Chiesa Anglicana

A Canterbury arriva il primo Arcivescovo donna della storia

Sara Mullally, attuale vescovo di Londra, sale al più alto gradino della Church of England. Polemiche su tempi e modi dopo lo scandalo del predecessore Welby

di Simone Filippetti

Il nuovo Arcivescovo di Canterbury, Sarah Mullally. (Reuters/Toby Melville)

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Dopo mezzo millennio dallo scisma del Re Enrico VIII, che si separò dalla Chiesa di Roma, un altro terremoto scuote il mondo cristiano: la chiesa anglicana ha nominato il primo arcivescovo donna della sua storia secolare (iniziata nel 1535): si chiama Sarah Mullally.

Dai tempi del sovrano Tudor, la chiesa inglese è sotto il controllo del monarca, ma l’arcivescovo di Canterbury, città del Kent sede della principale cattedrale del paese, è di fatto il capo spirituale, l’equivalente del Papa per i cattolici. Per scegliere il nuovo “pontefice” britannico c’è voluto quasi un anno: i tempi e i modi hanno sollevato varie polemiche.

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Erede di Sant’Agostino

Sullo scranno che fu del romano Sant’Agostino, monaco di Sant’Andrea inviato da Papa Gregorio a ri-convertire l’lnghilterra pagana degli Anglo-Sassoni, venerdì mattina, dopo 105 uomini consecutivi, è stata nominata Mullally, attuale vescovo di Londra. La 63enne primo vescovo donna dovrà affrontare serie sfide, la più grave è l’inarresrtabile islamizzazione del paese, di cui l’attentato alla sinagoga di Manchester di ieri è un esempio lampante. Dovrà anche affrontare la preoccupazione che i leader della Chiesa non abbiano fatto abbastanza per sradicare gli scandali di abusi sessuali che perseguitano la Chiesa da oltre un decennio. Proprio per accuse di pedofilia, si era dovuto dimettere il precedente arcivescovo, Justin Welby, lasciando una sede vacante per 11 mesi: il fatto che ci sia voluto quasi un anno per scegliere il successore, dimostra la crisi profonda, di identità, in seno alla Church of England.

Le prime donne sacerdote

La nomina di una donna a questo incarico rappresenta un traguardo importante per una Chiesa che ha ordinato le sue prime donne sacerdotesse nel 1994 e il suo primo vescovo donna nel 2015. “Il nuovo arcivescovo dovrà affrontare un calo della frequenza in chiesa, strutture amministrative gonfie e litigi tra i sacerdoti su cosa la gente faccia in camera da letto”, ha dichiarato alla Press Association britannica Andrew Graystone, un sostenitore delle vittime di abusi nella chiesa. “Ma la sfida più grande per il nuovo arcivescovo è ripristinare la fiducia dopo un decennio di scandali di abusi”.

Sebbene la scelta del nuovo arcivescovo sarà effettuata in Inghilterra e ratificata da Re Carlo III, avrà ripercussioni in tutto il mondo. La Comunione Anglicana conta oltre 85 milioni di fedeli distribuiti in 165 paesi, tra cui la Chiesa Episcopale degli Stati Uniti. Sebbene ogni chiesa nazionale abbia un proprio leader, l’Arcivescovo di Canterbury è considerato il primo tra pari.

Un conclave infinito

Il processo per Mullally è stato una maratona di 11 mesi, presieduta da un comitato di circa 20 persone presieduto dall’ex direttore generale dell’MI5, l’agenzia di spionaggio interna britannica. “Almeno nelle ultime occasioni, un nuovo papa è stato selezionato con grande rapidità, ma per selezionare l’Arcivescovo di Canterbury, che non è esattamente equivalente ma che molti potrebbero considerare una posizione relativamente equivalente, ci vogliono mesi”, ha affermato George Gross, esperto di monarchia e pensiero religioso moderno al King’s College di Londra.

Ma non è stato un processo trasparente: non c’era una rosa di candidati, né è stato effettuato un voto aperto. Si è trattato piuttosto di un lento processo di indagine tra vari gruppi di interesse per capire quale degli attuali vescovi sarebbe stato in grado di guidare la Chiesa verso il futuro.

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