In Svizzera

Zurich Art Weekend: da musei, gallerie e spazi-no-profit offerta di qualità

La città attrae con 65 mostre e 150 eventi in circa 70 luoghi un largo pubblico di visitatori e collezionisti

di Silvia Anna Barrilà

La bandiera dello Zurich Art Weekend 2026. Fotografia di Flavio Leone

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Nel weekend in cui la Svizzera ha scelto la pluralità e ha votato no alla proposta del partito di destra nazionalista Unione Democratica di Centro di porre un tetto massimo di dieci milioni di persone alla popolazione residente, Zurigo ha mostrato la vivacità e la qualità della sua scena artistica e culturale. Dal 12 al 14 giugno si è svolta la nona edizione dello Zurich Art Weekend, una manifestazione che raccoglie più di 65 mostre e 150 eventi in circa 70 luoghi della città, tra cui non solo gallerie, ma anche istituzioni e spazi non-profit.
Zurigo, infatti, è una città che può vantare importanti musei come il Kunsthaus, che in questo momento dedica una grande mostra di riscoperta alla scultrice di origini venezuelane Marisol (1930–2016), ma anche numerosissimi spazi alternativi per l’arte emergente, e un forte mercato dell’arte, con gallerie e case d’aste che si sostengono grazie alla ricchezza della città e del collezionismo.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

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La mostra di Rosa Barba al Museum Haus Konstruktiv in occasione dello Zurich Art Prize 2026

La mostra di Rosa Barba

Il weekend dell’arte ogni anno riesce ad attrarre 45 mila visitatori, con una notevole presenza internazionale grazie alla scelta strategica di occupare la data a ridosso di Art Basel. Le mostre in città sono prevalentemente personali, che permettono di approfondire l’opera di artisti sia emergenti che storicizzati. Tra quelli di cui si è parlato di più c’è l’italiana di base in Germania Rosa Barba, che ha una mostra personale al museo Haus Konstruktiv, all’interno dell’area ex-industriale del Löwenbräukunst Areal, per aver vinto il 19° Zurich Art Prize 2026, assegnato dal museo in cooperazione con Zurich Insurance Company Ltd. L’artista, che è rappresentata dalla galleria italiana Vistamare e da Esther Schipper a Berlino (prezzi non dichiarati), è stata celebrata anche con il lancio di una nuova pubblicazione presso Phaidon e con un evento organizzato dai collezionisti Bilge e Haro Cumbusyan, specializzati in video arte e media art, nella loro villa modernista.

Nosik Lim, mostra “Things that hold” presso sothu Zurich, fotografie di Sabina Bösch, Courtesy sothu

Le mostre al Löwenbräukunst Areal

Nella casa di Peter Fischli, invece, c’è un temporary space della galleria americana Reena Spaulings, che quest’anno non partecipa ad Art Basel ed è a Zurigo fino al 21 giugno con opere concettuali di artisti come Klara Liden, Nora Schultz, Henrik Olesen (prezzi da 6.500 a 75 mila dollari). Di quest’ultimo, in particolare, artista danese, classe 1967, che in Italia è rappresentato da Noero, c’è una scultura di coccodrillo che rimanda alla sua personale alla Kunsthalle Zürich, sempre nel Löwenbräukunst Areal (75 mila dollari), la prima nella città svizzera da due decenni a questa parte. Il vicino museo Migros espone, invece, il fotografo franco-algerino Mohamed Bourouissa, classe 1978, che è già molto apprezzato in Francia e non solo (è rappresentato da Mennour e Blum & Poe). Di fianco, il Swiss Institute festeggia i suoi 40 anni di attività riallestendo la storica mostra “Regift”, con 50 artisti che riflettono sul tema dello scambio e del valore nell’arte contemporanea. Per l’occasione, alcune opere sono state donate dagli artisti all’istituto e vengono vendute tramite Hauser & Wirth, per raccogliere fondi per il futuro dell’istituzione.
Quest’ultima galleria ha in mostra il pittore afroamericano Henry Taylor (in questo momento anche al Musée Picasso), l’artista post-internet Avery Singer, mentre nella sede sull’elegante Bahnhofstrasse celebra della scultrice polacca Alina Szapocznikow in occasione del centenario (1926-1973).

Marisol, La visita (Der Besuch), 1964, Museum Ludwig, Inv.-Nr. ML 01095, Gruppe (4-figurig), Holz, Gips, Leder und andere Materialien, 152,5 x 226 cm

Le donne nei musei

Per farlo, espone un’opera per ogni anno di creazione dell’artista, per valorizzare la sua produzione a 360 gradi, dalle sculture degli anni 50 alle opere più tarde, di là delle “lampade” – sculture luminose in resina con calchi di parti del corpo dell’artista – che sono già molto note e apprezzate dai collezionisti (ce ne sono due in mostra da 800 mila e 850 mila euro). “Il suo successo è, soprattutto, europeo, legato alla sua storia, ma ora sta crescendo il mercato e l’interesse anche negli Usa” ha spiegato Madeline Warren, Senior Director & Partner presso Hauser & Wirth, “da quando la rappresentiamo, dal 2018, molte più opere sono state offerte all’asta e hanno generato competizione tra i collezionisti. Negli anni 60 era apprezzata da artisti come Duchamp e Max Ernst; dopo la sua morte il lascito è stato portato avanti dal figlio, ma la riscoperta è avvenuta nel nuovo millennio grazie a Gisela Capitain e Galerie Loevenbruck, a cui è seguita la mostra al MoMA nel 2012. Le opere in mostra provengono tutte dall’archivio dell’artista, che lavora con Loevenbruck, dove pure c’è un’esposizione in questo momento”. I prezzi vanno da 300 mila fino a superare i 3 milioni di euro, ma le opere su carta partono anche da 30 mila. In Italia il mercato non è così sviluppato, ma Intesa Sanpaolo ha un’importante scultura in collezione.

Ha inaugurato in questi giorni anche un’altra mostra museale dedicata ad un’artista da rivalutare, questa volta italiana, Mariuccia Secol, al Muzeum Susch in Engadina, fondato dall’imprenditrice e collezionista polacca Grażyna Kulczyk, con opere che testimoniano anche la sua attività con il Gruppo Femminista Immagine di Varese e le pratiche collaborative e femministe sviluppate a partire dagli anni Settanta (i prezzi vanno da 5 mila a 50 mila euro).

Mohamed Bourouissa, Alyssia, 2022, courtesy of the artist and Galerie Mennour. ©

Le gallerie

Altre gallerie, in occasione del weekend dell’arte di Zurigo, hanno puntato su artisti svizzeri, come Valentin Carron da Eva Presenhuber e Marc Bauer da Peter Kilchmann (6 mila-40 mila franchi), entrambi nella zona del Maag Areal, mentre sulla Rämistrasse – altra via delle gallerie, che sale verso il Kunsthaus – Kilchmann ha esposto nuove animazioni di Francis Alÿs. Sulla stessa strada, Mai 36 ha allestito una mostra di Irma Blank che è stata molto apprezzata.

Una chicca da non perdere è la personale del coreano Nosik Lim da sothu, una galleria nascosta al terzo piano di un edificio residenziale, all’interno di un appartamento, in cui i dipinti, realizzati seguendo antiche tecniche della pittura orientale, sono come apparizioni che si delineano lentamente e circondano lo spettatore su tutte le pareti, da ci

Marc Bauer, mostra “Side by Side” presso Galerie Peter Kilchmann, Zurich, Switzerland, 2026, fotografia di Sebastian Schaub

ma a terra, a creare un ambiente immersivo (prezzi da 1.200 a 8.600 franchi).

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