Just Transition Fund

A gennaio le graduatorie per le bonifiche nel Sulcis. Più in ritardo il piano di Taranto

di Davide Madeddu

La miniera di Masua, nel comune di Iglesias, dismessa qualche anno fa

2' di lettura

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All’orizzonte qualcosa comincia a muoversi, anche se ancora, il fondo europeo per la transizione equa (Just transition fund) nel Sulcis e a Taranto viaggia a passo lento e la dote da più di un miliardo di euro resta ancora tutta da spendere.

In questa gara contro il tempo il Sulcis è poco più avanti rispetto alla Puglia. Proprio in Sardegna, entro gennaio potranno vedersi alcuni sviluppi relativi al piano su cui si lavora da alcuni anni. Il quadro, in cui emergono ritardi e lungaggini burocratiche, è stato disegnato nel corso della riunione del Comitato di sorveglianza sullo stato del Jtf che si è svolta nei giorni scorsi a Iglesias.

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Da spendere, complessivamente, c’è più di un miliardo di euro: 367 milioni per il Sulcis e 800 milioni per Taranto. E ora si cerca di recuperare il tempo perso.

Sulcis: a gennaio le prime graduatorie

«A gennaio sarà pubblicata la graduatoria relativa ai bandi con i dieci progetti di bonifica ambientale delle aree inquinate» nelle ex aree minerarie dice Pietro Morittu, sindaco di Carbonia. Si tratta di interventi per il risanamento di siti in cui è presente un’alta concentrazione di materiali contaminanti provenienti dai residui di lavorazioni minerarie della prima metà del 1900. Per sostenere i bandi sono stati stanziati, e dovranno quindi essere spesi, 145 milioni di euro. Con le graduatorie si potranno conoscere gli importi assegnati a ciascun progetto.

Energia rinnovabile

Il secondo aspetto riguarda le Comunità energetiche. «A partire dal nuovo anno - prosegue Morittu - saranno predisposti i bandi cui potranno partecipare le amministrazioni. È chiaro che sarà necessario velocizzare progettazione e interventi per rispettare le date, anche se su qualche progetto potrebbe esserci uno spostamento delle scadenze al 2029». A dover fare i conti con lungaggini e burocrazia sono soprattutto i piccoli comuni. Non a caso, come sottolineato da Michele Palma, capo del Dipartimento per le politiche di coesione, «Invitalia è stata messa a disposizione dei piccoli Comuni per fare i bandi». Un supporto che dovrebbe consentire il rispetto delle scadenze al 2026.

Il piano operativo di Taranto

Differenti le date che riguardano Taranto. La Regione Puglia ha annunciato la chiusura del programma operativo entro fine mese, azione, questa, che precede gli avvisi pubblici per iniziare ad impegnare gli oltre 800 milioni della dotazione Jtf. Secondo il sindaco, Rinaldo Melucci «presto si potranno impegnare gli acconti ricevuti, poi bisognerà correre e confidare che la burocrazia ordinaria ci consenta di raggiungere l’obiettivo della spesa al 70% entro il 2026 e del restante 30% entro il 2029, salvo rimodulazioni centrali del programma».

Finalmente, dunque, come sottolineato da Willibrordus Sluijters, capo unità della Dg Regio della Commissione europea, tutto è pronto per partire con la realizzazione concreta dei progetti. Il primo obiettivo è spendere la quota finanziata con il Pnrr entro la fine del 2026, mentre per quella finanziata dal Fondo europeo di sviluppo regionale c’è qualche anno in più. Si tratta di una sfida per i territori e le amministrazioni che dovranno procedere a ritmo spedito per rispettare la tempistica.

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