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Xiaomi SU7 2026: l’abbiamo provata in Cina. Come va e come è costruita la rinnovata berlina hi-tech

Con il rinnovamento della SU7, Xiaomi conferma che il suo ingresso nel mondo dell’auto non è stato un esperimento ma un progetto industriale serio, con ambizioni globali. Arriverà in Europa il prossimo anno

di Federico Cociancich

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Abbiamo avuto l’opportunità di provare su strada, sulle colline nei dintorni di Pechino, la versrione 2026, quella aggiornata, della berlina Xiaomi, la SU7, che probabilmente sarà la prima ad arrivare nel mercato europeo il prossimo anno. Rispetto alla prima versione lanciata meno di due anni fa Xiaomi ha affinato estetica, powertrain, tecnologia di bordo e sicurezza. Al progetto hanno messo mano alcuni ingegneri e designer europei ma il risultato colpisce non solo per l’integrazione tecnologica ma per una dinamica di guida da casa con decenni di esperienza.

Xiaomi SU7, tre versioni, un’architettura comune

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La nuova SU7 viene proposta in tre varianti più una: Standard, Pro e Max, oltre all’hypercar SU7 Ultra. Tutte condividono le stesse dimensioni, cinque metri di lunghezza, due di larghezza e il passo di tre metri, oltre alla stessa piattaforma di base, con sospensioni a doppio triangolo anteriori e multilink posteriori. Le differenze principali riguardano le motorizzazioni, il sistema di sospensioni e alcuni contenuti tecnologici.

La SU7 Standard monta un motore posteriore da 235 kW con batteria LFP da 73 kWh, per un’autonomia cltc (migliorativa rispetto al wltp di circa un 20%) dichiarata di 720 km e uno 0-100 in 5,28 secondi.

La SU7 Pro mantiene la stessa unità motrice ma adotta una batteria LFP da 96,3 kWh, che porta l’autonomia a 902 km (il valore più alto della gamma) con uno 0-100 in 5,7 secondi. Aggiunge anche le sospensioni pneumatiche semi attive a doppia camera e ammortizzatori a controllo continuo.

La SU7 Max, quella che abbiamo avuto modo di provare, si distingue in modo più netto: sfrutta un doppio motore (asincrono anteriore e pmsm posteriore) con 690 cv (508 kW) di potenza complessiva, 866 Nm di coppia massima e una batteria al litio da 101,7 kWh netti. Lo 0-100 scende a 3,08 secondi, la velocità massima arriva a 265 km/h, e l’autonomia cltc è di 835 km. Completa la dotazione con freni Brembo a quattro pistoni, dischi forati e pastiglie low-metallic.

Xiaomi SU7, design: evoluzione coerente

La seconda generazione mantiene le proporzioni e i tratti distintivi della prima: i gruppi ottici a forma di goccia d’acqua all’anteriore e i fanali posteriori ad anello rimangono elementi identitari riconoscibili.

Le novità estetiche più evidenti riguardano la griglia anteriore, ridisegnata con una forma a C più marcata e condotti di raffreddamento freni più ampi. Il radar millimetrico 4D è ora integrato direttamente nella griglia, con un risultato visivamente più pulito anche se probabilmente è posizionato troppo in basso con alti rischi di danneggiamenti e malfunzionamenti dovuto allo sporco.

Xiaomi SU7, interni: qualità dei materiali e attenzione ai dettagli

Quasi il 100% delle superfici ad alto contatto è rivestito in materiali soft-touch, il volante è in pelle nappa con finiture cromate, e i quattro pulsanti principali sono realizzati con finitura galvanica lucida. La sensazione di trovarsi davanti a una vettura premium è immediata.

Al centro della plancia, sopra il tunnel a doppia altezza, spicca il display da 16 pollici con risoluzione 3K; lo schermo di fronte al guidatore è da 7”, mentre l’head up display, di serie sulla SU7 Max, simula uno schermo da 56”. L’assistente vocale XiaoAi supporta conversazioni con memoria persistente, ricerca web in tempo reale e riconoscimento visivo di veicoli, edifici e segnaletica. Nella nostra prova non solo ha identificato che la vettura che procedeva davanti a noi era una Tesla Model 3 ma ha anche specificato che il colore della carrozzeria non era tra quelli standard e che quindi era stato personalizzato dall’utente.

I sedili anteriori della Max sono regolabili elettricamente su 18 posizioni e includono supporti laterali mobili che si attivano in curva e durante le accelerazioni improvvise. Il sedile passeggero può essere configurato opzionalmente in posizione zero-gravity: una sorta di chaise longue con modalità massaggio dedicata.

L’abitacolo è particolarmente silenzioso: la SU7 Max introduce, infatti, vetro laminato acustico sul parabrezza e sul tetto panoramico, oltre a materiali fonoassorbenti ad alta densità in tutto l’abitacolo.

Xiaomi SU7, powertrain e dinamica

Il motore V6s Plus di Xiaomi raggiunge i 22.000 giri/min e, nella configurazione dual-motor della Max, consente prestazioni da segmento sportivo pur mantenendo un consumo dichiarato a partire da 11,7 kWh/100 km. Nella nostra prova, svolta in parte in mezzo al caotico traffico cittadino di Pechino e in parte su strade collinari, i consumi sono stati di circa 16 kWh/100 km.

La tecnologia Cell-to-Body integra la batteria nella struttura della scocca e la ricarica rapida consente un recupero dichiarato di 670 km di autonomia in 15 minuti.

Le sospensioni semi pneumatiche a doppia camera chiusa della Max offrono tre modalità e regolazione dell’altezza su quattro livelli, con un’escursione totale di 50 mm. Il sistema si avvale di dati gps e della fotocamera frontale per alzare o abbassare automaticamente l’assetto in base alla posizione e alla presenza di strade sterrate.

Il sistema rileva automaticamente anche se il fondo stradale è bagnato integrando dati da sensore pioggia, temperatura esterna, microfoni e telecamere per attivare una modalità dedicata che gestisce la distribuzione della coppia sull’asse anteriore e limita l’intensità del freno rigenerativo.

Xiaomi SU7, tecnologia e sistemi di assistenza alla guida

L’SU7 è una berlina ipertecnologica che esprime in maniera completa il concetto di Software-Defined Vehicle. Per gestire tutte le feature hi-tech la gamma monta chip Nvidia con 700 tops di potenza di calcolo, affiancato a uno Snapdragon 8 Gen 3 per la gestione dell’infotainment. Il sistema di percezione adas comprende un lidar, un radar millimetrico 4D, 11 telecamere HD e 12 radar a ultrasuoni.

La maggior parte delle funzioni si controlla tramite voce, comprese l’impostazione della frenata rigenerativa, il posizionamento degli specchietti retrovisori e persino la direzione del flusso dell’aria. L’architettura di guida assistita xla sfrutta il controllo vocale anche per il cambio corsia, la regolazione della velocità e della distanza di sicurezza. Le informazioni alle quali ha accesso il sistema sono davvero precise: è possibile la navigazione a livello di posto auto nei parcheggi multipiano, conoscere quanti secondi mancano al cambio di stato dei semafori o qual è la corsia più scorrevole in caso di coda per incidente. Queste informazioni non vengono dalla marea di telecamere che coprono ogni singolo metro delle strade cinesi ma dalle informazioni provenienti dalle altre vetture che creano una sorta di gigantesca rete di dati condivisa. Il sistema si adatta alle caratteristiche di chi guida: solo dopo i primi 100 km vengono abilitate alcune funzioni come il cruise Control adattivo e ne servono 300 per abilitare tutte le funzioni di assistenza autonoma alla guida.

Sicurezza strutturale

La scocca utilizza acciaio ad alta resistenza (fino a 2.200 Mpa), le porte integrano travi anti-intrusione in acciaio e di serie su tutta la gamma sono presenti 9 airbag, traversi anti-abrasione sotto il pacco batteria con rivestimento a prova di proiettile, e un sistema per il sezionamento di emergenza dell’alimentazione entro 4 ms. La batteria viene inoltre monitorata da remoto via cloud 24 ore su 24.

Xiaomi SU7, impressioni di guida

La posizione di guida è comoda, i 690 cavalli a disposizione si sentono immediatamente e si possono selezionare cinque modalità di guida che modificano in maniera piuttosto radicale la personalità di questa SU7. Oltre alle classiche modalità Eco, Comfort, Sport e Sport+, ce n’è una definita Beginner, dedicata a chi non ha ancora preso confidenza con le vetture elettriche, ed una personalizzabile che permette di impostare la risposta dello sterzo, quella del motore, la reattività delle sospensioni e la distribuzione della trazione tra l’avantreno e il retrotreno.

Nelle modalità Sport e Sport+ viene riprodotto il suono di un rombante motore termico e premendo il pulsante rosso sotto al volante si ha a disposizione la massima potenza per alcuni secondi con tanto di “effetto warp” sul display centrale.

Lo sterzo è estremamente preciso e il sistema frenante tutto sommato ben tarato: l’estrema silenziosità dell’abitacolo, la disponibilità immediata di oltre 800 nm di coppia fanno sì che non ci si renda immediatamente conto della velocità a cui si sta andando e rallentare una vettura così pesante non è certo semplice.

Xiaomi mette l’Europa nel mirino

Xiaomi ha confermato l’intenzione di portare i propri veicoli in Europa nel corso del prossimo anno. I prezzi di partenza per il mercato cinese delle versioni Standard, Pro e Max sono rispettivamente di 27.500 euro, (219.900 RMB), 31.000 euro (249.900 RMB) e 38.000 euro (303.900 RMB), ovviamente non ha senso fare una semplice conversione di valuta ma il produttore cinese ha sempre adottato una strategia piuttosto aggressiva per entrare nei nuovi mercati e anche questa volta ha promesso di stupire.

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