Xiaomi SU7 2026: l’abbiamo provata in Cina. Come va e come è costruita la rinnovata berlina hi-tech
Con il rinnovamento della SU7, Xiaomi conferma che il suo ingresso nel mondo dell’auto non è stato un esperimento ma un progetto industriale serio, con ambizioni globali. Arriverà in Europa il prossimo anno
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Abbiamo avuto l’opportunità di provare su strada, sulle colline nei dintorni di Pechino, la versrione 2026, quella aggiornata, della berlina Xiaomi, la SU7, che probabilmente sarà la prima ad arrivare nel mercato europeo il prossimo anno. Rispetto alla prima versione lanciata meno di due anni fa Xiaomi ha affinato estetica, powertrain, tecnologia di bordo e sicurezza. Al progetto hanno messo mano alcuni ingegneri e designer europei ma il risultato colpisce non solo per l’integrazione tecnologica ma per una dinamica di guida da casa con decenni di esperienza.
Xiaomi SU7, tre versioni, un’architettura comune
La nuova SU7 viene proposta in tre varianti più una: Standard, Pro e Max, oltre all’hypercar SU7 Ultra. Tutte condividono le stesse dimensioni, cinque metri di lunghezza, due di larghezza e il passo di tre metri, oltre alla stessa piattaforma di base, con sospensioni a doppio triangolo anteriori e multilink posteriori. Le differenze principali riguardano le motorizzazioni, il sistema di sospensioni e alcuni contenuti tecnologici.
La SU7 Standard monta un motore posteriore da 235 kW con batteria LFP da 73 kWh, per un’autonomia cltc (migliorativa rispetto al wltp di circa un 20%) dichiarata di 720 km e uno 0-100 in 5,28 secondi.
La SU7 Pro mantiene la stessa unità motrice ma adotta una batteria LFP da 96,3 kWh, che porta l’autonomia a 902 km (il valore più alto della gamma) con uno 0-100 in 5,7 secondi. Aggiunge anche le sospensioni pneumatiche semi attive a doppia camera e ammortizzatori a controllo continuo.








