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Xiaomi SU7: primo contatto a Pechino con l’elettrica cinese fuori dal coro

A bordo della vettura del costruttore di smartphone e device cinese: prime impressioni e considerazione su un’auto che è gia un’outsider.

di Mark Perna

3' di lettura

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Xiaomi SU7, la prima auto elettrica del colosso cinese degli smartphone, sembra essere una scommessa vinta. Non ha certo l’immagine di una Porsche o il fascino tecnologico di una Tesla ma è un progetto colmo di idee interessanti che sviluppano un nuovo approccio all’auto elettrica connessa. Se l’ipotetico bolide di Apple è rimasto poco più di una speculazione creativa mentre Huawei si è fatta aiutare dalla casa automobilistica Seres per realizzare il SUV Aito M5, Xiaomi ha fatto tutto da sola e in pochissimo tempo.

L’idea di realizzare un veicolo elettrico è venuta al CEO dell’azienda di Pechino Lei Jun poco più di tre anni fa, e in un arco di tempo irrisorio per questo settore industriale, il risultato finale è sorprendente. Lo è a maggior ragione dopo essere saliti a bordo della coupé cinese in occasione di una recente visita alla Xiaomi EV Factory di Yizhuang, fabbrica iper moderna dove viene realizzata la SU7.

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La sensazione è quella di sedersi al volante di un’auto elegante, brillante, affidabile e innovativa che potrebbe più facilmente essere associata a un modello firmato da un blasonato marchio del mondo delle quattro ruote e invece è la primogenita di un’azienda nota nel mondo per i suoi telefoni cellulari.

Xiaomi SU7: primo contatto a Pechino con l’elettrica cinese

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Un’auto fatta in casa e fatta bene, a maggior ragione considerando la mancanza di una consolidata tradizione in questo specifico ambito. Ogni elemento è stato pensato, ingegnerizzato e sviluppato da Xiaomi che ha già investito quasi 1,4 miliardi di dollari in questo progetto e chiamato a raccolta 3.400 ingegneri e oltre diecimila esperti e tecnici provenienti anche fuori dai confini nazionali. D’altra parte le macchine rappresentano un elemento centrale nei piani di sviluppo dell’azienda che, stando alle parole del suo CEO, vuole diventare entro 15/20 anni “uno dei primi 5 marchi tra i costruttori mondiali di auto”.

Un esempio tangibile dell’impegno in questo progetto sono i motori di Xiaomi SU7 interamente sviluppati partendo da zero e dai nomi termici. Tre in totale: HyperEngine V6/V6s, e HyperEngine V8s, powertrain che Quest’ultimo verrà montato al momento sulla versione “prototipo” Xiaomi SU7 Ultra, appena svelata dall’azienda, che punta alle nmassime performance: 578 cavalli, 27200 rpm e un’accelerazione da 0 a 100 di soli 1,97 secondi.

Vero elemento distintivo, più a livello concettuale che pratico di Xiaomi SU7, è l’idea che l’auto sia parte di un universo tecnologico eterogeneo, diventando quasi un’estensione dello smartphone. Non a caso l’azienda cinese ha sviluppato, e sta continuamente aggiornando, il suo sistema operativo HyperOS che non solo è presente sui telefoni ma è anche il centro nevralgico dell’auto.

Questo software non si limita a gestire il sistema di intrattenimento a bordo ma interagisce anche con diverse componenti del veicolo permettendo inoltre di impartire comandi vocali per regolare i sedili, la temperatura, il posizionamento degli specchietti retrovisore e molto altro. L’interoperabilità da vero ecosistema consente anche di comandare a distanza dall’auto i dispositivi della propria smart home gestendo ad esempio le luci o visionando sul display del veicolo le telecamere di sicurezza di casa.

L’ambiziosa idea di Xiaomi di “un’auto smartphone”, ovvero tecnologicamente evoluta, personalizzabile e integrata in un contesto più ampio di dispositivi, potrebbe essere l’arma vincente dell’azienda di Pechino. La validità di questa induzione è confermata dall’incredibile successo che sta avendo la SU7 in Cina. Dal momento della sua commercializzazione a fine marzo, ha infatti ricevuto un boom di oltre 75.000 ordini e consegnato solo a giugno più di 10.000 unità, ma secondo le previsioni dell’azienda le vendite entro il 2024 potrebbero superare quota 120.000.

Un successo oltre le aspettative merito anche di un prezzo di vendita piuttosto aggressivo, il modello base costa infatti circa 27.000 euro (215.900 yuan). Xiaomi vuole portare il suo veicolo elettrico anche in Italia, probabilmente l’anno prossimo, anche se una data certa ancora non è stata ufficializzata.

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