Lusso

A Gubbio nascono le famose camicie a «righine» di Re Carlo III

Turnbull&Asser, storico marchio britannico e sarto di fiducia del sovrano, ha nominato lo stilista Roberto Menichetti, ex Burberry, come direttore creativo

di Simone Filippetti

Turnbull&Asser website 2025

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Lungo Jermyn Street, la via dell’abbigliamento per uomini a Londra, proprio sotto Piccadilly, un’insegna bianca e una vetrina d’altri tempi all’angolo con Bury Street sono un punto di riferimento per ogni gentiluomo che si rispetti: è il negozio di Turnbull&Asser. Le sue camice a “righine” sottili, in colori pastello, come la classicissima Westminster, sono da sempre le preferite da Re Carlo III: sono i fornitori ufficiali del sovrano, inclusa la camicia cucita apposta per l’incoronazione, fin da quando era ancora solo Principe, non foss’altro perché il negozio gode di una “licenza reale” di shirtmakers, sarti di camice su misura, concessa proprio dall’allora Principe di Galles nel 1980. Ha anche vestito vari James Bond nei decenni della saga cinematrografica.

La casa londinese, un pezzo di storia della Gran Bretagna, ha appena nominato l’eugubino Roberto Menichetti, stilista di grande esperienza, come direttore creativo. Nel suo nuovo ruolo, Menichetti supervisionerà l’intera direzione creativa del marchio, inclusi camiceria su misura, sartoria, capispalla e accessori, ha annunciato in un comunicato ufficiale il camiciaio britannico, con una storia di 140 anni alle spalle e un programma di rilancio per il futuro.

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Da San Francesco a Burberry

Il prestigioso quotidiano britannico The Times è addirittura volato fino a Gubbio per incontrare lo stilista incaricato di portare a nuova vita un blasone del paese. D’altronde, Menichetti è una vecchia conoscenza della Gran Bretagna e ha già alle spalle una storia di rilancio, proprio a Londra. Giovanissimo, nel 1998, fu nominato direttore creativo di Burberry, il marchio inglese per eccellenza ma all’epoca in profonda crisi: riportò la casa britannica allo splendore tanto che nel 2002 l’azienda si quotò alla Borsa di Londra a 1,12 miliardi di £ di capitalizzazione e da lì iniziò la grande cavalcata di Burberry come marchio globale del lusso.

Nato negli Stati Uniti, da una famiglia umbra, e cresciuto nella città famosa per San Francesco e il Lupo, Menichetti si è formato a Parigi con Claude Montana prima di entrare a far parte del Gruppo GFT e in seguito di Jil Sander, dove si è affermato per le sue linee pure e minimaliste e ha lanciato la collezione di abbigliamento maschile della maison. Dopo Burberry, ha disegnato delle collezioni per Celine e Belstaff.

La famiglia Al Fayed

Da quasi 40 anni, la sartoria britannica è di proprietà di Ali Fayed, il fratello minore del più famoso Mohammed Al Fayed, l’ex proprietario dei grandi magazzini Harrods, e padre di Dodi, il compagno di Lady Diana, entrambi morti in un incidente d’auto a Parigi nel 1997. Il medesimo Mohammed, dopo aver venduto Harrods al fondo sovrano del Qatar, è scomparso un paio di anni da.

Ali si è invece dimesso da amministratore di Turnbull&Asser la scorsa estate a causa dello scandalo che aveva coinvolto proprio suo fratello. Nell’ultimo anno di bilancio disponibile, il fatturato del marchio è stato superiore ai 9 milioni di sterline, con un utile lordo di quasi 6 milioni.

A Gubbio, un polo dell’alta manifattura

La nomina di Menichetti è la ciliegina sulla torta di un 2025 che ha visto la città turistica di Gubbio imporsi sulla scena industriale d’Italia come un polo di manifattura per i grandi marchi mondiali del lusso: oltre all’ultimo arrivato Turnbull&Asser, che localizzerà in Italia la Ricerca e Sviluppo mantenendo la produzione nel Gloucestershire, nel centro umbro lavorano i creativi di TiStyle.it, di Tiziana Crociani, ci sono gli stabilimenti delle Sorelle Saldi (che producono il celebre cappotto Teddy Coat di Max Mara); il re del cashmere Brunello Cucinelli, in questi giorni in tutti i cinema d’Italia con il suo film autobiografico, sta costruendo sempre a Gubbio un maglificio (dopo aver rilevato la manifattura Sartoria Eugubina) e infine Prada ha annunciato l’apertura di uno stabilimento ex novo.

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