Unione Europea

Commissione Ue approva quadro per aiuti di Stato contro crisi Medio Oriente. Von der Leyen: «Guerra ci costa 500 milioni al giorno»

La presidente della Commissione, nel suo discorso al Parlamento europeo, ha sottolineato la necessità di ridurre la dipendenza energetica e accelerare sull’elettrificazione

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen interviene durante un dibattito sul tema «La strategia dell’UE in risposta alla crisi in corso in Medio Oriente, le sue implicazioni sui prezzi dell’energia e la disponibilità di fertilizzanti» al Parlamento europeo a Strasburgo, in Francia, il 29 aprile 2026. L’attuale sessione plenaria si svolge dal 27 al 30 aprile 2026.  EPA/RONALD WITTEK EPA

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Cinquecento milioni di euro al giorno. È questo il costo della guerra in Medio Oriente per l’Europa. Come sottolineato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo discorso alla sessione plenaria dell’Eurocamera, «in soli sessanta giorni di conflitto, la nostra spesa per l’import di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro». L’emergenza, mette in guardia la presidente, potrebbe avere conseguenze che si faranno sentire «per mesi o addirittura anni».

Commissione approva quadro per aiuti di Stato contro la crisi

Intanto, la Commissione europea ha approvato un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato a sostegno dei settori colpiti dalla crisi in Medio Oriente (Metsaf) che consenta agli Stati membri di concedere aiuti alle imprese europee più svantaggiate, preservando al contempo la parità di condizioni nel mercato unico. «È una misura temporanea e mirata, perché le regole saranno in vigore fino alla fine di quest’anno. Entro tale periodo, gli Stati membri potranno modulare il carattere temporaneo del sostegno in base alle esigenze che individueranno», ha spiegato la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Teresa Ribera.

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Le misure individuano in agricoltura, pesca, trasporti e industrie ad alta intensità energetica i settori che sono direttamente e maggiormente colpiti. «Gli Stati membri potranno compensare fino al 70% dei costi aggiuntivi sostenuti dai beneficiari a causa dell’aumento dei prezzi di carburanti e fertilizzanti dovuto alla crisi, rispetto ai livelli precedenti al 28 febbraio», ha detto Ribera, aggiungendo che è stata introdotta anche una opzione semplificata di compensazione forfettaria fino a 50 mila euro per beneficiario, volta soprattutto alle piccole imprese.

Priorità è riaprire Hormuz

La leader della Commissione, nel discorso all’Eurocamera, ha anche espresso la posizione dell’Europa sulla guerra nel Golfo Persico: «Tutti noi desideriamo che i cessate il fuoco in Iran e in Libano reggano, con l’obiettivo finale di ristabilire la pace e la stabilità attraverso mezzi diplomatici». L’obiettivo è arrivare a una fine duratura delle ostilità, in modo da ristabilire la «piena e permanente libertà di navigazione nello stretto di Hormuz senza pedaggi».

Von der Leyen ha poi aggiunto che un accordo di pace dovrà necessariamente affrontare il tema del programma nucleare iraniano, e ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra l’Ue e partner come Egitto, Libano, Siria e Giordania.

Ridurre la dipendenza energetica europea

Per affrontare questo nuovo contesto, con la seconda crisi energetica in quattro anni, la parola d’ordine secondo la Commissione è “indipendenza”. «La strada da seguire è ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra produzione interna di energia pulita e a prezzi contenuti», ha dichiarato von der Leyen a Strasburgo. La strategia per liberarsi dalla dipendenza energetica include anche una maggiore cooperazione tra i membri dell’Unione, in modo da evitare conflitti interni tra interessi diversi.

La ricetta della Commissione: rinnovabili, nucleare ed elettrificazione

Nel suo discorso all’Europarlamento, von der Leyen ha citato la Svezia come esempio virtuoso di un mix energetico efficace, con una combinazione di energia rinnovabile e nucleare a coprire la maggior parte del fabbisogno nazionale. Inoltre, la presidente ha sottolineato l’importanza di mettere a punto strumenti di supporto a famiglie e imprese che siano mirati per aiutare i soggetti più vulnerabili. Infine, la Commissione punta ad accelerare il processo di elettrificazione dell’Unione, con un nuovo piano in arrivo entro l’estate.

In arrivo i primi 45 miliardi per l’Ucraina

Non è mancata anche la conferma del supporto all’Ucraina, con la conferma del prestito europeo da 90 miliardi di euro a Kiev. «Abbiamo mantenuto la promessa - ha detto von der Leyen - entro questo trimestre erogheremo la prima tranche di 45 miliardi di euro per il 2026». Un terzo di queste risorse è destinato a esigenze di bilancio, mentre i restanti due terzi andranno direttamente alla difesa. «Il primo pacchetto per la difesa riguarderà i droni, prodotti dall’Ucraina e destinati all’Ucraina, per un valore di circa 6 miliardi di euro. Il nostro messaggio è chiaro: continueremo a sostenere il coraggioso popolo ucraino e le sue forze armate», ha dichiarato la presidente della Commissione.

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