Zontes 368G, come va lo scooter cinese per il fuoristrada
Lo Zontes 368G ha una dotazione completa ed è in grado di affrontare un viaggio, senza preoccuparsi di affrontare anche qualche strada bianca o un facile sterrato
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Gli scooter adventure sono uno dei trend più di successo degli ultimi anni: il filone inaugurato dall’Honda X-Adv 750 nel 2017, seguito poi dall’Adv 350 nel 2022, vede sempre più produttori presentarsi con un proprio modello. Tra questi la cinese Zontes è quella con la proposta più interessante: con il suo 368G (6.500 euro) s’inserisce nel segmento con una filosofia basata su un rapporto qualità-prezzo molto aggressivo e una dotazione tecnologica estremamente ricca.
Monocilindrico poco assetato
Dal punto di vista meccanico, il 368G utilizza un motore monocilindrico raffreddato a liquido da 368 cc con distribuzione a quattro valvole e alimentazione a iniezione elettronica Bosch, capace di sviluppare 38,7 cv e una coppia di 40 Nm a 6mila giri. La trasmissione è automatica Cvt, soluzione classica per uno scooter, ma l’erogazione è stata studiata per offrire una risposta piuttosto pronta, soprattutto nelle partenze da fermo e nelle riprese a velocità medio-basse; due le mappe selezionabili: Eco e Sport. Nella guida reale il motore risulta fluido e relativamente silenzioso, con vibrazioni contenute e una buona progressione fino alla velocità massima di poco oltre i 130 km/h, valore più che sufficiente per l’uso extraurbano e autostradale. Il consumo medio dichiarato è attorno ai 3,4-3,5 litri per 100 km, e grazie al serbatoio da 17,5 litri si può raggiungere un’autonomia teorica molto elevata per la categoria.
Ciclistica particolare
Uno degli aspetti più particolari del 368G è la ciclistica, che si discosta da quella di uno scooter tradizionale. Il telaio è in tubi d’acciaio ad alta resistenza, con una struttura robusta pensata per sopportare anche l’uso su fondi sconnessi. La sospensione anteriore utilizza una forcella rovesciata da 41 mm, mentre al posteriore troviamo un doppio ammortizzatore regolabile, soluzione che migliora la stabilità rispetto ai classici scooter turistici. Quasi unica nel segmento è la ruota anteriore da 17 pollici, abbinata a una posteriore da 14, con pneumatici di sezione generosa: tutto contribuisce a dare al mezzo un comportamento più vicino a quello di una moto crossover che a quello di uno scooter urbano. L’altezza da terra di circa 180 mm permette di affrontare sterrati leggeri senza difficoltà, anche se il peso di 203 kg in ordine di marcia si fa sentire nelle manovre lente e nei cambi di direzione più stretti.
Dotazione ricca
Tra i punti di forza del 368G c’è la dotazione tecnologica. Lo scooter è equipaggiato con un display Tft a colori, sistema keyless, parabrezza regolabile, manopole riscaldate, prese Usb multiple e un ampio vano sottosella capace di ospitare due caschi integrali. Sono presenti anche funzioni avanzate come telecamere anteriori e posteriori con registrazione, controllo della pressione degli pneumatici e connettività con smartphone, caratteristiche raramente presenti su modelli della stessa fascia di prezzo. La contropartita è in blocchetti al manubrio piuttosto affollati che richiedono un po’ di pratica:
Come va
La posizione di guida è comoda per la maggior parte dei piloti, con una sella posta a 795 mm da terra e un manubrio largo che offre buon controllo. Su strada il comportamento è stabile e preciso nei tratti veloci, mentre nei percorsi molto tortuosi richiede un po’ di decisione nella guida, soprattutto per via della massa non trascurabile. La ruota anteriore da 17 pollici, se da un lato migliora la stabilità su pavé, buche e irregolarità, dall’altro penalizza leggermente l’agilità nei cambi di direzione rapidi rispetto a uno scooter più snello. La risposta del gas è sempre abbastanza pronta: lo scatto al semaforo, insomma, non è mai un problema.










