A pedestrian walks past an SFR mobile phone store, operated by SFR SA, a unit of Vivendi SA, in Rodez, France, on Sunday, April 6, 2014. Vivendi SA agreed to sell its French phone unit SFR to Altice SA in a deal valued at more than 17 billion euros ($23 billion), rejecting a sweetened government-backed offer from Bouygues SA. Photographer: Balint Porneczi/Bloomberg via Getty Images Bloomberg via Getty Images
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Direzioni opposte alla Borsa di Parigi (CAC 40) per Bouygues e Orange dopo l’accordo per l’acquisizione di Sfr siglato nel fine settimana. Bouyues Telecom, Orange e Iliad-Free (non quotata) hanno raggiunto un'intesa con Altice France per acquisire Sfr in un’operazione da 20,35 miliardi di euro, che ridisegna il panorama delle tlc in Francia. In base al memorandum, Bouygues sosterrà il 42% del prezzo, Iliad il 31% e Orange il 27%. Il prezzo della transazione sarà soggetto ad aggiustamenti contabili, incluso un potenziale pagamento di earn-out fino a 650 milioni. Gli aggiustamenti terranno conto anche dell'esatto ammontare del debito netto alla chiusura dell'acquisizione e del rispetto da parte del venditore degli impegni finanziari e normativi fino a quella data.
Nell'ottobre 2025, Altice France ha respinto un'offerta iniziale da parte dei tre gruppi, che valutava Sfr 17 miliardi di euro, debito incluso. Nell’ambito del protocollo di accordo sono state concordate anche penali di recesso, comprese tra 100 milioni e 2 miliardi di euro. L'operazione comprende la maggior parte degli asset di Altice France. Il ramo B2C, che comprende la telefonia mobile di Sfr per i privati, sarà condiviso tra Bouygues Telecom, Iliad e Orange, mentre il ramo B2B sarà rilevato da Bouygues Telecom. Altri asset e risorse, tra cui infrastrutture e frequenze, saranno condivisi tra Bouygues Telecom, Iliad e Orange, ad eccezione della rete mobile di Sfr nelle aree scarsamente popolate, che sarà rilevata da Bouygues Telecom.
Loading...
Le partecipazioni detenute da Bouygues Telecom, Iliad e Orange rappresenterebbero, rispettivamente, il 52%, il 27% e il 21% dei ricavi degli asset coinvolti nella transazione e il 42%, il 33% e il 24% del loro Ebitdaal. Lo scorso anno, questi asset hanno generato ricavi per 8 miliardi di euro e un Ebitdaal di 2,6 miliardi. Orange ha indicato nel proprio comunicato stampa che le sinergie di costo attese dall'operazione supereranno 500 milioni di euro all'anno cinque anni dopo la finalizzazione dell’operazione, principalmente grazie all'ottimizzazione delle infrastrutture, della rete e degli asset di distribuzione. Pertanto, una volta realizzate queste sinergie, l'Ebitdaal dell'attività acquisita rappresenterà un contributo positivo di circa 900 milioni di euro all'anno per i bilanci di Orange France.
Integrazione e tempistiche dell'operazione
«I costi di integrazione stimati saranno ripartiti su cinque anni per un totale di 1,3 miliardi di euro», ha aggiunto il gruppo. L'ex France Télécom prevede di finanziare l'operazione con debito e ribadisce la sua ambizione di mantenere un rapporto debito netto/Ebitdaal per le sue attività di telecomunicazioni intorno a 2 nel medio termine. Orange ha inoltre confermato la propria politica di allocazione del capitale, con un graduale aumento del dividendo fino a raggiungere una soglia minima di 0,85 euro per azione per il dividendo del 2029, a titolo dell’esercizio 2028. Da parte sua, Bouygues Telecom prevede sinergie di costo pari a circa 1 miliardo di euro all'anno, il cui pieno effetto è atteso nel 2034, a causa dei tempi di integrazione del business B2B di SFR. I costi di integrazione relativi all'operazione sono stimati tra i 3,5 e i 4 miliardi di euro per Bouygues Telecom, che prevede di finanziarli tramite un prestito bancario interamente garantito da parte di banche partner.
La suddivisione di Sfr tra Bouygues Telecom, Free-Groupe Iliad e Orange, che ridurrebbe a tre il numero di operatori di telecomunicazioni in Francia, offre diversi vantaggi, secondo i membri del consorzio. Innanzitutto consente loro di aumentare gli investimenti nella resilienza delle reti ad altissima velocità, nella sicurezza informatica e nell'innovazione e nelle nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale. Bouygues Telecom, Iliad e Orange sperano inoltre di consolidare il controllo delle infrastrutture strategiche del Paese e di preservare un ecosistema competitivo a beneficio dei consumatori.
Loading...
I tre gruppi precisano che è in corso una fase di consultazione con i rappresentanti dei lavoratori delle aziende coinvolte, «al fine di condurre un dialogo responsabile e costruttivo» e garantire il successo dell'operazione per tutte le parti. L'operazione dovrà inoltre ottenere l'approvazione delle autorità competenti, in particolare per quanto riguarda il controllo delle concentrazioni. La firma della documentazione legale definitiva è prevista per la seconda metà di quest'anno, mentre il perfezionamento della transazione potrebbe avvenire nella seconda metà del 2027.
I pareri degli analisti
In una nota ai propri clienti, JPMorgan ha accolto con favore l'entità delle sinergie previste dagli acquirenti di SFR e ha alzato il suo target price per le azioni Orange da 21 a 21,80 euro e quello per le azioni Bouygues da 62 a 73 euro. L'intermediario finanziario ha confermato la raccomandazione "overweight" su entrambi i titoli. Per Oddo Bhf, la principale sorpresa positiva riguarda le sinergie, ora stimate in 2 miliardi di euro all'anno tra spese operative e in conto capitale, rispetto a 1,5 miliardi di euro nelle precedenti ipotesi. Le sinergie verrebbero ripartite per il 50% a Bouygues Telecom e il 25% ciascuna tra Orange e Iliad. Tuttavia, fanno notare gli analisti, l'annuncio di sinergie non garantisce la loro effettiva realizzazione.
Inoltre, Bouygues Telecom prevede di realizzare il 70% dei benefici entro il 2032 e l'intero importo entro il 2034. «Al contrario, i costi di integrazione sembrano significativamente più elevati del previsto. Secondo le nostre stime, raggiungerebbero quasi 6,5 miliardi di euro, ovvero circa tre volte l'ammontare delle sinergie annuali, rispetto a un rapporto generalmente vicino a 1,5x nelle fusioni e acquisizioni del settore. La loro ripartizione sarebbe del 42% per Bouygues Telecom, del 30% per Iliad e del 28% per Orange», spiega Oddo-Bhf.
Dopo quasi vent’anni di rapporti difficili, Bolivia e Stati Uniti tornano a collaborare nella lotta al narcotraffico. Un accordo che segna una svolta nelle relazioni tra i due Paesi e che potrebbe ridisegnare...