Portogallo

Vulcani e scogliere a São Miguel, l’isola verde delle Azzorre

Il clima subtropicale mantiene temperature miti anche in estate e ne fanno una meta perfetta per una vacanza a contatto con la natura

di Erika Scafuro

Lagoa do Fogo - São Miguel (Credit: Erika Scafuro)

4' di lettura

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Sperdute nell’immensità dell’Oceano Atlantico, le Azzorre sembrano soltanto un punto sulla mappa. Una volta raggiunte, si scopre un luogo sospeso fra sogno e realtà, dove la natura domina incontrastata. São Miguel, la più grande e popolata delle nove isole che compongono l’arcipelago portoghese – nota come “l’isola verde” – sorprende con il suo mosaico di paesaggi bucolici e spettacolari. Crateri vulcanici, laghi, scogliere vertiginose a picco sull’oceano, vallate ricoperte da una vegetazione lussureggiante su cui pascolano le mucche, strade incorniciate da un tripudio di ortensie blu e bianche, sorgenti termali, piantagioni di tè, coltivazioni di ananas, cascate nascoste e parchi rigogliosi. Il clima subtropicale mantiene temperature miti anche in estate, rendendola una meta perfetta per una vacanza dinamica a contatto con la natura, in primis per chi pratica l’escursionismo. Per raggiungere São Miguel è anche possibile usufruire del volo diretto (fino al fine settembre) con la compagnia Sata Azores che, in quattro ore, conduce in un eden atlantico sempreverde.

Sete Citades - São Miguel (Credit: Erika Scafuro)

Meraviglie d’acqua e di terra

Il viaggio alla scoperta dell’isola verde delle Azzorre può cominciare da uno dei suoi luoghi più iconici: il cratere vulcanico di Sete Citades, inserito tra le sette meraviglie naturali del Portogallo. Al suo interno brillano i suggestivi Lagoa Azul e Lagoa Verde, due laghi che, secondo la leggenda, sono nati dalle lacrime di un pastore dagli occhi verdi e da quelli di una principessa dagli occhi azzurri, impossibilitati a vivere il loro amore. Questi specchi d’acqua possono essere ammirati da diversi belvedere, miradouro, immersi nella vegetazione. Tra i più spettacolari c’è quello della Grota do Inferno, raggiungibile attraverso un sentiero che parte dal Lagoa do Canário; da una altitudine di 800 metri si apre una vista incantevole da cui ammirare il cratere di Sete Citades, i laghi Azul, Santiago e Rasa. Un’altra prospettiva suggestiva si ha dal miradouro Vista do Rei, così chiamato in onore della visita del re D. Carlos e dalla regina D. Amélia nel 1901. Procedendo verso il centro dell’isola la natura continua a stupire con Lagoa do Fogo, un altro lago vulcanico incastonato in una caldera collassata e dichiarato riserva naturale dal 1974. La strada che lo costeggia è accessibile in auto solo al mattino (prima delle 9) e la sera (dopo le 19), mentre durante il giorno è percorribile con navette pubbliche. Lungo il tragitto diversi belvedere offrono scorci spettacolari su questo paesaggio incontaminato, dominato da una vegetazione fitta e rigogliosa.

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Caldeiras das Furnas -São Miguel (Credi: Erika Scafuro)

Nella zona orientale dell’isola si incontra un’altra meraviglia: Lagoa das Furnas, un lago costeggiato da un sentiero che porta, sul bordo settentrionale, al campo geotermico delle Caldeiras das Furnas: qui il suolo sprigiona vapore e acqua bollente e il calore naturale della terra viene persino utilizzato per cucinare il tipico cozido das Furnas, uno stufato di carne e verdure cotto lentamente nel sottosuolo. Il vicino villaggio di Furnas è un’altra tappa imperdibile, da non perdere la visita al Parco Terra Nostra, uno dei giardini più antichi delle Azzorre, che ospita una varietà di milleottocento specie botaniche.

Parco Ribeira dos Caldeirões - São Miguel (Credit: Erika Scafuro)

Al suo interno una piscina termale, alimentata da una sorgente vulcanica, offre un’esperienza unica di benessere grazie all’acqua a 42 °C, ricca di ferro e minerali benefici per la pelle. Proseguendo verso il nord-est di São Miguel si raggiunge un altro luogo da cartolina: il Parco Ribeira dos Caldeirões, con la sua cascata immersa fra le ortensie. Per un altro cambio di scenario si percorre la costa orientale, nel territorio di Nordeste, una strada panoramica costellata di punti di osservazione da cui ammirare l’oceano e le distese di verde.

Sapori esotici e tradizioni

Tra vallate lussureggianti e scenari vulcanici, São Miguel sa stupire anche per le sue tradizioni gastronomiche e l’architettura del suo capoluogo affacciato sull’oceano, Ponta Delgada. Qui convivono stili di epoche diverse, in particolare elementi manuelini, barocchi e gotici come quelli che decorano la chiesa di São Sebastião e il maestoso portale delle Portas da Cidade, simbolo della città.

Chiesa São Sebastião Ponta Delgada (Credit: Erika Scafuro)

La scena gastronomica, varia e ricca di sapori che spaziano dalla carne al pesce, si esprime con i suoi piatti tipici come il polpo, in umido o grigliato, l’Alcatra, uno stufato di carne cotto lentamente nella terracotta. La cucina locale si può degustare in ristoranti molto frequentati come A Tasca, Rotas da Ilha Verde, con opzioni vegetariane, o Michel Restaurant. Per il soggiorno ci sono diverse opzioni, tra gli alberghi più raffinati del centro storico ci sono Nine Dots Azorean art boutique hotel, Octant Ponta Delgada o Casa Hintze Ribeiro. Fra le esperienze da vivere sull’isola, a pochi minuti dalla zona centrale della città, c’è la visita alle piantagioni di ananas Augusto Arruda, per scoprire questo frutto esotico divenuto principale prodotto di esportazione da oltre cento anni, una coltivazione nata per sopperire alla crisi di quella delle arance, un tempo fiorente. L’ananas viene coltivato in serre che ricreano le condizioni naturali per la crescita di questo frutto, che viene declinato in diversi prodotti, fra cui anche un liquore.

Campi di tè Chá Gorreana - São Miguel (Credit: Erika Scafuro)

Spostandosi sulla costa nord-est dell’isola si incontrano invece le uniche piantagioni di tè in Europa, quelle di Gorreana e Porto Formoso. Chá Gorreana, la più antica fabbrica di tè attiva dal 1883, offre una visita gratuita al suo interno per osservare i processi di produzione e persino degustare una tazza di tè. Inoltre dall’edificio parte un facile percorso ad anello di circa tre chilometri, si cammina tra le colline con vista sull’oceano e i campi coltivati a Camellia sinensis, la pianta utilizzata per la lavorazione del tè verde e nero, fu introdotta nell’isola nel 1750 dalle navi di ritorno dall’Oriente. Un mosaico di scenari così diversi, un mix di sapori, esperienza a contatto con la natura che rendono unica l’isola atlantica di São Miguel.

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