica, con il Pd di Roma e Più Europa che hanno sollecitato il presidente Rocca e la premier Giorgia Meloni a prendere le distanze.

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