Arte e impegno

Yayoi Kusama, la sua moda politica e rivoluzionaria prima di Louis Vuitton

Prima delle celebri collaborazioni con il marchio, l’artista era stata protagonista del fermento culturale di New York negli anni Sessanta e Settanta, anche attraverso i suoi abiti che vendeva nella boutique di Manhattan

Un’installazione di Yayoi Kusama per un negozio Louis Vuitton

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

«I miei costumi suggeriscono sempre il percorso della nuova generazione»: non aveva dubbi Yayoi Kusama, l’artista giapponese scomparsa a 97 anni. Nota e amata soprattutto per la sua estetica a pois, i “polka dots” che in oltre 70 anni di arte hanno ricoperto pareti, negozi, parchi, borse, Kusama aveva un profondo legame con la moda, iniziato ben prima della collaborazione con Louis Vuitton che nel 2012 portò la sua arte anche nell’industria della moda.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Per lei la moda era arte, prima di tutto; gli abiti delle tele, cosa indossare una scelta estetica e politica. Nel suo Giappone, durante la Seconda Guerra Mondiale, neppure ventenne aveva lavorato come sarta in una fabbrica di paracaduti, e subito dopo la fine del conflitto sfidò il volere dei genitori, che per lei immaginavano un futuro da moglie e madre, andando a Kyoto, dove avrebbe studiato lo stile Nihonga, pittura tradizionale giapponese.

Loading...

Ma il suo percorso avrebbe lasciato presto la tradizione: dopo aver conosciuto le opere di Georgia O’Keeffe in una libreria, le scrive, inviandole degli acquerelli. L’artista statunitense le risponde, entusiasta, invitandola a trasferirsi oltreoceano, cosa che nel 1958 Kusama fa: arriva a New York, culla delle avanguardie, in primis la pop art, e inizialmente si sostiene anche vendendo kimono portati con sé dal Giappone. Ma presto trova la sua voce, i suoi spazi, grazie, ancora una volta, anche alla moda: nei suoi “happenings”, eventi di perfomance art e attivismo, gli abiti hanno un ruolo fondamentale.

Abito di Yayoi Kusama, anni Sessanta

Ricopre tubini e cappotti di pasta, fiori o forme falliche, per poi dipingerli con vernici metalliche; in altri, come nella collezione See Through, i “polka dots” diventano oblò strategicamente posizionati a favore della rivoluzione sessuale (l’Orgy Dress era pensato per ospitare fino a 25 persone). E mentre la sua fama cresce, i suoi abiti arrivano persino da Bloomingdales e organizza dei fashion shows, nel 1969 decide di lanciare il suo marchio e aprire la sua boutique, Kusama Fashion Company, al 406 della 6th Avenue.

Un fashion show di Yayoi Kusama a New York nel 1968

 

Per Yayoi Kusama agli abiti erano in realtà anche tutto l’opposto, cioè dei mezzi per sparire, per confondersi: presentando un’installazione, spesso indossava abiti con lo stesso motivo, che la mimetizzavano e nello stesso la inglobavano.

Certamente a darle visibilità globale fu la collaborazione con Louis Vuitton, 14 anni fa. Marc Jacobs, ai tempi direttore creativo della maison e appassionato collezionista d’arte, aveva già coinvolto artisti come Stephen Sprouse, Takashi Murakami e Richard Prince.

Marc Jacobs con Yayoi Kusama

Aveva poi incontrato Kusama a Tokyo nel 2006, e lei gli aveva mostrato una borsa Vuitton, esattamente la Ellipse Bag, sulla quale aveva aveva dipinto i suoi pois. La capsule che ne derivò, lanciata strategicamente in concomitanza con la mostra che il Whitney Museum avrebbe dedicato a Kusama, fu un enorme successo, un fenomeno che si è replicato nel 2023, quando il marchio del gruppo Lvmh tornò dall’artista per una seconda collaborazione.

Una borsa della capsule di Kusama per Louis Vuitton del 2023

Con Nicolas Ghesquière al timone, la collezione ebbe un tono diverso, più ampio, arrivando a proporre anche altri motivi dell’arte di Kusama, come le sfere d’argento della celebre installazione “Narcissus Garden” applicate su una borsa. In entrambi i casi, i negozi Vuitton di tutto il pianeta si vestirono della visione di Kusama, anche con animatronics di lei stessa che dipingeva dietro le grandi vetrine, per gli occhi increduli dei passanti.

«Sono molto addolorato dalla scomparsa di Yayoi Kusama, una delle più grandi protagoniste dell’arte contemporanea - ha scritto in una nota Pietro Beccari, presidente e ceo di Louis Vuitton -. Una vera leggenda vivente, ha dato forma alla sua vita e al suo lavoro con straordinaria libertà, immaginazione, visione, lasciando un segno indelebile nel mondo dell’arte nel corso degli ultimi decenni. E’ stato un grande onore per tutti da Louis Vuitton l’aver collaborato con lei in due occasioni, nel 2012 e nel 2023. La sua creatività e la sua peculiare visione sono sempre state una immensa fonte di ispirazione. La sua straordinaria eredità continuerà a ispirare le generazioni future». Domani, peraltro, alle 8:45 Pietro Beccari ricorderà Yayoi Kusama durante la puntata di 24 Mattino Estate su Radio24, ospite di Giulia Crivelli.

Loading...

La prossima mostra in programma al Museo Yayoi Kusama, dal 2017 a Tokyo, sarà dedicata alla relazione dell’artista con la luce. E la moda attende, fiduciosa.

Riproduzione riservata ©
  • Chiara Beghelli

    Chiara BeghelliRedattore

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: inglese, spagnolo

    Argomenti: moda, lifestyle, lusso

    Premi: Premio Penna Arcobaleno (2011) - Premio Stampa Moda Movie (2019) - Premio Casato Prime Donne (2022) - Premio Roma Fashion White sezione "Libri di Moda" (2025)

Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti