Quanto valgono le promesse mancate di Apple sull’Ai?
di Alessandro Longo
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Anche la Zes unica, insieme al ministero delle Imprese del Made in Italy (Mimit) e alle regioni Puglia, Campania e Calabria, tra i soggetti istituzionali coinvolti nel maxi investimento da oltre 3 miliardi annunciato dal gruppo statunitense Radia per realizzare il WindRunner, aereo cargo di grandi dimensioni ( a pieno carico 72 tonnellate di peso) per il trasporto di turbine eoliche di lunghezza superiore ai 105 metri. Il coinvolgimento anche della Zes unica non è casuale. La rapidità e flessibilità di cui la struttura di missione di Palazzo Chigi sta dando prova – con tempi medi di rilascio delle autorizzazioni uniche per nuovi insediamenti produttivi di 31 giorni – possono infatti fare la differenza+, insieme alla disponibilità di aree, di imprese aeronautiche ed infrastrutture aeroportuali già esistenti, piste comprese, tutti pre-requisiti indispensabili per la localizzazione del mega insediamento. Senza contare l’altro vantaggio Zes legato al credito d’imposta per quanto - come conferma lo stesso coordinatore della struttura di missione, Giosy Romano – spesso è proprio l’accelerazione massima dei tempi di rilascio delle autorizzazioni urbanistiche a prevalere sull’incentivo fiscale, pure importante. Se confermata, la corsia preferenziale della Zes unica con un’unica autorizzazione si aggiungerebbe alla disponibilità ad intervenire nel finanziamento dell’insediamento sia da parte del Mimit, che ha firmato un Memorandum of understanding (Mou) con Radia e le aziende Leonardo e Magnaghi Aeronautica, che delle regioni interessate ad entrare nella partita, dalla Puglia alla Campania, alla Calabria. La Puglia ha siti industriali aeronautici distribuiti tra Foggia, Brindisi e Grottaglie, e conta su un ecosistema fatto di ricerca universitaria applicata al mondo produttivo e di formazione delle competenze, come per l’Its aerospazio. «Noi - spiega Alessandro Delli Noci, assessore regionale allo Sviluppo Economico in Puglia – abbiamo dato la nostra disponibilità ad investire, cosa possibile proprio grazie alla nostra strategia di crescita maturata nel settore». Per attrarre l’investimento servono non solo rapidità autorizzatoria, ma anche approccio sistemico. «Dobbiamo velocizzare le procedure con una sola autorizzazione unica delle aree individuate – sottolinea Antonio Marchiello, assessore campano alle Attività Produttive – Ma è indispensabile muoversi coinvolgendo tutto il Sud». Un approccio organico e di insieme dunque che si spiega anche con il fatto che le aziende con le quali Radia ha firmato il memorandum – Leonardo e Magnaghi Aeronautica – operano sia in Puglia che in Campania, e sono big player di una filiera industriale di enorme importanza, ma trascurata da tempo e su cui concentrare politiche industriali per rilanciarne lo sviluppo e la crescita.
Il Monitor dei distretti del Mezzogiorno di IntesaSanpaolo riferisce che l’export dei due poli aerospaziali di Campania e Puglia è diminuito, nei primi 9 mesi del 2024 rispetto allo stesso periodo del 2023, rispettivamente, dell’8,5 e dell’8,1%.
Il mega investimento Radia è allora un’ occasione importante per le due regioni. «L’alleanza tra Puglia e Campania – sottolinea Luigi Carrino, presidente del distretto aerospaziale Campano (Dac) – serve per mantenere la loro forza competitiva nel mondo. E devono lavorare insieme come è stato tentato per la nuova generazione del turboprop di Atr. Se tale collaborazione si allarga alla Calabria si crea un sistema Sud». In quest’ultima regione la novità è di febbraio scorso con l’annuncio dei primi hangar di manutenzione di Ryanair nell’aeroporto di Lamezia, i primi nel sud Italia.
Sull’insediamento produttivo di questo aereo dove tutto è grande – 108 metri di lunghezza, caricamento frontale delle pale giganti più lunghe delle attuali di 30 metri, apertura ali 80 metri, autonomia di volo di 2.000 km – la partita è però molto complessa. I numeri esatti del maxi investimento sono ancora da definire, insieme alla fonte di finanziamento e vi sono livelli decisionali altissimi che riguardano direttamente i rapporti tra i due Stati che dovrebbero chiudere l’intesa con la firma di un memorandum GtoG. Ma le turbolenze e le piroette di Trump sono una variabile di cui dover tenere conto. In ogni caso un fatto è certo: l’investimento Radia punta a realizzare un velivolo che ha molto mercato perché destinato a sostituire l’Antonov, ormai superato. Il WindRunner avrebbe poi un doppio uso, civile e militare, trasporterebbe le pale eoliche on -shore per parchi eolici ad alta capacità, e assicurerebbe il servizio di nolo relativo, non la loro vendita. E Radia ne ordinerebbe fino a 150, secondo alcune stime. Inserendosi così, con forza, in un mercato, quello dell’energia eolica on shore che, entro il 2050, potrebbe raggiungere, in valore, i 10mila miliardi di dollari, pari ad 1 milione di pale eoliche.
«Nei siti dove allocare l’insediamento - sottolinea Angelo Guarini dg di Confindustria Brindisi - servono tutte le autorizzazioni aeroportuali necessarie, lunghezza delle piste adeguata pari a 1800 metri, già disponibili nell’area di Brindisi e Grottaglie».