Zero R: Pirelli firma il debutto ibrido di Audi RS 5 e il ritorno della RS 3
Dalla nuova RS 5 ibrida alla RS 3 “Competition Limited”, Pirelli propone i nuovi pneumatici P Zero R e Trofeo R, portando la tecnologia del motorsport nell’uso quotidiano
di Danilo Loda
2' di lettura
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C’è un legame profondo che unisce Milano a Ingolstadt, una collaborazione che dura da oltre 25 anni e che oggi scrive un nuovo capitolo fatto di prestazioni estreme e sicurezza. Pirelli ha infatti annunciato lo sviluppo di versioni su misura del suo P Zero R per le nuove icone di casa Audi: la RS 5 e la RS 3, inclusa l’esclusivissima versione “Competition Limited”.
Il cuore dello sviluppo si è concentrato sulla capacità di arresto. Grazie al lavoro congiunto tra il centro R&D Pirelli di Breuberg, in Germania, e l’headquarter della Bicocca a Milano, il nuovo P Zero R è arrivato a sfiorare le performance del celebre Trofeo R, il semi-slick da pista del brand. Il risultato sono spazi di frenata ridottissimi e alta resistenza allo stress. Il tutto grazie a una mescola ottimizzata per offrire grip immediato anche a freddo.
La vera sfida tecnologica di questa stagione è stata però l’Audi RS 5, la prima ibrida plug-in ad alte prestazioni del marchio tedesco. Il peso maggiore dovuto alle batterie ha richiesto a Pirelli lo sviluppo di una struttura rinforzata con indice di carico elevato, denominata High Load (HL). Questo pneumatico da 21 pollici è stato progettato per gestire la coppia massiccia del sistema ibrido, garantendo stabilità e precisione di guida nonostante l’aumento di peso, mantenendo fede alla filosofia “Perfect Fit”.
Per celebrare il mezzo secolo del leggendario motore a cinque cilindri, Audi ha lanciato la RS 3 “Competition Limited”. In questo caso, si possono scegliere tra due anime distinte. Il P Zero R di serie è ideale per chi cerca l’equilibrio perfetto tra aderenza su asciutto e bagnato e comfort di marcia. Chi invece punta ai cordoli può optare per il P Zero Trofeo R, un semi-slick omologato per la strada ma nato per la pista, capace di stabilire tempi record come quelli già registrati al Nürburgring.
Dietro questi numeri c’è un massiccio utilizzo della simulazione digitale, che ha permesso di prevedere il comportamento delle gomme in base alla distribuzione dei pesi e alla coppia motrice ancor prima di scendere in pista. I dati virtuali sono stati poi confermati da migliaia di chilometri di test fisici nei luoghi sacri dell’automobilismo, dal Nürburgring Nordschleife fino ai laboratori di Milano. Questa partnership storica, è inoltre certificata dalla marcatura specifica R0 sul fianco dello pneumatico.









